Lisa Corva

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La primavera dell'aria, e quella dei vestiti.

Martedì, 15 marzo 2011 @08:15

"Improvvisamente nel negozio di Wen arrivò la primavera. Voglio dire, arrivarono i vestiti primaverili. Un’orgia di gialli e azzurri e bianchi, e pallidi rosa e rossi coraggiosi. Gonne di cotone, spolverini con cintura, magliette a tre quarti, camicie a fiori… Infatti qualche giorno dopo arrivò la primavera vera, quella dell’aria, non dei vestiti."

(Viola Di Grado)

Prove generali di primavera.

Cosa mi porterà il vento di primavera? Intanto, un nuovo libro di Elizabeth von Arnim, una delle mie scrittrici preferite. Fiori in copertina e nel titolo: "La fattoria dei gelsomini", Bollati Boringhieri. E ben 313 pagine. Non è meraviglioso sapere che un bel libro che sa di petali ci aspetta?

La frase che ho scelto per City oggi, invece, è tratta dal potente libro d’esordio della giovanissima Viola Di Grado, 23 anni e lipstick blu: "Settanta acrilico trenta lana" (e/o). L’avete già incontrata perché l’ho "trasformata" in vari Buongiorno, come quello del 9 febbraio: "Un vestito che amerò per sempre se me lo sfili adesso". Nel post di quel giorno, tra l’altro, trovate anche la mia intervista. Chissà cosa ne avrebbe pensato Elizabeth von Arnim, si sarebbe provata un rossetto blu insieme a noi?

10 commenti

Raffaellache ama Berlino | Mercoledì, 16 marzo 2011 @11:02

ciao Lisa, ti lascio questo post perchè lo hai scritto esattamente nello stesso giorno in cui ho finito di leggere 70acrilico 30 lana...
potente e ferocissimo, straordinario. grazie per avermelo fatto scoprire...

Lele | Mercoledì, 16 marzo 2011 @09:00

Oh! Lisa, vorrei tanto..., vorrei tanto che una dolce brezza primaverile mi portasse da lui, più veloce di un jet.
Ma mi tocca aspettare fino ad agosto... Abbracci

LISA | Mercoledì, 16 marzo 2011 @08:17

LELE: davvero parti e vai da lui? Ci vorrebbe un vento di primavera, che porti dai perduti amori... NINA: proprio così, la von Arnim è fragile ma tenace; romantica, ma arguta e indipendente. Ha ancora molto da insegnarci, anche se ha vissuto cent'anni fa!

Lele | Martedì, 15 marzo 2011 @17:10

Io e il mio vestito a fiori, la primavera dentro il mio cuore. Tempo di cambiamenti, non solo nell'armadio...ed io che sono ancora innamorata di lui, quasi quasi vado negli States e me lo vado a riprendere!!! Un dolce abbraccio a te, Lisa.

Nina | Martedì, 15 marzo 2011 @16:30

@Sabrina, siamo in due !!!

Sabrina | Martedì, 15 marzo 2011 @15:35

Io invece non ho nessuna voglia di primavera, ma sono un caso raro :-)
Penso che quello di Viola Di Grado sarà il prossimo libro che leggerò!

stefania | Martedì, 15 marzo 2011 @15:22

respiro già la primavera e ho una gran voglia di vestiti chiari, leggeri, di gambe nude, di giornate lunghe.

Nina | Martedì, 15 marzo 2011 @09:55

Sono immersa nelle "Lettere di ua donna indipendente" della Von Armin; tenace, forte, brillante, arguta, fragile e indipendente Rose -Maire, mi piace molto mentre per ora, il 'caro Roger' ,è alquanto sbiadito. Il libro della Di Grado mi ha proprio commosso e 'ferito' in qualche pagina, bellisimo davvero.

Nadia Terranova | Martedì, 15 marzo 2011 @08:33

Quanto amo la Von Arnim.
Il libro di Viola Di Grado voglio leggerlo, fra tutti gli esordi del 2011 è quello che mi incuriosisce di più.
Buongiorno Lisa!

una a caso | Martedì, 15 marzo 2011 @08:27

una frase adattissima a roma questa mattina ,abbiamo 15 gradi e una bellissima giornata di sole .... i ragazzi del liceo sono già in t-shirt

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.