Lisa Corva

Tristezza da abbracciare.

Venerdì, 17 giugno 2011 @08:59

"Sei triste perché sei triste.
E’ nella testa. E’ l’età. E’ la chimica.
Va’ dallo psicologo o prenditi una pillola,
o abbraccia la tristezza come una bambola senza occhi
di cui hai bisogno per dormire."

(Margaret Atwood)

E stasera, la voglio abbracciare tutta, la mia tristezza.

Canadese, nata nel 1939, femminista quando ancora il femminismo non era un insulto, scrittrice dura e a volte anche poetessa: è Margaret Atwood. I versi di oggi sono tratti da "Mattino nella casa bruciata", Le Lettere.

Per leggerli in originale, come ogni venerdì, Friday Poetry: cliccate sulla parte globish di Lisa!

10 commenti
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Cammie | Mercoledì, 11 aprile 2012 @05:29

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Gildas | Lunedì, 9 aprile 2012 @11:29

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Giada | Domenica, 19 giugno 2011 @18:33

Come sempre mi leggi nell'anima...

LISA | Venerdì, 17 giugno 2011 @20:18

A me invece piace quella bambola senza più occhi; mi sembra una bambola strapazzata e abbracciata, portata in giro, dimenticata e poi ripresa. Una bambola che è stata molto amata. Che forse è ancora capace di abbracciare chi non riesce a dar respiro alla sua tristezza, chi non si sente più capace di amare, chi riesce solo a vivere sospesa.

una a caso | Venerdì, 17 giugno 2011 @15:54

le bambole senza occhi.... è una immagine terribile che va molto oltre la tristezza ...... perchè non ci mandiamo tutti/e un bel sorriso ? ciao

Susy Anne | Venerdì, 17 giugno 2011 @14:57

Vorrei poter dare respiro alla mia tristezza...

ANONIMO | Venerdì, 17 giugno 2011 @12:45

Una malinconica tristezza che rende felici le mie notti.....

Hermione | Venerdì, 17 giugno 2011 @11:06

Le pillole e gli psicologi lasciano il tempo che trovano . . . meglio abbracciarla la tristezza: accoglierla dentro di noi ed accettarla.

anonima | Venerdì, 17 giugno 2011 @10:33

Sono triste perche' non sono piu' capace di amare.

stefania | Venerdì, 17 giugno 2011 @09:40

sono triste da un pò troppo tempo e questa tristezza non va via, mi è compagna fedele, mi svuota e mi rende inconsistente, vivo sospesa, vivo senza pensieri, vivo perchè oggi non ho molto altro da fare.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole e della poesia. Schegge di luce da trasformare in sms, da ricopiare sull’agenda, da far viaggiare per il mondo via web. Per questo mi trovate qui ogni giorno.

Troverete la mia rubrica di City, i miei articoli fintoglam per Grazia, le mie interviste. Ma soprattutto troverete me. E quando chiudete il computer, aprite uno dei miei libri!

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, come può testimoniare rassegnato il consorte, dal profumo di rose.