Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

Di notte.

Venerdì, 17 settembre 2010 @07:00

"Dopo aver fatto l’amore, dormiremo abbracciati. La tua schiena contro il mio ventre. E io stringerò le dita dei piedi intorno alle tue caviglie, come delle mollette, perché tu non possa volar via la notte".
(David Grossman)

I gesti dell’amore, i segreti della notte.

La frase di oggi è tratta da "Che tu sia per me il coltello" (Mondadori), dello scrittore israeliano David Grossman. L'ho incontrato la scorsa primavera, io, un giorno di pioggia, e un paio di galosce verdi. Leggete l'intervista nel post del 19 maggio.

14 commenti

carlo martello | Martedì, 21 settembre 2010 @21:58

Ti posso dire Lisa che il mio secondo nome è Carlo. Martello l'ho aggiunto perchè pensavo alla Falce che vorrei tanto incrociare. Il mio nick non ha niente a che vedere con il fiero guerriero che non fu mai un vero re. Ma questo lo saprete tutte e tutti. E se la mia sospirata falce si tramutasse in un coltello Kafkiano? Se ben ricordo, Milena fu un amore platonico. Per me sarebbe un disastro.

LISA | Martedì, 21 settembre 2010 @09:05

Hai ragione, ARIA. Forse è uno di quei libri che hanno senso solo per il "durante" - per il coltello che scava nelle loro anime, per tutte quelle lettere e quel languore - e quando arrivi alla fine, ti rimane solo tutta quella pioggia. E il vento del Nord.

LISA | Martedì, 21 settembre 2010 @09:02

"Volavo via prima, con lui sono rimasta". ANONIMA che ha scritto queste bellissime parole, mi racconti chi sei?

LISA | Martedì, 21 settembre 2010 @09:00

CARLO MARTELLO: no ai coltelli usati impropriamente (ma la frase di Kafka a Milena da cui è tratto il titolo, "Che tu sia per me il coltello con cui frugo nella mia anima", è bellissima). E del martello del tuo nickname, che mi dici?

LISA | Martedì, 21 settembre 2010 @08:54

Per ANNALISA FARMACISTA: che ne dici di abbinare gli stivaletti color lavanda a un microabito? Gli shorts d'inverno fanno davvero troppo teenager reloaded. Quando parti per il romantico coniugale sul suolo inglese?

Carlo Martello | Lunedì, 20 settembre 2010 @22:11

che dita prensili doveva avere l'amato o l' amata nel romanzo di Grossman. Punto e a capo. Non so come ci si possa riconoscere in quei gesti. Forse mi sono perso qualcosa e non me ne pento. mi affaccio a questo blog e non me ne pento. ma non voglio coltelli usati impropriamente.

adele | Lunedì, 20 settembre 2010 @20:31

"Io t'ho amato sempre non ti ho amato mai, amore che viene, amore che vai"... le mollette (brutta traduzione, suppongo) servono a poco per chi decide di volar via, non di notte ma di giorno, dopo il caffè.

Aria | Sabato, 18 settembre 2010 @11:02

Di quel libro ho apprezzato tutto, tranne il finale, che ancora non mi so spiegare.

pkdm | Venerdì, 17 settembre 2010 @22:34

è spaventosamente bello, tutto quanto, non c'è alcun dubbio che i due si amino profondamente, come sarebbe bello se tutto ciò capitasse anche a me..............

Anonimo | Venerdì, 17 settembre 2010 @17:34

Grossmann mi manca, credo di non averlo letto perché la guerra israelo palistenese lascia ombre negative sull'anima e allontana anche chi si tiene a distanza dai razzismi, di qualsiasi marca.
La frase che hai scelto è bella, quando ho conosciuto il mio attuale marito mi son sentita così. afferrata da braccia e gambe come mollette, temeva io volassi. Volavo via, prima, invece con lui sono rimasta.

Farfalla | Venerdì, 17 settembre 2010 @15:43

I gesti dell'amore (o del post amore inteso in senso fisico) sono tanti e segreti, ciascuno ha i propri...Voglio essere controcorrente e v i dirò che a me non è mai piaciuto dormire abbracciata. Forse assopirmi per poi slegarmi dal viluppo dell'amato. Dormire per quanto mi riguarda vuol dire sognare, sentirsi liberi, volare per conto proprio.

Anna dalla stalla di Versailles | Venerdì, 17 settembre 2010 @12:57

Allora è proprio vero che alcuni gesti che noi pensiamo solo nostri sono universali, le dita dei piedi sulle caviglie come mollette per esempio .... Grazie Lisa, il libro lo leggerò senz'altro, i tuoi consigli libreschi sono sempre delle piacevoli sorprese.
Tanti soffi a tutte.
Anna

Lila | Venerdì, 17 settembre 2010 @09:26

Che bella questa scena Lisa, che visione romantica, dopo aver fatto l'amore quello di dormire abbracciati è la cosa più bella che ci possa essere, sentire l'odore del proprio amato, cingergli i fianchi, dargli altri baci. Ora smetto perché sennò mi sciolgo. Ancora più bello se questo avviene in una notte di pioggia e ci si esclude dal resto del mondo. Per Annalisa, io sono impreparata su abbinamenti con tacchi alti ma Lisa di sicuro sa il consiglio da darti. Un abbraccio

Annalisa farmacista | Venerdì, 17 settembre 2010 @09:14

Si è vero si fa proprio così. Mmmh che romantico coniugale! Però sono qui a parlare d'altro: urge consiglio su come abbinare i miei stivaletti color lavanda con vestito/short/altro per non sembrare una quasi quarantenne (ne ho 36 ma insomma) che vuol fare la ventenne. Grazie fashioniste!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.