Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

Tacchi, abiti spericolati di pelle nera, e gli uomini per cui testardamente li indossiamo.

Giovedì, 4 novembre 2010 @09:09

"Perché nessuno sospettasse i miei timori, li nascosi con un’andatura risoluta in equilibrio su un paio di tacchi alti e un’aria determinata. Perché nessuno intuisse l’immenso sforzo che dovevo fare ogni giorno, per vincere a poco a poco la mia tristezza".
(Maria Dueñas)
Allora a questo servono, a volte, i tacchi. A camminare veloci, calpestando paure e tristezze.

La frase di oggi, come quella che ho scelto per il 28 ottobre, è tratta da "La notte ha cambiato rumore" (Mondadori). E se abbinassimo i tacchi a un vestito di pelle? Lo so, lo so: un po’ risqué. E poi, chi se lo può permettere? Un’amica se l’è appena comprato, ma non vale, perché è alta, magra e come se non bastasse bionda. Io non ce l’ho, un abito tutto leather (mi sono comprata ilprimo chiodo appena l’anno scorso!). Ma dopo aver scritto questo pezzo per Grazia, sto cominciando a pensare che forse potrei osare… Se non di pelle, almeno scamosciato. Intanto ecco il mio articolo fintoglam:

Lo so, state per dire di no. Che proprio non se ne parla. Come vi capisco. Non solo è un abito di pelle, ma è anche un tubino. Come dire: pericolo al cubo. Del resto, ci sono pericoli che non sappiamo evitare. Li guardiamo dritti in faccia e invece di girare l’angolo o attraversare la strada, ci fermiamo: ipnotizzate. Sì, sto parlando d’amore e altre catastrofi. Per la precisione, sto parlando di quell’uomo che ha scritto sulla fronte "pericoloso" a caratteri lampeggianti, proprio quello che ci intestardiamo a tempestare di sms, che dice "richiamo io" e poi scompare; ma quando ci invita finalmente fuori, noi cancelliamo tutti gli impegni per precipitarci all’appuntamento. Un uomo da evitare? Ovvio. Così come dovremmo evitare quell’abito di pelle nera, troppo attillato; un abito che non perdona. Ma a volte, nella vita, non si riesce proprio a dire di no. Quindi, tanto vale dire un doppio sì: all’uomo e al tubino. E in effetti, dove mai potremmo indossarlo, un abito talmente rischioso, se non a un appuntamento intenzionalmente sexy? Soprattutto se ha una scollatura a cuore, se invece di essere nero è a squame di pesce, da sirena metropolitana, o è scamosciato con la gonna corta a balze. Certo, potremmo scegliere qualcosa di più accollato, e abbinare un golfino rétro-glam, ma vogliamo davvero?
In fondo un abito così lo si indossa sperando di toglierselo abbastanza velocemente; o di farselo togliere, abbastanza velocemente. Questo almeno è il meta-messaggio che mandano le dive, anche sul red carpet. Un consiglio? Fate come loro: accessori, zero. Ovvero: solo scarpe altissime e magari un po’ fetish, sandali con fibbie e lacci, o classici stiletto. O anche, come propone Dior in sfilata, un paio di stivali: cuissardes che arrivano fino alla coscia. Se proprio è indispensabile, una borsa: una clutch, ovviamente, da brandire come un’arma. Però niente gioielli, niente giacche, niente cappotto (se proprio nevica, lo lascerete all’ingresso). L’abito leather va portato così: pelle su pelle.
Vuitton lo declina con la gonna a ruota rétro-glam che va tanto di moda quest’autunno, e che sembra uscita da una puntata del serial televisivo "Mad Men"; aggiunge persino un paio di guanti lunghi. Aigner lo propone color terra bruciata, con stivali alti e una sciarpona tricottata; scamosciato per Hoss Intropia. Ma in fondo, sempre lì vogliamo arrivare: a quell’uomo che ci ha fatto perdere la testa. Sì, dovremmo solo cancellarlo, da Skype, dai nostri FB-amici e dalla memoria del cellulare. Ma il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce: anche in epoca Facebook. Per questo, del resto, esistono gli abitini di pelle nera.

A proposito di Facebook: ho appena visto "The Social Network", il film dark, veloce, molto Balzac ispirato alla storia vera del giovane fondatore di Fb, appunto: Mark Zuckerberg. Il più giovane miliardario al mondo. Ma anche l'uomo-slogan del film: "Non arrivi a 500 milioni di amici senza farti qualche nemico". Eppure, alla fine, quando clicca insistentemente su "add as a friend", mi sono quasi commossa. (Lo so: sono l'ultima romantica).
Menzione a parte per Don Draper, ovvero lui, il bellissimo pericoloso protagonista di "Mad Men" (il serial americano ambientato negli anni '50 a Manhattan di cui, con il solito ritardo - sono allergica alla tv - ho appena visto la prima puntata). Solo una puntata: ma adesso mi è chiaro perché ho tante amiche Mad Men-dipendenti. Lui è, come dire, l'uomo per cui vale la pena di indossare un abito di pelle nera, cuissardes compresi.

6 commenti

mari | Giovedì, 4 novembre 2010 @20:52

Ciao amiche, 'incollo' a seguire un pezzetto di un 'racconto sui tacchi':

A portare tacchi altissimi ci si deve abituare, soprattutto se sei alta quasi un metro e ottanta senza i tacchi.
Se invece lo fai insieme ad una spilungona come te le cose cambiano, sai che tutti ti guardano ma quegli sguardi invece di imbarazzarti ti galvanizzano perché non sei più tu, sola, troppo lunga per essere "normale", più simile ad un fenicottero vista vicino a tua sorella, così piccola e sexy nelle sue misure da italiana media. No, in due costituisci un fenomeno al rovescio, fai sembrare penosamente basse le altre.
E non serve neppure guardarti intorno per specchiarti negli sguardi ammirati, e goderne, basta guardare la donna che ti è accanto, altissima e sorridente, per carpire dal suo sorriso la tua soddisfazione, lei è lì come prova vivente e il suo appagamento diventa il tuo.
A pensarci sembra sbiadito il passato visto da queste nuove altezze. Il futuro invece appare roseo e a due passi, come certi tramonti. '

eli | Giovedì, 4 novembre 2010 @16:47

ho letto tutto il post ma sono ancora rapita dall'incipit. mi sa che mi vado a comprare il libro! GRAZIE!

Sabrina | Giovedì, 4 novembre 2010 @14:25

La citazione di oggi mi piace molto, è vero che vestirsi in modo particolarmente curato, con le scarpe con i tacchi, o anche semplicemente con un po' di trucco in più e qualche accessorio particolare, fa bene al cuore e nasconde la propria insicurezza. Cara Lisa, mi hai letto nel pensiero perchè oggi ho fatto proprio questo: jeans stretti e stivali con il tacco alto... Dentro mi sento a pezzi, ma almeno apparentemente sembra il contrario!

Pensieri | Giovedì, 4 novembre 2010 @09:37

come idea mi piace! pratica, comoda ed efficace! ;)

LISA | Giovedì, 4 novembre 2010 @09:25

PENSIERI: scarponcini chiodati, o più sobriamente anfibi di pelle nera, che dici? Funziona lo stesso!

Pensieri | Giovedì, 4 novembre 2010 @09:17

e io che sui tacchi alti mi ammazzo, cosa devo usare per calpestare paure e tristezze??

PS buon giorno Lisa!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.