Lisa Corva

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L’amore, come pioggia nel buio.

Venerdì, 5 novembre 2010 @08:02

"L’amore sorprende come pioggia
nel buio – e siamo fradici, senza
riparo, ancora lontani dall’alba."
(Giovanna Rosadini)
Ma mi voglio abbandonare, stavolta. Abbandonare all’amore. Alla pioggia. A te.

I versi di oggi sono tratti da un piccolo libro di poesie: "Unità di risveglio", Einaudi. Unità di risveglio, perché? Perché una donna come tante, una donna come noi, sposata, due figli, per un banalissimo intervento all’orecchio finisce in coma. In coma, per un anno. Queste sono le poesie che ha scritto "dopo": risvegliandosi alla pioggia e alla vita.

12 commenti

Fiorenza | Domenica, 7 novembre 2010 @16:49

sono belli questi versi. C'è la bravura di una poetessa ma non mi sta bene che l'amore ci renda anche fradici. Mi abbandonerei all'amore senza riparo, ma al sole.quello che stordisce senza renderci fradici.

Lila | Domenica, 7 novembre 2010 @11:56

Credo che dopo un'esperienza come il coma l'Amore e la Vita soprattutto devono sembrare una cosa meravigliosa. Grazie Lisa!

mari | Sabato, 6 novembre 2010 @20:49

L'amore che, antico, sorprende, e non ci si abitua, è vero, anche all'idea di trovarsi per questo fradici, e senza riparo, e a chi va di ripararsi! w la poesia

Giusy | Sabato, 6 novembre 2010 @14:29

Ma guarda un po', Lisa: io pensavo che lo sfondo fosse frutto di un abile e originale fotomontaggio o collage, non saprei...inoltre la foto è piccolina, comunque la pendola di papier maché (qui manca l'accento circonflesso) continua ad assomigliare alla mia. Per quanto riguarda il tuo sorriso, forse avrei dovuto definirlo in altro modo: lungi da me l'intenzione di considerarlo malinconico.non ti si addice, a parer mio! buona domenica a un'Autrice che sempre mi sorprende.

Andrada | Sabato, 6 novembre 2010 @11:50

Bellissima poesia!

LISA | Sabato, 6 novembre 2010 @09:44

GIUSY: e siccome a volte niente è come sembra, il sorriso forse un po' malinconico è in realtà divertito; e la pendola antica è in realtà di papier-mâché - un oggetto design di buffo cartone. La parete è invece di vero viola, il colore preferito del Consorte.

LISA | Sabato, 6 novembre 2010 @08:56

CARLA: carino, ma biglietti augurali dagli sposi o per gli sposi?

Giusy | Venerdì, 5 novembre 2010 @18:40

Mi piace la cascata dei folti capelli di Lisa che lasciano intravedere un sorriso appena accennato. E mi piace il suo abito vivace. sullo sfondo, vedo un orologio a pendolo abbastanza simile a quello appeso nel mio salotto. Bella immagine. (oddio! intravedere o intravvedere? Membri dell'Accademia della Crusca: aiutatemi)

Carla | Venerdì, 5 novembre 2010 @17:29

il Mio Consorte, l'ultimo dei sognatori, ha la strana idea di voler creare atelier per stampare biglietti di nozze augurali... mi sa che questo libro me lo compro
A proposito la mi piace molto e trova che la parete lilla dia una luce davvero poetica a tutto il blog

Linda | Venerdì, 5 novembre 2010 @16:29

Anna ha visto una foto triste e io ho visto una foto nella quale Lisa sorride. La stessa foto. E' proprio vero che ci sono sempre tre punti di vista: quello mio, quello tuo e quello giusto.

buon we a tutti

LISA | Venerdì, 5 novembre 2010 @11:44

In realtà, ANNA, non ero triste: anzi, mi veniva un po' da ridere, come sempre quando devo fare l'Autrice e mi fotografano!

anna | Venerdì, 5 novembre 2010 @11:33

che bello risvegliarsi alla pioggia e alla vita...grazie per le poesie che mi regali ogni giorno! La tua nuova foto però è troppo triste e non ci sono gli occhi...perchè?

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.