Lisa Corva

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Mi immaginavo il litigio seduto accanto a noi sul divano, di fronte alla televisione.

Giovedì, 10 marzo 2011 @08:14

"Da bambino, ho imparato presto che c’era sempre un litigio pronto a scoppiare, e talvolta lo immaginavo come una presenza fisica, reale, acquattata nell’ombra dello spazio che i miei genitori si trovavano a occupare in quel momento – un negozio di alimentari, una macchina, un ristorante. Mi figuravo il litigio seduto accanto a noi sul divano di fronte alla televisione…"

(Dinaw Mengestu)

Quando nelle famiglie entra il buio.

(La frase di oggi è tratta da un romanzo appena uscito, che sto leggendo perché intervisterò l’autore, un giovane etiope che però vive in America: "Leggere il vento", di Dinaw Mengestu, Piemme. Mi piace: parla di emigrazione, amori che si sfaldano, e nuove rotte nella vita)

17 commenti

LISA | Venerdì, 11 marzo 2011 @08:21

PER TUTTI QUELLI CHE hanno visto un litigio seduto accanto sul divano, davanti alla televisione. Sperando che sia per tutti, come per STEFANIA, un "tempo lontanissimo, dove non torno mai".

LISA | Venerdì, 11 marzo 2011 @08:17

CHIARA VALLI: "Chiamami con il tuo nome", di André Aciman, è un libro che lascia il segno, come una carezza che ci fa venire i brividi. E come il suo ultimo romanzo, "Notti bianche" (sempre Guanda). Aciman l'ho incontrato a New York: abbiamo parlato per due ore fitte fitte; parlato d’amore, ovviamente. Che sarà quello che vorrete fare voi - con chiunque: il fidanzato, l’amica, chi vi siede accanto in metropolitana - appena inizierete i suoi libri. L'intervista è on line nel post del 5 febbraio (basta andare a sinistra, sotto "archivio", e cliccare sul mese di febbraio).

LISA | Venerdì, 11 marzo 2011 @08:06

VOCE LIBERA: allora, presto avremo un RSS sul blog (whatever that means). Sono molto contenta che tu mi legga dagli States; mi raccomando, diffondi sulla East Coast il Buongiorno in globish del venerdì!

Fiorenza | Giovedì, 10 marzo 2011 @20:53

Hai fatto bene Daniela, vivi il presente e consolati guardando gli occhi ti tua figlia. Complimenti per la tua scelta coraggiosa. Ho la certezza che riuscirai a costruire, ricostruire il tuo futuro e quello della bambina. I padri, a volte, valgono meno di zero e spero che questo non sia il vostro caso. Il mio è stato bravo, nel suo piccolo, ma ho sofferto.

Nina | Giovedì, 10 marzo 2011 @17:22

un post difficile questo di oggi cara Lisa, soprattutto se ti evoca ricordi tristi e un'infanzia difficile con parecchie, tante, troppe salite. Mi piace molto questo 'figurare' il litigio come una vera e propria presenza, forse, in questo modo, è più facile da combattere, da arginare, da guardare.

sergio | Giovedì, 10 marzo 2011 @16:48

Non ho parole, è tale e quale a un lato oscuro della mia adolescenza... Che brutti ricordi...

Lina - Myriam | Giovedì, 10 marzo 2011 @15:09

Io da bambina ho imparato che i litigi finivano sempre in un abbraccio,forse con qualche lacrima. i Igenitori mi avevano racccontato per sommo capi le discussioni dei mie nonni, quando c'era in gioco la vita che per alcuni della mia famiglia si è concluda nel modo più tragico. Ma già, tutto sepolto, dimenticato. E' quasi primavera, sorridiamo alla vita. Ma sapete? per me i confronti accesi hanno una loro funzione. Un perché liberatorio.

Daniela Calboli | Giovedì, 10 marzo 2011 @14:50

E'un argomento sempre attuale, il dolore dei bimbi impotenti di fronte ai genitori in lotta. Sempre pronti ad assumersi la responsabilità dell'aria pesante, proprio loro che ne sono solo le vittime. In simili situazioni i piccoli prendono un'aria guardinga, imparano a non parlare, non raccontare ciò che hanno fatto con l'altro genitore nel weekend riservato allo scambio. Cercano abbracci e stabilità che anche dopo la separazione spesso non arriva e coltivano assenze che diventano buchi nei loro piccoli cuori.
Ho attraversato una brutta crisi con mio marito ma la pena più grande
era osservare lo smarrimento della nostra bimba di fronte a ciò che secondo lei era l'insensatezza all'ennesima potenza : il crollo di tutto il suo mondo. E' vero che non si può stare insieme solo per i figli, ma sono contentadi non aver mollato.

Chiara Valli | Giovedì, 10 marzo 2011 @14:43

Pezzo di cuore per pezzo di cuore.
Ne ho perse/acquistate tante di schegge su tutti questi Buongiorno.
Buongiorno di sole,buongiorno di pioggia.
Vorrei condividere 271 pagine che arrivano dritte,drittissime al cuore.O forse no,nemmeno al cuore.Alla pancia ai polmoni,sono viscerali.
E alla fine ti lasciano sventrata,quasi ci fossi tu,scritta lassopra.

CHIAMAMI COL TUO NOME,André Aciman.
A lei, :)

stefania | Giovedì, 10 marzo 2011 @14:32

una frase che mi riporta a un tempo lontanissimo, dove non torno mai.
questa mattina l'ho sfiorato, ma sono corsa subito avanti e non mi guardo indietro.

voce libera | Giovedì, 10 marzo 2011 @11:24

Lavoro qui in una università della East Coast ma preferirei mantenere l'anonimato... A volte mi prende la nostalgia della madrelingua: anche per questo leggo il tuo blog in italiano. Comunque complimenti !

LISA | Giovedì, 10 marzo 2011 @11:12

Wow, VOCE LIBERA, mi leggi dagli States! Da dove? Sono troppo curiosa. (In cambio penserò davvero a Twitter...). E il mio blog in globish, l'hai già visto?

voce libera | Giovedì, 10 marzo 2011 @11:07

ciao Lisa qui negli states spesso il blog ha l'opzione rss o twitter, perchè il livello di pigrizia è tale che taluni preferiscono ricevere notizie sul melafonino o direttamente sull' ipad piuttosto che navigare

LISA | Giovedì, 10 marzo 2011 @11:01

Ciao VOCE LIBERA, da dove segui la mia voce? Io mi sono auto-messa sul mio iPhone e mi leggo bene (e dire che sono una casalinga telematica imbranata). Su Twitter ho ancora delle perplessità, sono più una FB-fan. Dici che mi tocca?

voce libera | Giovedì, 10 marzo 2011 @10:56

ciao Lisa sto diventando un °seguace° del tuo blog: a volte è più salutare cominciare la giornata con una poesia piuttosto che l'ennesima notizia di degrado italiano.
Nonostante l'argomento litigioso di oggi.
Ma non hai un RSS sul blog ? (o link per twitter ?) seguirlo dall'Iphone e' un po' complicato...

LISA | Giovedì, 10 marzo 2011 @09:32

UNA A CASO: sono dove mi portano i libri. Il vento sfoglia le pagine, e io sono lì. Tutta colpa della bora!

una a caso | Giovedì, 10 marzo 2011 @09:19

what kind of humour are you in? ieri ci hai parlato di pazienza ,oggi di litigi ..........ciao

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.