Lisa Corva

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In cucina, di notte, a chiacchierare con te.

Venerdì, 2 luglio 2010 @08:10

"Che strano, ti scrivo improvvisamente come se già da vent’anni mi fossi abituata a stare in cucina, di notte, a chiacchierare con te".
(David Grossman)

Quanta voglia, davvero, di chiacchierare con te. Ti vorrei qui, stasera, insieme a me, con la tazza in mano, intorno al tavolo, mentre fuori fa buio. Quante cose da raccontare, su quante cose ho bisogno che si posi la tua amicizia, il tuo sguardo.

(La frase di oggi è tratta da "Che tu sia per me il coltello", di David Grossman, Mondadori. Potete leggere l’intervista allo scrittore israeliano, dove abbiamo parlato anche – soprattutto - di questo "longseller", nel post del 19 maggio)

8 commenti

Cybernella | Sabato, 3 luglio 2010 @10:37

E' un regalo del destino quando accade, quante emozioni, sensazioni a volte erotismo racchiuse, a volte , nel messaggio della buona notte...

LISA | Venerdì, 2 luglio 2010 @18:26

Cara LETTRICE IN LA' CON GLI ANNI, non ti è piaciuta la mia cronaca glam cheap da Vienna? Non ti ha strappato un sorriso? Un'alternativa di 238 pagine: che ne dici di leggere il mio secondo romanzo e conoscere Stella, la protagonista? Lo vedi qui a sinistra: si intitola "Glam Cheap", e lo puoi ordinare qui, con un clic via Internet, o in qualsiasi libreria...

lettrice in là con glia nni | Venerdì, 2 luglio 2010 @15:43

mi piacerebbe leggere, ogni tanto, qcosa di allegro, vivace, che alla mattina alle 7 mi faccia sorridere

Sabrina | Venerdì, 2 luglio 2010 @14:36

Io vivo queste belle sensazioni con i miei genitori, com'è bello starsene a chiaccherare la sera, con la tv spenta... A volte mi chiedo cosa sarà della mia vita quando loro non ci saranno più e io sarò sola, mi sentirò sola da morire. C'è anche un'altra persona che mi manca e che non voglio cercare perchè so che è felice, lontano da me. Mi manca perchè è stato, anche se per poco, un punto di riferimento molto importante per me e ogni giorno lo penso... Immagino di parlargli e mi immagino cosa mi risponderebbe, cosa mi consiglierebbe, si preoccuperebbe per me. Basterebbe poco, a volte, per sentirsi meglio.

aferdita | Venerdì, 2 luglio 2010 @14:13

Quando mi mancano le lunghe chiacchierate fino alle ore piccole....Prima si sistemavano i bambini al letto ,e poi toccava a noi .Si parlava di tutto, della famiglia, parenti amici, vicini di casa. Ero assetata di notizie perché mi mancava tutto del mio mondo passato. E papa e mamma che con piacere sodisfacevano tutta la mia curiosita. E poi il sogno se ne andava, ed era un altre scusa per continuare la nostra chiacchierata. poi papa cominciava a chiedermi di che cosa di buono voleva mangiare a quei giorni. Era inutile chiedermelo, perche lui sapeva già le mie voglie. Aveva già provveduto tutto. Che bei tempi, che bel piacere abbandonarsi nel grembo della tua famiglia ed essere coccolata e amata. E da anni, quando viene l'estate e devo partire per le vacanze, parto con la tristezza al cuore perché il mio nido non ce più, e mi manca da morire.

danielle4ì | Venerdì, 2 luglio 2010 @11:18

stasera vorrei stringerti a me, perchè mi manchi, perchè un anno senza di te è infinito.
stasera vorrei gettarti le braccia al collo e lasciarmi andare ad un sospiro di sollievo.

M | Venerdì, 2 luglio 2010 @09:48

.. e che gioia diffusa, nell'intimità della notte, parlare e ascoltare seduti ovunque e in nessun posto..

SICARESALOS | Venerdì, 2 luglio 2010 @08:43

Sarebbe stato bello ANCHE di notte chiacchierare con te, seduti al quel tavolo.....
Ma io ti ho parlato in quelle notti anche se non c'eri...
E tu mi ascoltavi......

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.