Lisa Corva

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Ankle boots, ma pur sempre tronchetti.

Domenica, 12 settembre 2010 @10:07

Sapete già (è il mio accorato post del 30 agosto) che vorrei fondare un movimento di resistenza contro il ritorno del color cammello. Ero tentata di prendere posizione anche contro gli ankle boots. Traduzione: i tronchetti: che, come dichiara saggiamente il nome italiano, troncano, in effetti, la figura. Però ne ho comprato un paio in tempi non sospetti, ormai anni fa; e in effetti li metto, a volte persino con i microabiti autunnali. Ecco l’articolo che ho scritto per Grazia.

Ma riusciremo a camminarci? La domanda non è così peregrina. Gli "ankle boots", ovvero i tronchetti che affolleranno le vetrine quest’autunno, sono così alti che ci fanno già rimpiangere gli stivaletti bassi, anfibi comodi e affidabili; che saranno poco femminili, ma almeno ci permettono di correre per prendere l’autobus. E invece no. La moda quest’autunno ci vuole über-femmine: ci tenta con il ritorno dei colori cammello, del retro-glam anni Cinquanta e Sessanta… Il tutto da abbinare a calzature che costringono a un’andatura sexy: e se non vi piacciono gli stivaletti alti, l’alternativa, attenzione, pare saranno le scarpe a punta.
Concentriamoci allora sugli stivaletti. I dubbi ci sono, tant’è che anche una giornalista fashion e cattivella, come l’inglese Hadley Freeman, che si scaglia contro mode e modi dalle pagine del "Guardian", li ha definiti a rischio: interrogandosi su quell’andatura alla Bambi a cui a volte costringono. Una camminata alla Bambi? Ma sì: come un cerbiatto che muove i primi passi. Questo per dirla poeticamente, anzi disneyanamente, ironizza la giornalista inglese: in realtà, il problema è che con certi altissimi tronchetti camminare risulta davvero un’operazione in bilico. Come dimostra, ahimé, un blogger ipercelebre. Ovvero Bryanboy, il ragazzo di Manila ormai così famoso per il suo blog di moda che ha una borsa dedicata a suo nome da Vuitton, e che ultimamente è stato visto aggirarsi alle sfilate con ai piedi un paio di altissimi "ankle boots". Lo so, lo so. C’è di che indignarsi. Se i maschi, o almeno certi maschi, dopo averci rubato le borse firmate (succede, tanto che alcuni brand hanno creato delle linee per uomini), si mettono anche i tacchi, è la fine.
Non resta dunque che concentrarsi sugli stivaletti autunnali, misurare bene i centimetri, e soprattutto provarli: anche perché, come ripete la saggia Hadley, il punto delle scarpe col tacco non è di farci incespicare, cerbiatte o no, per la stanza; ma di far sì che le nostre gambe sembrino più lunghe, e più sexy se possibile, come l’andatura.
Decisi i centimetri, rimangono un paio di dettagli. Gli ankle boots che sfoggeremo, li vogliamo con le fibbie, magari una sola alla caviglia; oppure con le stringhe; o magari, esageriamo, con tutte e due? Ci piacciono di più in stile alpino rivisitato o da Mary Poppins contemporanea? E se fossero foderati di pelliccia?
Una volta scelti, una volta sperimentata la falcata (pardon, la camminata), il più è fatto. Perché poi non ci sono problemi di abbinamento. Come dimostrano le solite celebrities, gli "ankle boots" si portano davvero con tutto: con i jeans o con un micro-abito, con i calzoni, le minigonne, e persino con i leggings. Voi cercate di non assomigliare troppo a Bambi, e buon autunno nelle foreste cittadine. (Quanto alla foresta di Sherwood, per fortuna non prevede "ankle boots". O no?).

12 commenti

LISA | Martedì, 14 settembre 2010 @11:05

Wow, DANDY73. Amori easyjet.

Dandy73 | Lunedì, 13 settembre 2010 @11:58

Idealmente sono una persona abbastanza riservata anche se geneticamente portata a non avere alcun tipo di segreto.
Della mia vita si potrebbe davvero scrivere un libro e non è detto che un giorno arriverò a farlo. Ne ho già scelto il titolo ma quello resta top secret! ehehe
Appassionata di oroscopi e affascinata dall’occulto (sempre sul net) un giorno come tanti altri, prima di mettermi al lavoro, stavo indagando su quello che poteva esserne della mia giornata
nel bene e nel male (credo solo a quello che è positivo), quando ad un tratto scorrendo con il mouse comparve una scritta " trova la tua anima gemella". Fu così che mi registrai ad una chat line.
Premetto che sono sempre stata restia a questo genere di cose, la mia era più che altro semplice curiosità di una SG (single girl).
Ma come dice il proverbio "tanto va la gatta al largo che…"ci ho messo anche l’ultima parte dell’intestino.
Non si è certo trattato dell’anima gemella del tipo "c’è posta per te", in compenso ho scoperto una città dai mille colori che forse ho idealizzato sin dai tempi del film "Il tempo delle mele".
Un po’ infantile, me ne rendo conto, ma adesso più che mai ne sto facendo una ragione di vita, o meglio una prospettiva per fuggire alla monotonia di Milano nella quale mi sento intrappolata.
Alcune persone hanno una "Second Life" sul net, io la cerco disperatamente a Paris! E credimi, non riesco a trovare uno sputo di lavoro anche perché ,non avendo sufficienti conoscenze che mi potrebbero dare una mano in tal senso, navigo nel buio.
"Aiutati che il ciel ti aiuta" non funziona, è un anno intero che cerco assiduamente postulando ad un sacco di offerte ma con scarso esito. Io sono combattiva e non mi perdo d’animo, spero di coronare questo mio sogno.
Dopotutto un’esperienza all’estero (nonostante la mia età) può contrassegnare un buon feedback sul mio c.v. e poi mi dico sempre che non è mai troppo tardi per tornare indietro.
Comunque, dopo questa storia durata ben due anni, non contenta della lezione, sono incappata in un’altra.
Ed eccomi qui: Milano-Paris/Paris-Milano almeno una/due volte al mese facendo la felicità delle compagnie low cost. Non volo solo per ragioni di cuore, quella città così multietnica, con la sua mentalità mi rende VIVA!
Mi sento protagonista e non antagonista della mia vita. Sono un vero sagittario con l’arco e spero di lasciare il segno con le mie frecce!

'povna | Lunedì, 13 settembre 2010 @10:10

no, grazie al cielo la foresta non li prevede (ed è per questo che la 'povna è 'povna da scarpe buffe, rapide, poco taccate...)
http://nemoinslumberland.splinder.com/

LISA | Lunedì, 13 settembre 2010 @09:25

DANDY73: ti prego, racconta! Adoro le storie romantiche, Jane Austen reloaded. Facebook chat?

Dandy73 | Lunedì, 13 settembre 2010 @08:38

Niente è impossibile e chi CERCA trova!!!Di sicuro il tuo romanzo mi piacerà!
Ebbene sì!! A prescindere dalla passione sviscerata per la ville lumiere dove mi sento veramente a mio agio, si tratta di un amour parisien conosciuto in chat. Non mi era mai capitata una cosa del genere...

LISA | Lunedì, 13 settembre 2010 @07:17

Mi piace molto, DANDY73, l'idea che tu sia finita su questo blog per caso, calzando un paio di tronchetti! E spero che tu conosca presto Stella, la protagonista del mio romanzo Glam Cheap. (E' difficile da trovare, perché è uscito tre anni fa e nella maggior parte delle librerie è esaurito, bisogna ordinarlo; si può ordinare anche su ibs, basta cliccare qui a sinistra. Ma qualcosa mi dice che ti dovrebbe piacere!). Un'altra domanda dall'Autrice curiosa: weekend a Parigi? Un amour?

LISA | Lunedì, 13 settembre 2010 @07:13

GIORGIA: un'estate con Jane Austen. Bellissimo.

Giorgia | Domenica, 12 settembre 2010 @23:38

I tronchetti sono orribili e mai ne calzerò, invece del "color cammello" se ne può parlare: ho un bellissimo cappotto che finalmente potrei indossare di nuovo.
Ho trascorso l'estate con Jane: ho divorato i suoi romanzi (nell'ordine: Emma, Mansfield Park, Orgoglio e pregiudizio, L'abbazia di Northanger, Persuasione, Ragione e sentimento) e le sue eroine sono diventate tutte mie amiche, in ogni personaggio trovavo i tratti di qualche conoscente. Insomma... 6 romanzi sono finiti troppo presto!
Un abbraccio

Dandy73 | Domenica, 12 settembre 2010 @19:37

No, in tutta onestà surfando sul net ho trovato il tuo articolo e mi sono soffermata a leggerlo incuriosita dall'argomento; essendo stato un acquisto del giorno precedente. Cerco sempre di scoprire qualcosa in più sulle tendenze moda a Parigi e sono incappata nel tuo blog. Sono dell'idea che nulla accade per caso... adesso ovviamente comincerò a leggere i tuoi articoli. E perchè no?? Anche a commentarli visto che la scrittura è una delle mie passioni! Grazie per aver letto il mio commento!

LISA | Domenica, 12 settembre 2010 @14:03

Però, DANDY 73, sono troppo curiosa e ti faccio una domanda non-tronchetti: mi conosci perché hai letto Glam Cheap (e hai conosciuto Stella: chissà quanti tronchetti al cheap market quest'autunno!). Oppure perché mi leggi su City? Oppure?

Dandy73 | Domenica, 12 settembre 2010 @12:59

Buongiorno Lisa,
pienamente d'accordo con te a proposito dei tronchetti. Nonostante lavori nel settore moda da circa 13 anni, non mi definisco una fashion victim. Cerco sempre di estrapolare la versione più sobria dalle tendenze del momento ricavandone uno stile del tutto personalizzato.
Proprio ieri pomeriggio mi sono dedicata alla ricerca di un paio di tronchetti e in tutta onestà confesso che no è stato per nulla facile trovarli. Tutte le vetrine di Milano e dintorni ne sono letteralmente invase ma trovare il paio adatto a me mi è sembrata un'impresa titanica. Ammetto di avere dei gusti un pochino difficili ma a volte cercare la normalità è più che complicato. Essendo spesso a Parigi durante i week-end e non avendo una vita mondana esagerata i miei acquisti si rivolgono alla praticità ed alla comodità dovendo affrontare lunghe camminate. Tacchi improponibili non fanno più il mio caso e alla fine, dopo un lungo peregrinare ho trovato un paio di tronchetti scamosciati color taupe tacco 6 senza fibbie o strass annessi. Puliti e semplici, proprio come li stavo cercando, che si sposano con qualsiasi capo: dal legging al jeans, dal vestitino castigato e bon ton a quello aggressivo e sexy. Se avessi ostentato con un bel paio di tacchi il quoziente del mio sex appeal sarebbe sicuramente aumentato ma trovo che il "saper camminare" sia molto più femminile di una "trampolata Bambi" spesso ridicola ed incespicata.
Il mio motto?? Saper far propri i codici della moda...
Buon shopping a tutte!

Andrada | Domenica, 12 settembre 2010 @12:10

Fosse così semplice e azzeccato mettersi sempre i tacchi! Comunque i tronchetti non mi sono mai piaciuti, così come non mi sono mai piaciuti gli stivali d'estate con i vestitini...fino a un mese fa. Eh sì, perché mi è bastato trovare un bel paio di stivali di camoscio grigi scontati del 50% che non ho resistito e li ho comprati. E siccome non fa ancora freddo e la voglia di metterli è tanta, ho cominciato a vestirmi come quelle che ho criticato per tutta l'estate. Devo dire che mi sono abituata già, e che quasi quasi mi dichiaro una fan di questo look.
Forse finirò per adorare anche i tronchetti. Mai dire mai. Sarà perché a volte si ha voglia di cambiare, e si arriva ad adottare look scartati precedentemente. Chissà.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.