Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

Trans.

Sabato, 9 ottobre 2010 @08:24

Trans: in Italia vuol dire scandalo. Vuol dire Marrazzo, Lapo Elkann, Luxuria. Per Delia Vaccarello, invece, sono persone che hanno compiuto un viaggio: da uomini a donne, da donne a uomini. Su di loro ha scritto il delicato "Evviva la neve – Vite di trans e transgender" (Mondadori). Mentre di sé dice: "Sono nata in Sicilia e mi sento cittadina di ogni luogo (spiaggia, aula, prato, calle, autogrill, tv, blog, giornali) dove fiorisca la comunicazione". Ed è quello che fa: con i suoi blog (l’ultimo è: http://evvivalaneve.blog.tiscali.it/ ). Con i suoi libri oltre i pregiudizi: per Mondadori ha curato, una dopo l’altra, visto il successo, sette antologie di racconti di amore tra donne, dal titolo "Principesse azzurre"; su questo tema ha scritto un romanzo, "Quando si ama si deve partire".

Trans: cioè?
"Lo spiega meglio Susanna, che racconta la sua storia nel libro. E dice: "Provate a chiudere gli occhi per cinque secondi, respirate lentamente e immaginate che, una volta riaperti, il vostro corpo sia quello di un topo, o semplicemente un corpo del sesso opposto al vostro. Il disagio che avete provato per quel piccolissimo istante è quello che noi proviamo tutti i giorni". Da qui comincia il viaggio delle persone che ho ascoltato e raccontato".

Cos’è per lei Trieste, oltre alla città dove ha assistito, all’ospedale di Cattinara, all’operazione di cambio sesso che racconta nel libro?
"Nascendo in Sicilia, ho visto la terra finire dove comincia il mare aperto. Burrascoso, ignoto. Da una parte la riva, dall’altra l’orizzonte. L’Oriente di cui è figlia la Magna Grecia, che mi respira dentro, era lontano. Ogni volta che arrivo a Trieste in macchina, imboccata la strada costiera, provo un grandissimo senso di pace; il mare è un lago, una parentesi tra le terre; l’Oriente è familiare, mi chiama".

Mi ha colpito la sua descrizione di "costruzione e demolizione" in sala operatoria: e l’idea che, durante il tempo demolitivo in cui si tolgono gli organi, c’è silenzio; mentre quando si "costruisce" c’è quasi allegria.
"La demolizione per il medico, almeno per i chirurghi che ho visto all’opera, è un dolore necessario. Per rinascere occorre trasformarsi; ad operare la trasformazione in questo caso sono medici. I medici non amano "decostruire" gli organi che sono sani dal punto di vista funzionale. Eppure questi organi, per la persona che si opera, sono terribili intrusi. Quando la demolizione del pene è avvenuta, e la pelle viene conservata, quando vedi apparire il filo che cuce e rimodella nel modo desiderato i tessuti preesistenti, il medico prova sollievo: sta cucendo il futuro. La gioia è grande quando, nei mesi successivi, le pazienti chiamano e dicono: ho provato l’orgasmo. Il futuro è anche piacere."

Perché il titolo, "Evviva la neve"?
"E’ l’immagine del finale del libro, con la neve e i bambini dell’ospedale oncologico di Roma che non l’avevano mai vista; ma anche l’allusione al freddo terribile che sentono gli operati. E poi c’è il gelo della morte fisica, morale, sociale. È gelido vivere in un corpo straniero. E’ gelido il pregiudizio necrofilo che marchia i corpi delle persone trans e li considera degradati, mostruosi, attraenti perché peccaminosi. La neve? E’ morbida, è la scoperta della bellezza. E’ la speranza. Dura un attimo? Non importa. E’ l’attimo in cui abbiamo scorto ciò che è invisibile".

(Si può parlare di trans usando parole delicate e non quelle grevi dello scandalo? Sì. Delia Vaccarello con il suo libro ci ha provato. Io anche, con quest’intervista uscita sul Piccolo di Trieste).

29 commenti

Anonimo | Venerdì, 15 ottobre 2010 @17:49

La sua risposta è un poco acre. io non faccio graduatorie, non catalogo e ho rispetto, un rispetto profondo per quello che ha raccontato ma non si infastidisca, e visto che lei è portavoce, non si infastidisca nemmeno l'autrice del romanzo. Non credo che ci siano discrimanizioni da parte di persone aperte al mondo in cui viviamo. Tutto sta nel come porgersi, senza pretese personali, con buon gusto ed eleganza (di pensiero e comportamento) Piccolo particolare: un abbraccio da chi conosce altre e più importanti sofferenze. Va bene, mi firmo anonimo. Non vedo quale sia il problema

macchiamaria@tiscali.it | Giovedì, 14 ottobre 2010 @07:12

gentile anonimo io continuo a non capire perchè occorre fare una graduatoria delle sofferenze ...

i le faccio una confidenza: sicuramente tra le malattie il cui elenco vorrrebbe risparmiarmi,i c'è quella che mi riguarda e che un giorno di 5 anni fa ha rivoluzionato la mia vita e non solo...non si tratta di disforia di genere perhcè non sono una persona trans, si tatta appunto di una malattia genetica
questa prersenza in me di un quid che non ha soluzione e spera appunto solo in quellal Ricerca che qua dentro viene nominata come deus ex machina per zittire mi ha avvicinato a TUTTE le sofferenze
e sono solo felice quando so che in certi casi è possiible trovare una strada....
p.s. passi l'anonimato, è un diritto!
ma personalmente mi infastidisce sempre una persona (e non mi riferisco a lei)che ne fa strumento per ....discriminare

Anonimo | Mercoledì, 13 ottobre 2010 @21:03

anna Maria, sono fuori da questo coro, non mi occupo di questi problemi giustamente messi in evidenza dalla scrittrice- Comunque, le risparmio l'elenco delle Vere malattie, quelle genetiche e ereditarie, non portano al suicidio, però sono devastanti: vi prego, date all'argomento l'importanza che merita: cioè, secondaria. Si' sono anonimo, questa si chiama libertà di espressione quanto non si offende nè si danneggia alcuno. Sarete soddisfatte. Quiesto blog avrà stimolato curiosità, quindi non lamentatevi.

LISA | Mercoledì, 13 ottobre 2010 @09:30

Aiuto! Ma che succede? Forse a volte bisogna semplicemente leggere, senza giudicare: Delia Vaccarello ha voluto raccontare delle storie speciali, di donne che diventano uomini, uomini che diventano donne. Un po' come nello straordinario "Middlesex" di Jeffrey Eugenides (che trovate negli Oscar Mondadori): un romanzo che parla di un ermafrodita, o forse semplicemente della scoperta dell'amore. Per questo libro, che è "solo" un bel libro, Eugenides vinse il Pulitzer nel 2002, e mi sembra che all'epoca nessuno gli abbia detto che forse doveva scrivere un romanzo su chi combatte contro una malattia terminale, o chi è in prigione incarcerato da un regime... Quello che conta sono solo le storie. E se noi abbiamo voglia di ascoltarle.

macchiamaria@tiscali.it | Mercoledì, 13 ottobre 2010 @05:19

mi chiamo come si evince dalla mail anna maria macchi, sono la compolatrice del blog dedicato al libro sul quale state intervenendo che trattta di una malattia grave che può portare anche al suicidio o comunque a pesanti difficoltà di vita quotidiana quale la DiSFORIA DI GENERE. Libro sul quale Lisa Corva ha scritto cose importanti a sua volta sia sui giornali coi quali collabora sia su questo blog che mi risulta essere pubblico- Ne ha scritto con delicatezza e rispetto Qualità che non mi pare appartengano ad alcuni dei suoi abituali lettori ANONIMI

arianna | Martedì, 12 ottobre 2010 @23:57

che non c'erano.

arianna | Martedì, 12 ottobre 2010 @23:48

Argomento scottante quello che la Vaccarello ha deciso di affrontare. Sicuramente potrà interessare le migliaia di trans italiani e non. Avrei preferito un bel romanzo sul doloroso percorso delle migliaia di malati che devono affrontare ben altri problemi. Quelli della sopravvivenza, dove ci sono chirurghi che esultano per aver salvato una vita e non per aver ricostruito un pene o una vulva.

XY | Martedì, 12 ottobre 2010 @20:33

e non ho alcuna intenzione di chiedere scusa nè a lei , nè all'autrice del libro. le mie scuse erano dirette solo a chi legge questo blog abitualmente e lla sua conduttrice. Questo è quanto. Senza "grazie"

XY | Martedì, 12 ottobre 2010 @20:04

macchiamaria, il suo commento mi sembra fuori luogo e molto antipatico

macchiamaria@tiscali.it | Martedì, 12 ottobre 2010 @19:29

ciao a tutt*, credo che lei XY faccia molto bene a chiedere scusa. grazie

XY | Martedì, 12 ottobre 2010 @18:30

Perché siamo alieni o troppo legati all'algebra? Come si fa a rispondere, però, bella domanda. Meglio rifletterci sopra. Curiosità: non è che siamo stati un po' eccessivi? In questo caso, sono il primo a scusarmi

gaia | Martedì, 12 ottobre 2010 @18:08

Ma perchè non vi firmate con dei nomi più umani, invece che x, xy e qb?

XY | Martedì, 12 ottobre 2010 @01:33

rabbia? interrogativi, certo. prova a leggere ciò che ho scritto o meglio, a comprenderlo e non troverai niente di rabbioso o offensivo. non sparo a zero su nessuno.

qb | Martedì, 12 ottobre 2010 @00:21

quanta rabbia XY, ma cosa ne sai...., ma che cosa ti spinge a dire che sono "chiusi", sei cosi accecato da un pensiero unico, se uno è trans non può essere medico, o volontario, o assistente di anziani....? ma che bisogno hai di difenderti così....

XY | Lunedì, 11 ottobre 2010 @22:42

mi riferisco a X: quale medicina?? forse ti riferisci alla Ricerca e la maiuscola è voluta. La Ricerca la fanno gli scienziati per altri scopi, più importanti, quelli che possono salvare la vita di malati che hanno come prospettiva la morte, per chi è rimasto sfigurato dopo un incidente e via di seguito.. Ciò che penso e ho voglia di esternare è che voi, chiusi in un corpo che non sentite vostro, siete chiusi in voi stessi e poco ve importo di ciò che accade sotto i vostri occhi: Con il dovuto rispetto, e visto che siamo tutti uguali, tutti normali, questo vale per tutti noi. Diamo il nostro contributo alla Ricerca!!

XY | Lunedì, 11 ottobre 2010 @16:23

E speravo che fra i "trans" ci fosse qualcuno che "rompesse il silenzio" , per usare le parole dell'autrice del libro , che ci raccontasse qualcosa di speciale, di bello, di amore e comprensione verso il prossimo, magari diverso da lui o lei.

XY | Lunedì, 11 ottobre 2010 @16:16

X, vorrei capire: qualcuno ha detto qualcosa di male in questo blog su chi vuole vivere la propria vera natura? Il tuo commento, scusa tanto, mi sembra superfluo. E non mi sembra che i trans siano persone come tutte le altre, sono persone un pò speciali e, ti assicuro, in questo, non c'è niente di ne-ga-ti-vo. Ce ne sono tante di persone davvero speciali che si occupano e si interessano di cose più gravi e importanti.

x | Lunedì, 11 ottobre 2010 @15:20

Cara Lisa, non c'è molto da pensare, I trans credo che siano persone come tutte le altre, semplicemente sono nate in un corpo che non è il loro. Per fortuna oggi (grazie alla medicina) si può rimediare e finalmente queste persone possono vivere la loro vera natura, amare ed essere amate, che male c'è in tutto questo???? Il male è altrove e non lo vogliamo vedere.

achi | Lunedì, 11 ottobre 2010 @15:14

il punto è questo: vedere le cose come i probemi degli altri... lo scorso anno non c'era trasmissione che non parlava "male" dei trans,
erano di prima o di seconda linea?

Giusy | Lunedì, 11 ottobre 2010 @14:17

Vedi, Lisa, questo è un argomento così delicato e complicato per una persona come la scrivente. Cosa potrei dire? Non ho rispettosi imbarazzi e nemmeno false "pruderie" semplicemente, mi limito a prendere atto che esistono situazioni lontane dalla nostra cosiddetta "normalità" che a volte è ottusa e non tiene conto delle difficoltà e disagi di chi non sta bene nella "pelle" che gli è stata imposta da ...madre natura. Vorrei aggiungere che tra glii orrori dei quali siamo tutti a conoscenza e che seguo con partecipazione e preoccupazione, questi problemi passano, almeno per quanto mi riguarda, in seconda linea, con tutto il doveroso rispetto e comprensione per chi li sta vivendo.

delia vaccarello | Lunedì, 11 ottobre 2010 @13:10

cara Lisa, a dispetto dei presunti o forse solo rispettosi imbarazzi, oggi il portale di tiscali cioè www.tiscali.it riporta in basso a destra la foto di quarta di copertina del libro, e l'invito ai lettori, poi rimanda, basta cliccare sulla foto al blog del libro, http://evvivalaneve.blog.tiscali.it/
l'annuncio raggiunge migliaia di collegamenti al secondo....
Ne approfitto per ringraziarti, per aver speso parole che rompono un silenzio a volte fatto solo di pudore. Sbaglio?
GRAZIE

Anonimo | Lunedì, 11 ottobre 2010 @12:22

La poesia è trans-frontaliera. Va oltre i tabù, gli stereotipi, i vuoti conformismi. E' essere ciò che si è realmente dentro. Voi che dite? Non sono poesia le parole che ci sono state regalate? Poesia vissuta e non solo scritta.

LISA | Lunedì, 11 ottobre 2010 @08:28

Grazie a tutti quelli che hanno scritto. Ma i miei lettori e lettrici cosa ne dicono?

macchiamaria@tiscali.it | Domenica, 10 ottobre 2010 @16:59

buongiorno Lisa, sono amarìa e compilo il blog di Delia Vaccarello....ho inserito i tuoi interventi sia giornalistici che da blogger in quello di Evviva la neve. Vorrei dirti che mi sono piaciuti e oltre questa formula facebookiana sottolineo che tu stai contribuendo molto a sconfiggere la grevità ammorbata e ammorbante che circonda l'argomento trans...Il tuo è lo stesso augurio che s'è fatta Silvia Bencivelli giornalista di Rairadio 3 il giorno dopo la trasmissione in studio con Delia e due delle persone trans protagoniste del libro...

Marilena | Sabato, 9 ottobre 2010 @19:26

abito al nord e da sei mesi vivo con una persona trans, nessuno si stupisce di noi, non è che lo abbiamo scritto in fronte ma.... si potrebbe anche capire, amiamo la tranquillità, lei, la mia compagna, ha fatto il cambio una decina di anni fa, certo è che quando leggiamo o sentiamo in tv la solita robaccia ti viene da urlare ma poi chissene...

Nonsochisono | Sabato, 9 ottobre 2010 @18:27

Un cammino, Daniele, ancora oggi tutto in salita, meno che per i Vip...

daniele | Sabato, 9 ottobre 2010 @17:52

confesso che ho digitato la parola trans ma non per trovare le orribili sconcezze anche solo finto friendly che si leggono solitmente
ciò che ho trovto -due giornListe che ne scrivono con naturalezza - mi conforta nel mio cammino

anna.simm@tiscali.it | Sabato, 9 ottobre 2010 @16:30

conosco il libro evviva la neve ed apprezzo molto ciò che lei ha scritto in questo suo blog intenso d'argomenti e riflessioni sull'argomento transessualità

friend | Sabato, 9 ottobre 2010 @09:55

agli appassionati di questo raffinato blog, ai fan e alle fan di Lisa, ai semplici visitatori di passaggio, un invito: ROMA, VENERDì 15 OTTOBRE, alla Libreria Feltrinelli in Galleria Colonna, ORE 18, LUXURIA, BACHELET, FABIANNA TOZZI DANERI, DELIA VACCARELLO, presentano evviva la neve. DA NON PERDERE

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.