Lisa Corva

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L’Egitto, l’esilio - ma anche Manhattan e la magia del desiderio. Un caffé con André Aciman.

Sabato, 5 febbraio 2011 @09:51

L’ultimo, magico romanzo di André Aciman parla d’amore, ma è di Egitto che cominciamo a parlare. Non a caso: il primo libro dello scrittore newyorkese racconta l’Egitto, il "suo" Egitto: "Ultima notte ad Alessandria" (Guanda), ovvero l’ultima notte di un giovanissimo André, e della sua famiglia di ebrei sefarditi cacciati nel ’65. Parla di segreti di famiglia e di estati al mare, di posate d’argento perdute e sapori perduti, come le marmellate di fichi e datteri servite con il tè… Un Egitto nel cuore, l’Egitto dell’esilio. Ma è da New York, dove Aciman vive, che lo scrittore guarda quello che succede in Egitto oggi. Guarda le manifestazioni, la polizia, la folla.

"Quello che vedo non è solo scioccante: è inedito. In Egitto non c’è alcun precedente di manifestazioni, scioperi, marce di protesta; nessun precedente di disobbedienza civile. Gli unici momenti in cui il popolo è sceso in piazza, o in cui è stato tollerato che il popolo scendesse in piazza, sono stati quando è morto il presidente Nasser, nel 1970: a seguire il funerale c’erano 5 milioni di persone. E poi, cinque anni più tardi, per i funerali di Om Khaltoum, l’amatissima cantante, e star, l’anima vibrante del Paese. Più che una manifestazione, un corteo di dolore".

Mentre l’Egitto di adesso?
"Gli egiziani vogliono, per la prima volta, qualcosa di nuovo. Non sanno che cosa esattamente: ma è per quello che scendono in piazza. E non c’è modo di fermare la folla. Qualcosa sta succedendo in Medio Oriente, non solo in Egitto: c’è un vento nuovo, forse un vento d’incendio, che porta verso un nuovo mondo arabo, e non possiamo fermarlo".

Ma veniamo all’ultimo romanzo. Perché, dopo "Ultima notte ad Alessandria", e dopo il potente "Chiamami con il tuo nome" (in Italia arrivato a cinque edizioni, ndr), è appena uscito "Notti bianche" (sempre per Guanda). Un romanzo che parla, testardamente, magicamente, d’amore. Di un uomo e una donna che si incontrano in una Manhattan innevata, e non possono fare a meno di rivedersi, per otto giorni e otto notti. E’ di questo che parlo con Aciman: che ho incontrato, come nel suo romanzo, in una sera di neve a New York. In una variante moderna dei vecchi caffè mitteleuropei: ovvero, al bar di una libreria, Barnes & Noble, con vetrate su Union Square e sui grattacieli. Se non fosse per i clienti che stanno ore, ai tavolini, con davanti non solo libri, ma anche laptop, e libri elettronici (qui a New York sono diffusissimi i Kindle e i Nook: piccoli astucci neri che contengono decine di e-books, romanzi da leggere a video), l’atmosfera potrebbe essere quella del Caffè degli Specchi o del Caffè San Marco, a Trieste. Glielo dico.

"Purtroppo a Trieste non ci sono mai stato. Ma quanto ho amato Svevo! In "Senilità" c’è quella descrizione, quell’analisi quasi anatomica della gelosia…".

Lei, invece, in questo nuovo romanzo, ci racconta il desiderio. E niente sesso: anche se si respira ad ogni pagina.
"Perché volevo raccontare l’incantamento. Come se i protagonisti fossero chiusi dentro una palla di vetro: la scuoti, e cade la neve. La palla di vetro è Manhattan. Ma è anche quella "no man’s land" tra due persone, quella terra di nessuno prima che succeda qualcosa, prima che succeda tutto".

Una "no man’s land" segreta: ha rubato le parole a Nina Berberova, da uno dei suoi libri più belli, "Il giunco mormorante"?
"Conosco la Berberova. Ma in questo libro ci sono le notti bianche di Dostoevskji, i film di Rohmer, un racconto di Joyce. E c’è musica, molta musica".

E’ nato in Egitto, vive a New York. Ma il suo posto del cuore, qual è?
"Forse il posto del cuore è quello dove si vorrebbe essere seppelliti. Ed io, sinceramente, non lo so. Non a Milwaukee, comunque, dov’è la famiglia di mia moglie. So anche che non voglio che le mie ceneri vengano sparse in posti diversi, come si usa in America: ho vissuto sparpagliato tutta la mia vita, mi offenderebbe. Forse il posto dove mi sento più io è New York: una città, anche, di esuli. Dove sei libero di diventare chi vuoi".

Questa intervista è uscita su Il Piccolo, il quotidiano della città dove sono nata, Trieste. Gruppo La Repubblica.

Piccola nota: in questi giorni sono in Italia. Sabato, a Reggio Emilia, a un press preview della Collezione Maramotti (la collezione d'arte contemporanea del signor Max Mara, nella vecchia fabbrica degli anni '50). E, nella bella piazza del Duomo di Reggio Emilia, un flash che mi porta in Egitto: un gruppo di manifestanti, tutti egiziani che lavorano qui in Italia, donne con l'hijab bianco e rosa (ma anche senza velo), bambine per mano, e dei cartelloni in italiano e arabo: abbasso il dittatore Mubarak. Anche questa è l'Italia, questo intreccio di mondi.

10 commenti

Stefano | Lunedì, 4 giugno 2012 @21:38

"Notti bianche".Me l'ha regalato una donna con cui ho avuto un rapporto speciale ma tormentato. é un buon segno?

dani dalla Scozia | Lunedì, 7 febbraio 2011 @11:37

non ho mai letto Lady Susan, che gran regalo, un inedito di Jane Austen!!!Grazie della segnalazione..Un saluto dalla nevosa Scozia...

Fiorenza | Domenica, 6 febbraio 2011 @22:02

sai giorgia, anch'io gli farei mangiare qualcosa e non solo gli incartamenti della legge 40. però è un peccato che tu ti rivolga solo al salotto rosa, è più bello l'arcobaleno, non trovi? a meno che non vogliate dialogare esclusivamente fra di voi. Lisa ha messo il suo blog a disposizione di tutte/i. W l'arcobaleno, senza riferimenti politici.

giorgia | Domenica, 6 febbraio 2011 @21:41

La legge 40 sta cadendo sotto i colpi dei ricorsi delle coppie accolti dalla corte costituzionale, ma dalla sua entrata in vigore ha fatto tante "vittime" e non ci sarà per loro possibilità di risarcimento alcuna.E quando mister Silvio parla di ingerenza nella sua vita privata, gli farei mangiare tutti gli incartamenti, emendamenti, atti, registri presenze delle Camere che hanno portato alla stramaledetta 40. Anzi, più che servirglieli a pranzo, questi incartamenti, glieli darei a cena o per meglio dire nel dopocena a base di bungabunga!!!
Vabbè, anche io volevo parlare d'altro. E' uscito il 5 gennaio edito da newton compton un volume che raccoglie 3 romanzi brevi di Jane Austin. Ho letto il primo, Lady Susan, e lo giudico un vero capolavoro di scrittura. Bellissimo, ve lo consiglio!
Un saluto a tutti i salottieri rosa (siamo ancora di questo colore?) e un abbraccio particolare alle mie Lisa e Simona Pasionaria

LISA | Domenica, 6 febbraio 2011 @18:27

SIMONA PASIONARIA: sarebbe davvero ora che si ricominciasse a parlare di legge 40. Io - ed Emma, la protagonista del mio libro - ci abbiamo provato: ma da "Confessioni di un'aspirante madre" sono passati quasi sei anni, e nulla è cambiato. Sono cambiati (e aumentati) solo i numeri delle coppie che vanno a cercare un figlio-fivet all'estero, visto che in Italia è praticamente impossibile. Ma già, a Berlusconi è un argomento che non interessa. Uno dei tanti.

LISA | Domenica, 6 febbraio 2011 @18:23

NINA: bello, Aciman, vero? Un libro-cachemire, hai ragione.

Dani dalla Scozia | Domenica, 6 febbraio 2011 @09:19

Lo spero che si ricominci a parlare di legge 40, Simona...

Simona | Sabato, 5 febbraio 2011 @19:41

Dimenticavo: per chi fosse interessata e fosse a Milano "Perchè io no?" verrà presentato martedì 8 febbraio alle 18.30 alla Mondadori di Piazza Duomo.

Simona | Sabato, 5 febbraio 2011 @19:38

Questo mio commento non c'entra nulla con il post di oggi, diciamo che è un commento informativo e che si rivolge al gruppo che seguiva il vecchio blog. E' uscito il libro di Nicoletta Sipos "Perchè io no?" per Sperling in cui sono racchiuse le storie di coppie infertili. La novità è che in ogni capitolo c'è un box informativo su associazioni, cause, centri ecc. L'uscita di un altro libro sull'infertilità mi sembra una cosa positiva: chissà che non si ricominci a riparlare di legge 40, ma basterebbe soltanto che l'infertilità non fosse più un argomento scomodo e tabù.

Nina | Sabato, 5 febbraio 2011 @11:12

Un libro 'cashmere' bellissimo, Lisa. Cerco di leggerlo lentamente perchè mi dispiace veramente arrivare all'ultima pagina.. spero che il finale non sia lo stesso delle 'notti dostoevskijane", sì, poetico e indimenticabile. Magari il nono giorno si rivedranno ancora nel solito posto con le solite patatine e la loro 'panchinetta' dove sedersi vicini sfiorandosi gomiti e sguardi.
Buona giornata ...

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.