Lisa Corva

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La strada dorme.

Martedì, 7 settembre 2010 @07:58

"La strada dorme: è bianca, è secondaria
all’alba suoni e passi mettono pezzi di suono dentro il sogno
una tessera, l’altra, nel mosaico che vive."
(Antonella Anedda)

La strada dorme. E’ la strada di un paesino. Di un’isola, forse. E’ una strada con i ciottoli per terra. Una strada senza macchine. Nel silenzio, dipano il filo dei miei pensieri. Nel silenzio, sogno il futuro.

(Nostalgia del silenzio, delle isole, dell’estate. Si sente che Antonella Anedda ha scritto questi versi alla Maddalena, in Sardegna? Sono tratti da "Il catalogo della gioia", Donzelli)

5 commenti

LISA | Mercoledì, 8 settembre 2010 @08:03

PYXIS: quello che per te è un racconto, per altri è la realtà. Vedi? Il bello della scrittura. PABLO: ora ti manca piazza Unità...'POVNA: le strade dei pensieri stropicciati, come le amiamo.

\'povna (http://nemoinslumberland.splinder.com/) | Martedì, 7 settembre 2010 @19:37

la strada ce dorme, per me, è quel dell'alba buia del treno pendolare, della sveglia a un'ora sbagliata, in cui il cielo è dello stesso colore di quando hai chiuso la porta per dormire. è la strada dei pensieri stropicciati, delle ruote della bici che vanno in automatico, sotto di te (o dei passi che ticchettano veloci, sotto una pioggia che non perdona). è la strada del rientro dall'estate, che chiama l'autunno di lavoro. buon anno, a tutti noi.

Pablo | Martedì, 7 settembre 2010 @19:25

E' sempre una strada, senza macchine e nella quale si può dipanare il filo dei propri pensieri, anche se è principalmente un luogo sociale, dove ci si incontra, si guarda l'altro, il nuovo, il diverso e ci si fa vedere: la High Line di New York, che Lisa mi ha consigliato caldamente quando ha saputo che le mie vacanze di quest'anno passavano da lì.
Bellissima.
A Parigi esisteva già qualcosa di simile, un percorso elevato dalla Bastille al Bois de Vincennes, che corre a fianco dell'avenue Daumesnil. Ma lì si va a correre, di strada verso il parco, o dove si passeggia, un percorso intimo, silenzioso e nascosto tra le abitazioni, molto parigino.
Invece la High Line rispecchia New York: ci sono le panchine per riposare e leggere guardando il Hudson, ci sono gli artisti per strada, i musicisti, il cibo per strada, i locali all'avanguardia nel quartiere Meatpacking, il Chelsea Market. Tanta vita, tanta immaginazione.
Un'altro punto di vista su quella città infinita.
ciao

Pyxis | Martedì, 7 settembre 2010 @17:17

si e' svegliata all'alba, lui dorme ancora. si affaccia: in strada nulla, solo auto in file di parcheggi. vorrebbe riordinare i suoi pensieri, approfittare del silenzio, prima di andar via. attenta ad ogni singolo passo, non puo' disturbare la persona che ama. quegli orari finiranno forse per allontanarli, ma forse no. gli sussurra un augurio tra i suoi sogni, ed esce. finisce quest'altra manciata di ore passate insieme.

allora? devo ammettere che e' divertente inventare storie cosi'. divertimento mio a parte, ti ringrazio e ti faccio i complimenti per il lavoro che fai per la rubrica su city.

Lila | Martedì, 7 settembre 2010 @11:01

Che bello il verso dei suoni e dei passi che mettono pezzi di suono dentro al sogno, il sogno di una nuova vita forse o comunque di una nuova strada. Anche io cara Lisa sto inseguendo un sogno e per raggiungerlo penso quest'anno di iscrivermi alla facoltà di lettere. E' come riscombussolare la mia vita ma credo che a volte è necessario chiarire i punti fermi per capire dove si vuole arrivare. p.s. Io non l'ho intuito che questi versi fossero scritti alla Maddalena.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.