Lisa Corva

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Mare d’inverno.

Venerdì, 19 novembre 2010 @09:15

"Primo per bellezza è sempre il cielo,
poi viene il mare, dopo ancora i baci,
il glicine e il suo viola, l’amor fati ,
poi l’onda conclusiva del pensiero.
Ultravioletta monta la marea
sopra la sabbia rimane una medusa,
ributtala nel mare dell’Idea
permetti all’onda di portarti via.
Cogli conchiglie e fanne poesia"
(Francesca Genti)
Mare d’inverno.

Ricordate Francesca Genti, la giovane bravissima poetessa che vuole "pattinare sulla Via Lattea"? I versi di oggi sono tratti dalla sua raccolta "Sotto botta".

11 commenti

Pensieri | Martedì, 23 novembre 2010 @18:54

stupenda!

Anonima per prudenza | Domenica, 21 novembre 2010 @14:33

Grazie della spiegazione, Lisa e..."Chapeau" anche per tuo fratello. Mi piacciono anche gli arabeschi che concludono la tua pagina. Sono una curiosona ma non sempre vado al di là del mio naso. Ciao!

arianna | Sabato, 20 novembre 2010 @22:55

l'acquerello è una tecnica pittorica che richiede molta abilità. non consente correzioni, al contrario della pittura a olio che invece si presta agevolmente a ogni ripensamento. Anche a me piace il "cappello" di LIsa! Belli anche i bordi.

Fiorenza | Sabato, 20 novembre 2010 @21:34

e sbaglio anche a digitare gli accenti. A volte rileggo quando ho tempo. Oggi raffreddore, quindi al calduccio. A casa!!!

Fiorenza | Sabato, 20 novembre 2010 @21:28

Arrivo anch'io trafelata. Solo ora ho guardato i margini. Parlano di foglie e di fogli o, meglio, di pagine. assolutamente perfetti. Fiorenzaccia che farebbe meglio a tenere per sè quello che pensa. Una Savonarola in versione femminile. Niente saio: leggings.

LISA | Sabato, 20 novembre 2010 @16:20

PER ANONIMA CHE GUARDA IN ALTO: a destra, un acquarello - opera del Consorte! - del tempio di Angkor Wat, in Cambogia, dove siamo stati due anni fa; a sinistra, i grattacieli di una skyline computerizzata. Mi piaceva l'idea di Oriente e Occidente che si confondono... Sulla cornice, foglie appena tratteggiate, disegnate da mio fratello, che è un illustratore. Mi piacevano perché sembravano poesie, parole; le foglie sui viali d'autunno, che mi piace calpestare, per il loro fruscìo. Sussurrano e ci rimangono dentro, come, spero, le parole del blog.

Anonima per prudenza | Sabato, 20 novembre 2010 @14:37

A proposito di indaco e violetto, è da tanto che vorrei chiedertelo...ma quell'immagine che presenta il tuo blog me la vorresti spiegare? Prima delle tue parole, guardo incuriosita c iò che rappresenta il misterioso (solo per me) acquerello. (sarà un acquerello? bello, per giunta) Mi sono fatta un'idea ma non vorrei sbilanciarmi. Non rispondere se vuoi, non me ne avrò a male! Io ho solo tentato...

Farfalla | Venerdì, 19 novembre 2010 @18:56

Poesia mozzafiato. "l'amor fati" mi riporta a un filosofo che ho fatto fatica, molta fatica a digerire. Andrò a spulciare qualche testo scolastico sepolto ma non dimenticato del tutto. Svolazzerò sulle onde e sulla sabbia

claudia mdg | Venerdì, 19 novembre 2010 @16:47

Di questi versi strardinari mi colpisce soprattutto l'immagine della medusa spinta sulla spiaggia dalla marea ultrvioletta. A volte può fare bene guardarla, quella medusa, prima di ributtarla "nel mare dell'idea". Grazie

patrizia fiorista | Venerdì, 19 novembre 2010 @13:56

Grazie Adele, il bucaneve è uno dei miei fiori preferiti.
Vi abbraccio Patri

Francesca | Venerdì, 19 novembre 2010 @10:32

Il viola... Il mio colore preferito, come la mia giacca e le mie scarpe, una specie di autoterapia cromatica... E sia il viola del glicine e arrivino maree ultraviolette e ammantino il mondo di viola quando mi piace di meno per farmelo amare di più! Buon venerdì a tutti!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.