Mercoledì, 31 agosto 2011 @09:04
Confesso subito: io l’ho fatto. Ho mandato dei giacinti blu (tra i miei fiori preferiti, per via del profumo, meraviglioso). Ma quando poi ho letto "Il linguaggio segreto dei fiori", il bestseller di Vanessa Diffenbaugh, mi sono subito preoccupata: non avrò fatto una gaffe? Non avrò mandato un messaggio di diffidenza, tradimento, gelosia, o peggio? Così ho controllato e ho scoperto, con sollievo, che i giacinti sono simbolo di sincerità e costanza: voilà, c’est moi. (Forse, più che costante, sono testarda, ma insomma il senso è quello). Però il dubbio rimane: noi donne siamo "autorizzate" a mandare fiori a un uomo? Non sarà solo una scusa per entrare da un fiorista, visto ahimé che i maschi (soprattutto i mariti), con l’evoluzione o involuzione della specie sembrano aver perso quest’abilità? Io penso di sì: possiamo. Anche perché ormai nessuno più conosce il linguaggio segreto dei fiori (tranne Vanessa, che ho intervistato qui sotto, per Grazia); e nessuno conosce più neppure le regole dei sentimenti. Tutto da reinventare. Quindi coraggio: regaliamo fiori. Casomai, compriamoli per noi.
"Il linguaggio segreto dei fiori" (Garzanti) è un incrocio tra "Oleandro bianco" (ricordate il bestseller di Janet Fitch, e film, su una bambina che passa da una madre affidataria all’altra?), e i vecchi dizionari sul significato ormai perduto dei fiori. Mi è piaciuto, con qualche riserva: diciamo che non lo metto tra i "libri che regalerei" (anche se ho regalato subito la mia copia a un’amica appassionata di giardinaggio). Ma l’autrice, la trentenne americana Vanessa Diffenbaugh, sa bene di che cosa parla. Non solo fiori: madre "biologica" di due bimbi, è anche madre affidataria. E nel libro c’è il rimpianto per un affido non riuscito, quello di Megan, a cui è dedicato il romanzo, "ovunque lei sia".
Visto che lei ormai conosce il linguaggio segreto dei fiori, quali regalerebbe a un uomo?
"Un uomo, quale? Al proprio padre, capo, amante? A mio marito regalo spesso campanule (che simboleggiano la gratitudine), e lui spesso mi porta dei tulipani: dichiarazione d’amore".
Ha detto che i fiori che riassumono la sua vita sono il biancospino (speranza), l’eliotropio (devozione), il Liatris ("ci proverò ancora"), il muschio (amore materno)…
"Ma ultimamente sono ossessionata dagli "Aster", o settembrini: la pazienza. Sto cercando di scrivere il mio secondo libro, e ho dei bimbi piccoli da crescere: così, mi circondo di aster viola in piccoli vasi trasparenti".
Immagino che nel suo armadio ci siano molti abiti a fiori?
"Certo. E mio marito mi ha regalato da poco un vestito che adoro: nero, con petali gialli e arancio. I fiori sono astratti, non riconoscibili; così, per fortuna, non mi devo preoccupare del loro significato".
Un'altra puntata di Bookish Wednesday: trovate questo post anche nella parte globish del sito. E se vi piace, diffondete! Petali e parole.
Giusy | Martedì, 6 settembre 2011 @13:18
Eh, anche i fiori spettinati non sono male, ne ho tanti in giardino. Mi è piaciuto come hai descritto i tuoi amici pelosi...così li chiami, vero? Ciao Patri, è bello leggerti!
LISA | Martedì, 6 settembre 2011 @07:59
PATRIZIA FIORISTA: che bella l'idea dei "fiori spettinati"! E a me piacciono moltissimo le rose sfatte. Quelle che stanno cominciando a sfiorire, ma sono ancora bellissime. Forse è il loro momento più bello.
patrizia fiorista | Lunedì, 5 settembre 2011 @23:49
Ciao Giusy, le trovo bellissime ma troppo perfette, preferisco i fiori spettinati, pensa che in negozio io mi porto a casa tutti quelli con i gambi storti e ci vengono dei mazzi fantastici. Purtroppo la mia centenaria il 7 agosto ha avuto 3 ictus e quindi ci ha lascito anche lei.
Adesso abbiamo il canone birillo, l'isidoro gatto rosso e bianco, e la polifema gattina nero pece con un solo occhio.Vista l'ora camomilla per tutte/i Patri
Giusy d\'antan | Lunedì, 5 settembre 2011 @14:25
Ciao Patri, anch'io ho regalato orchidee bianche alla compagna di mio figlio senza conoscerne il significato. A me piacciono molto per via del loro incantevole aspetto, peccato non siano profumate. Ne ho sempre una in casa, ne trovo di bellissime e a buon mercato. E la tua gattina centenaria? pensa che la mia manguicchia il rosmarino. Recentemente sono stata a un matrimonio pieno d'amore e di girasoli.
Lady Chatterley | Domenica, 4 settembre 2011 @22:48
Patrizia fiorista, allora ho fatto centro con l'orchidea! Grazie. Anch'io vorrei riempirmi le braccia di girasoli. Ciao !
patrizia fiorista | Domenica, 4 settembre 2011 @18:41
Ciao Lady Chatterley, l'orchidea simboleggia eleganza e raffinatezza, e si regala per omaggiare sensualità e lusso. Girasoli per tutte( oggi ne ho rubati da un campo un bel mazzo!!!!!!) Patri
Lady Chatterley | Sabato, 3 settembre 2011 @23:28
Però...regalare giacinti a un uomo è una gran bella idea, sono profumati, colorati, composti nella loro graziosa rigidità. Veramente un bell'omaggio. Io ho regalato un'orchidea bianca (phalenopsys?) al marito di un'amica e Non Pensate Male! lo volevo ringraziare, ecco tutto. L'omaggio è piaciuto a entrambi. Certo non so cosa possa dirmi il significato dei fiori. Buon rientro a tutte
Giusy d'antan | Giovedì, 1 settembre 2011 @14:08
Accipicchia! anemoni = a desolazione! Certo, Lisa sei stata un pochino forte con la povera ignara. Sto cominciando a scavare nel mio subconscio con un certo sospetto. Del libro di Vanessa ricordo la rosa bianca, i narcisi, l'erica e, appunto, il muschio, altri mi sfuggono. mi sa che dovrò andare a spulciarlo, quando mi sarà restituito. Già, l'ho prestato e attendo il suo ritorno. Adesso che ci penso, nell'ultimo bellissimo bouquet che ho ricevuto per il compleanno c'era anche qualche anemone...Ricevo fiori da mio marito riogorosamente, con triestina precisione, solo 2 volte all'anno. Stop.
LISA | Mercoledì, 31 agosto 2011 @17:39
GIUSY d'antan: gli anemoni simboleggiano la desolazione... Vedi che il marito triestino ci aveva visto giusto? CARLA: so sweet!
Giusy | Mercoledì, 31 agosto 2011 @17:07
Mah, molto tempo fa, ho avuto la bizzarra idea di regalare a mio marito un mazzetto di anemoni,i suoi preferiti ( non oso pensare quale significato abbiano nel linguaggio dei fiori) li ha accettati con un sorriso indefinibile e mi ha detto in dialetto triestino: forsi quando sarò in cassòn i me piaserà...Ma questo farà sorridere, forse, ma non ne sono sicura,solo Lisa.
carla | Mercoledì, 31 agosto 2011 @10:08
A me piacciono i fiori di campo: girasoli in assoluto( una volta la mia bambina mi chiesto quale fosse il mio più grande desiderio e io ho risposto avere una finestra su collina piena di girasoli. Il giorno dopo ha disegnato un intero campo di girasoli " Non è proprio uguale ma almeno lo puoi mettere in cucina!" mi ha detta regalandomelo)
LISA | Mercoledì, 31 agosto 2011 @09:58
Saggia ADELE!
annetta | Mercoledì, 31 agosto 2011 @09:54
...ho scritto io il post precedente solo ho inserito le lettere come nick....sorry sono stordita!
K5SC2 | Mercoledì, 31 agosto 2011 @09:53
Mah...teoricamente quando si tratta di gesti gentili tutto è lecito..solo teoricamente però, perchè il pratica il masculo in questione deve essere particolarmente intelligente e sensibile. Buona parte di quelli che conosco io non apprezzerebbero nè il regalo nè la donna che lo fa. Il regalo metterebbe in dubbio la loro virilità e la donna che fa un gesto tradizionalmente riservato all'uomo piace sempre meno. Più che scegliere attentamente i fiori sceglierei attentamente l'uomo a cui regalarli .. :-)) Buona giornata!

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole e della poesia. Schegge di luce da trasformare in sms, da ricopiare sull’agenda, da far viaggiare per il mondo via web. Per questo mi trovate qui ogni giorno.
Troverete la mia rubrica di City, i miei articoli fintoglam per Grazia, le mie interviste. Ma soprattutto troverete me. E quando chiudete il computer, aprite uno dei miei libri!
Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, come può testimoniare rassegnato il consorte, dal profumo di rose.