Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

Forse la felicità.

Martedì, 3 maggio 2011 @08:45

"Forse la felicità era un paese da costruire nell’aria e nel quale ballare".
(Paula McLain)
Che dici? Basta che in questo paese ci sia anche tu.

La frase di oggi è tratta da "Una moglie a Parigi", il romanzo appena uscito per Neri Pozza in cui Paula McLain dà voce alla prima moglie di Hemingway: la ragazza americana con cui visse a Parigi. Erano gli anni Venti, anni di jazz e di corride.

E questa è la scena del libro: "Non so per quanto ballammo quella notte, avanti e indietro per il salone in una lunga, lenta ellisse. Ogni volta che il disco finiva, Ernest si staccava un attimo da me e lo riavviava. Poi tornava tra le mie braccia nascondendomi il viso nel collo, le mani strette intorno alla mia schiena. Tre minuti di magia sospesa e subito ripristinata. Forse la felicità era una clessidra quasi vuota, i granelli che si accalcavano scorrendo verso il basso. Forse era una condizione mentale - come sottolineava Nora Bayes nella canzone, Fingi di essere felice quando sei triste - un paese da costruire nell'aria e nel quale ballare".

8 commenti

nina | Mercoledì, 4 maggio 2011 @19:14

@woland
a tutti, perdonami.
l'orgasmo più pericoloso è quello che potrebbe prolungarsi, hai proprio ragione.Tuttavia il contraccolpo di solitudine e la sensazione di abbandono che, a volte, ho ricevuto, non bastano ad impedirmi di desiderarlo ancora e ancora e ancora.

woland | Mercoledì, 4 maggio 2011 @16:05

per me la felicità è un punto... al massimo possiamo avere punti più o meno vicini
non mi ricordo uno stato di felicità linea...
è come un orgasmo... se si prolungasse più di tanto sarebbe fastidioso, forse anche pericoloso...

NINA, i tuoi saluti sono rivolti volutamente solo a tuttE? ;)

LISA | Mercoledì, 4 maggio 2011 @09:00

E hai ragione, CARLA.

Carla | Martedì, 3 maggio 2011 @16:07

Ho letto in sequenza il post tornata dalla Sicilia e questo: non voglio fomentare reazioni, ma piacerebbe che il paese che i fuggiaschi trovassero fosse un paese da costruire nell'aria e nel quale ballare...
così magari riuscirei anchi'io a ballare.

paola | Martedì, 3 maggio 2011 @14:55

essere felici non dovrebbe essere finzione ne, tanto meno, uno sforzo...in fondo basta poco ad essere felici...un fiore che sboccia un gatto che ti fa le fusa, un cane che ti scodinzola, il sorriso di un bambino, una carezza di tua madre...sentirsi dire "grazie di esistere".

domo | Martedì, 3 maggio 2011 @14:50

non dimenticherò mai l'odore del mare che entrava dai finestrini aperti, le voci dei bimbi che giocavano e ridevano, e la voce del mare. Non dimenticherò mai i tuoi occhi quando dal mare si sono posati su di me e mi hanno detto: ti amo.

Sabrina | Martedì, 3 maggio 2011 @14:19

"Fingi di essere felice quando sei triste": molto bello, è uno sforzo che si dovrebbe fare e forse aiuterebbe, piano piano, a sentirsi meglio davvero.

nina | Martedì, 3 maggio 2011 @12:06

"...ricompose i frammenti del mio essere in un tutto" nel paese costruito nell'aria, nel quale balliamo insieme con gli sguardi, i gesti improvvisati, le ore rubate allo scorrere del tempo. Che bella questa frase Lisa, bella...
Buona giornata a tutte.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.