Lisa Corva

So che sei.

Giovedì, 3 settembre 2009 @07:46

"So che sei: e mi fermo nella notte.
Sto ferma in mezzo al giardino che odora di pioggia…"
(Anna Lesznai)

Sto ferma, immobile. Vorrei che tutto si fermasse, per un momento. Tutto: la notte, la pioggia sulle foglie, il respiro del giardino, le luci della città, l’estate che finisce. E la certezza, questa disarmante certezza, di sapere che ci sei. Che tu sei. Anche per me.

(Questa poesia, della poetessa e pittrice ungherese Anna Lesznai, è un regalo. E’ un regalo di Andrea Rényi, la mia amica traduttrice ungherese - che potete scoprire sul suo blog, http://andrearenyi.blogspot.com/ . Di lei, tra l’altro, quest’estate ho letto un romanzo che ha appena tradotto: si intitola "Non davanti ai bambini", di András Nyerges, Elliot Editore. Storia di un’infanzia a Budapest. "Non davanti ai bambini"; ovvero "Nicht vor dem Kind", in tedesco: come spesso capitava, in Mitteleuropa, la lingua parlata ogni giorno era mischiata a frasi e parole di altre lingue. E il tedesco, allora, era come l’inglese oggi, anzi di più. "Non davanti ai bambini", frase ripetuta da nonni e genitori. Eppure davanti al bambino, il piccolo protagonista, succede di tutto: liti familiari, la deportazione degli ebrei, la guerra, l’arrivo dei russi… La storia vista dal basso. Per me, che sono appena stata a Budapest, un libro che mi ha riportato lì. Per tutti, un libro per tornare indietro e riguardare il mondo dall’altezza di un bambino).

9 commenti
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speranza | Mercoledì, 9 settembre 2009 @21:29

che bello, lisa, ti ricordi! Mi sono persa un po' il blog, ma leggo sempre i tuoi articoli su grazia e le poesie su city. Un bel film che ho visto di recente? un film polacco su sky, "katyn". Drammatico, ma vero, bellissimo.

LISA | Martedì, 8 settembre 2009 @13:06

Io, SPERANZA, mi ricordo molto bene di te, e dei tuoi commenti sui film... Io che nel mio altrove straniero, ahimè, vado così poco al cinema!

speranza | Sabato, 5 settembre 2009 @21:02

e'vero simona, glam cheap e' arrivato in anticipo rispetto a tanti altri, lo pensavo anch'io tempo fa, pensavo proprio la stessa cosa...
colgo l'occasione per un saluto a chi ancora si ricorda di me. e un saluto in particolare a lisa, che col suo blog e' entrata nella storia della mia vita (per precisione, non e' cambiato nulla da allora, non ci son state novita' ).

LISA | Venerdì, 4 settembre 2009 @08:16

Per SIMONA PASIONARIA: è vero, uffa. Ma spero che Stella continui la sua strada...

LISA | Venerdì, 4 settembre 2009 @08:13

Cara MIRIAMROSAGIALLA, Budapest non è per niente glam (un unico suggerimento: dormire nel design hotel Lanchid, sul Danubio, con la facciata che si muove al vento: http://www.lanchid19hotel.hu/ ), ma è proprio questo il suo fascino: assenza totale di glam cheap. Ti consiglio invece, oltre a Non davanti ai bambini, di leggere qualcosa di quello che è il più grande scrittore ungherese del Novecento, Sándor Márai: è stato pubblicato da Adelphi. Prova con La donna giusta. Un grande libro a quattro voci (la moglie, il marito, l'amante, l'amante dell'amante); che parla di amore, matrimonio, degli ideali della borghesia... Struggenti anche i romanzi di Magda Szabó: ad esempio, La ballata di Iza (Einaudi), un corpo a corpo tra madre e figlia nella Budapest degli anni Sessanta. E infine un suggerimento goloso: la pasticceria Gerbeaud, quasi un monumento nazionale. Io adoro i dolci a forma di mezzaluna ripieni di semi di papavero...

MiriamRosaGialla | Giovedì, 3 settembre 2009 @19:18

Salve, Andrea, grazie dei dettagli, andrò sicuramente a cercare il libro, magari riesco a leggerlo prima della mia permanenza a Budapest, sono molto affascinata da questa città, che anche per la sua storia passata mi sembra come sospesa tra occidente e oriente (penso all'impero ottomano)...

Andrea | Giovedì, 3 settembre 2009 @18:35

Qualche parola su Anna Lesznai: pseudonimo di Amalia Moscowitz (Budapest, 1885 - New York, 1966), poetessa, scrittrice, artista. Esponente del "gruppo degli Otto" ed è legata alla generazione "Nyugat", la più importante corrente letteraria ungherese del ventesimo secolo. In esilio a Vienna dal 1919 al 1930, costretta a lasciare di nuovo il paese nel 1939. Si stabilisce a New York dove insegna e cura la sua ampia attività artistica che comprende la pittura, i ricami, la poesia e le favole, tutti ispirati da motivi popolari e fortemente radicati nella natura. Autrice di quattro volumi di poesie e di raccolte di favole, illustrate da lei.

MiriamRosaGialla | Giovedì, 3 settembre 2009 @18:08

Cara Lisa, che bello sentirti parlare di Budapest, è una delle capitali europee che mi manca e che visiterò in ottobre....hai qualche suggeriemnto "glam" da darmi, visto che ci sei appena stata?
ora vado a curiosare sul sito della tua amica poetessa.

simona pasionaria | Giovedì, 3 settembre 2009 @15:40

Ti farà piacere leggere un articolo sul Corsera di oggi (pag 27), ma magari l'avrai già visto on line: "Dalla mondanità ai crac, nasce il romanzo rosa recessionista". In pratica si parla delle nuove trame della chick lit e delle sue eroine: non più romantiche fughe su jet privati, ma vendita delle Jimmy Choo su eBay per salvare la famiglia dal collasso finnaziario. Questo perchè esce a breve "Confessions of a Reluctant Recessionista" di Amy Silver. Insomma, con Stella - e il tuo Glam Cheap - hai precorso i tempi. E queste miss di Sua Maestà ci arrivano solo ora beccandosi le pagine dei quotidiani .... è un'ingiustizia però.
La Fan

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole e della poesia. Schegge di luce da trasformare in sms, da ricopiare sull’agenda, da far viaggiare per il mondo via web. Per questo mi trovate qui ogni giorno.

Troverete la mia rubrica di City, i miei articoli fintoglam per Grazia, le mie interviste. Ma soprattutto troverete me. E quando chiudete il computer, aprite uno dei miei libri!

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, come può testimoniare rassegnato il consorte, dal profumo di rose.