Lisa Corva

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Farmaci scaduti. Sogni scaduti. (E gialli dell'anima).

Giovedì, 24 giugno 2010 @07:45

"Gli armadietti dei bagni sono pieni di flaconi e scatole misteriose: medicine comprate in vacanza; pillole prescritte per malattie passate, immaginate o reali, mai finite e mai buttate via; un’infinità di integratori vitaminici e olii di pesce che contengono i segreti dell’eterna giovinezza".
(Paul Torday)
Prendo in mano le scatole e leggo: come se fossero un libro, che racconta di me. E capisco che è ora di buttare tutto quello che è scaduto: farmaci. Emozioni. Sogni.

(La frase di oggi è tratta da un ottimo psico-thriller che ho appena letto: "La ragazza del ritratto", di Paul Torday, Elliot edizioni.
E, visto che stiamo pensando ai libri in valigia per l'estate, aggiungo la mia lista di gialli preferiti al momento: tutta la trilogia di Larsson, "Uomini che odiano le donne", divorata l'anno scorso; "Il testamento di Nobel" della svedese Liza Marklund, Marsilio, perché mi sta simpatica la protagonista, Annika, giornalista e detective per caso, mamma trafelata, moglie in crisi. Sì, mi piacciono le donne detective, anche e soprattutto quelle per caso, come Annika, che seguo da anni nella sua gelida Stoccolma. Mi è piaciuta tanto Petra Delicado, l'eroina di Alicia Giménez Bartlett, ispettrice a Barcellona, e per questo sono rimasta così delusa dall'ultimo libro, "Il silenzio dei chiostri", uscito l'anno scorso (sono tutti Sellerio). Mi sta simpatica Precious Ramotswe, l'investigatrice oversize, che risolve tutto con saggezza e bevendo una tazza di "bush tea", il tè rosso del suo Botswana (sono tutti Guanda, a firma di Alexander McCall Smith). E mi incuriosisce una nuova detective per caso: Kati, turco-tedesca come l’autrice, Esmahan Ayhol. Kati vive a Istanbul, dove ha aperto una libreria di soli gialli. E rimane coinvolta in un omicidio. Arma del delitto: un asciugacapelli. (Il libro si intitola "Hotel Bosforo", Sellerio, e spero di metterlo presto in valigia!).
"La ragazza del ritratto" è diverso, è uno psico-thriller, o forse una "ghost story": la storia di una moglie che, dopo un weekend in campagna, scopre che il marito non è l'uomo che pensava, è diverso, si comporta in modo diverso, la ama di più... Non è più apatico, prevedibile, quasi noioso. Diventa pian piano allegro, seducente, brillante. Cosa nasconde? Un'amante? Ve lo dico subito: no. Molto, molto peggio, molto di più)

12 commenti

Lila | Venerdì, 25 giugno 2010 @09:43

Grazie cara Aurora, questa canzone è davvero una stupenda poesia. E a te Lisa grazie per le emozioni che ci regali ogni giorno. Ora vado a fare la valigia.

Aurora | Giovedì, 24 giugno 2010 @21:50

Per Lila.
Ti dedico questa canzone sul mare di Sergio Cammariere.
Per me e' come una poesia......

Felice viaggio :-)

Aurora

Dalla Pace Del Mare Lontano

Dalla pace del mare lontano
Fino alle verdi e trasparenti onde
Dove il silenzio non ha più richiamo
E tutto si confonde
Dalle lagune grigie e nere
Dal faticare senza riposo
Dalla sete alla fame allo spavento
Al più segreto tormento
Avemmo padri avemmo madri
Fratelli amici e conoscenti
Ed imparammo a dare un nome nuovo
Ai nostri sentimenti
E così un giorno a camminare
Su questa terra sotto a un sole avaro
Per un amore che sembrava dolce e
E si é scoperto amaro

Ma è solo un’eco nel vento
Nel vento che mi risponde
Venga la pace dal mare lontano
Venga il silenzio dalle onde

E in mezzo al mare c’è un punto lontano
Così lontano dalle case e dal porto
Dove la voce delle cose più care
E’ soltanto un ricordo
Ma da quel punto in poi
Non si distingue più
La linea d’ombra confonde
Ricordi e persone nel vento

Avemmo padri avemmo madri
Fratelli amici e conoscenti
Ed imparammo a dara un nome nuovo
Ai nostri sentimenti
E così un giorno a camminare
Sopra la terra sotto al sole avaro
Per un amore che sembrava dolce
E si é scoperto amaro

Ma è solo un’eco nel vento
Nel vento che mi risponde
Venga la pace dal mare lontano
Venga il silenzio dalle onde

Ma è solo un’eco nel vento
Nel vento che mi risponde
Venga la pace dal mare lontano
Venga il silenzio dalle onde.

Lila | Giovedì, 24 giugno 2010 @21:18

grazie anonima.

anonima | Giovedì, 24 giugno 2010 @19:14

onda dopo onda, il mare tutto sa, però se ne dimentica

Lila | Giovedì, 24 giugno 2010 @18:45

Grazie Lisa e grazie anche a x. Ma dici x? Si può dimenticare il mare? Lo ha detto Mario Benedetti?

x. | Giovedì, 24 giugno 2010 @15:42

un haiku marino:

ola por ola
el mar lo sabe todo
pero se olvida

(Mario Benedetti)

Giusy | Giovedì, 24 giugno 2010 @14:45

sì, la poesia diSalinas va bene anche per me: temevamo di non poter raggiungere il "nostro mare": Sono reduce dal pronto soccorso : Il bastone della Sua vecchiaia ha accompagnato colui che vi si appoggia al pronto soccorsoi: incontro ravvicinato con autovettura. Il mio..colui era in bicicletta...Ci rido sopra, è andato tutto bene. Fuori tema come sempre. Buone vacanze a tutte e a tutti.

LISA | Giovedì, 24 giugno 2010 @12:48

LILA, ti mando quello che era il mio Buongiorno del 12 giugno 2009. Buon mare.

"Tutto dice di sì.
Sì del cielo, l’azzurro,
e sì, l’azzurro del mare,
mari, cieli, azzurri
con spume e con brezze
giubili monosillabi
senza sosta ripetono.
Un sì, risponde sì
a un altro sì".
(Pedro Salinas)

Ci sono giorni disperati in cui non sappiamo chiederci altro che: perché? Ma non c’è un perché. C’è solo la meraviglia, la fiducia che respiriamo nei giorni in cui tutto il mondo ci dice di sì. Custodiamo quella, nel cuore.

(I versi di Pedro Salinas sono tratti da "La voce a te dovuta", Einaudi: una raccolta di versi uscita nel 1933)

Lila | Giovedì, 24 giugno 2010 @12:33

Sono d'accordo con l'anonimo; è difficile dimenticare delle belle emozioni e dei sogni anche se sono svaniti. Certe belle emozioni diventano ricordi ma ricordi belli se si è amato davvero. Domani partirò cara Lisa, farò un bel viaggio in Sardegna con la mia sorellina. Da vecchia lettrice del blog, non è che tu conosci una bella poesia che parli del mare e che possa essere di buon augurio per il mio viaggio?

ANONIMO | Giovedì, 24 giugno 2010 @11:02

SI PUO' ESSERE ONESTI SOLO IN PRESENZA DI ONESTA'. IN PRESENZA DI EGOISMO, SI DIVENTA EGOISTI E CI SI COMPORTA DA TALI.....

Andrea Rényi | Giovedì, 24 giugno 2010 @09:46

Capire cosa è scaduto e riuscire anche a disfarsene richiede onestà con se stessi. Nulla di più difficile.

ANONIMO | Giovedì, 24 giugno 2010 @08:36

Facile buttare un farmaco, un oggetto, un libro..Più difficile un’emozione, un sogno…
L’emozione, il sogno ti balena sempre nella mente, ti "cammina" dentro l’anima e non ti chiede permesso…
Specie se in quell’emozione, soprattutto se in quel "sogno" ci avevi creduto con tutto te stesso e lo avevi vissuto come se fosse stato realtà…
Anche se in realtà ti rendi conto, al risveglio, che quel sogno non era altro che "l’egoismo" di un essere che ti ha "usato" in un momento particolare della sua esistenza trovando in te un’àncora di salvezza per non affogare….
Ed è proprio "quell’egoismo" che le ha permesso di restare a galla e riavvicinarsi alla riva abbandonandoti in balia dei flutti del mare e facendoti precipitare lentamente, agonizzante, nel profondo degli abissi…
E a nulla sono valse le tue grida di paura, di dolore, a nulla è valso il tuo dimenarti, a nulla sono valse le tue suppliche….
Ha vinto , come è sempre stato e come sempre sarà, "l’egoismo"…
Del resto lo dicevano già gli antichi….
Mors tua, vita mea

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.