Lisa Corva

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Certo che fa male.

Mercoledì, 30 giugno 2010 @07:57

"Certo che fa male, quando i boccioli si rompono.
Perché dovrebbe altrimenti esitare la primavera?
Perché tutta la nostra bruciante nostalgia
dovrebbe rimanere avvinta nel pallore gelato e amaro?
L’involucro fu il bocciolo, tutto l’inverno.
Cosa c’è di nuovo che consuma e dirompe?
Certo che fa male, quando i boccioli si rompono, male a ciò che cresce
e a ciò che racchiude."
(Karin Boye)

Ma che liberazione, che sollievo, diventare altro.

(I versi di oggi, della svedese Karin Boye, sono tratti da una bella, nuova antologia: "L’altro sguardo - Antologia delle poetesse del ‘900", Mondadori).

9 commenti

Ursenna | Venerdì, 2 luglio 2010 @13:12

Come sul campo il contadino taglia, sgrana, separa i chicchi preziosi dalla paglia, riempiendo la pancia della trebbiatrice che poi vomita con la sua lunga proboscide le palle dorate di fieno. Ecco, così io, mietitore triste, estirpo la primavera che mi hai dato e preparo l'estate dorata, un campo giallo e vastissimo, tutto per me.

Anonimo | Giovedì, 1 luglio 2010 @17:17

Pensa Lisa,pochi giorni dopo quel 15 gennaio ho usato esattamente le tue parole con una persona molto importante,che mi ha lasciato tante cicatrici,ma a quanto pare io non ne ho lasciate altrettante a lei. C'est la vie,ma come ci hai insegnato ieri,che liberazione,che sollievo,diventare altro!

x. | Giovedì, 1 luglio 2010 @15:53

un homenaje:
http://coverismi.blogspot.com/2010/06/linvolucro-fu-il-bocciolo-tutto.html

M | Giovedì, 1 luglio 2010 @15:29

La paura di sbocciare e di essere belli, felici e grandi. Di cambiare sì. E' come rompere per uscire, espandersi, e ancora voler ricostruire. La paura di lasciare quello che si conosce certo, ma là.. più avanti, dove ancora non vedi e sai.. c'è un nuovo di te, il tuo potenziale avanti, che aspetta di essere raggiunto. La primavera non ha esitato a sbocciare, ma che male le gelate quando la vita esplode ovunque.. Tutto va avanti e, che sollievo..

LISA | Giovedì, 1 luglio 2010 @07:44

Oh sì, PASIONARIA ADDOLCITA: da Peck, proprio davanti a Ladurée milanese, ci sono i macarons, anche quelli nazional-popolari, al Cinzano e pompelmo. Vai al post del 22 maggio e divertiti! (Avvertenza: meglio leggere con qualche macaron sottomano...).

LISA | Giovedì, 1 luglio 2010 @07:41

Per ANONIMO: cicatrici... Mi è venuto in mente questo, che era il mio Buongiorno del 15 gennaio:

"E quello fu l’abbandono – mi abbandonai, mentre stavo fra le sue braccia, a fantasticare di un futuro. Mi abbandonai a pregustare, con piacere, il modo in cui avremmo imparato a conoscerci; a conoscere di noi ogni muscolo, ogni terminazione nervosa, ogni cicatrice, ogni genere di cicatrice, anche quelle che da soli non riuscivamo a vedere, per trovare le quali occorreva un’altra persona".
(Kamila Shamsie)

Saprò che mi ami, quando vedrò i graffi del tuo cuore.

Pasionaria Addolcita | Mercoledì, 30 giugno 2010 @14:41

I Macarons glam cheap.... mi sa che hai ragione perchè tra le risaie costano 10 centesimi in meno rispetto a quelli made in France. Ah, e mi hanno detto che li vende anche Peck. O no?

anonimo | Mercoledì, 30 giugno 2010 @13:06

Certo che fa male,eccome. Sbocciamo,diventiamo altro,ci liberiamo e cresciamo,ma le cicatrici, simboli indelebili di quel male,restano.

Marina | Mercoledì, 30 giugno 2010 @12:51

Fa male, certo che fa male, ma i boccioli troveranno il modo di sbocciare...

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.