Lisa Corva

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La vita? E’ essere presi in ostaggio dalla realtà.

Venerdì, 3 febbraio 2012 @07:35

"La vita? E’ essere presi in ostaggio dalla realtà".
(Olaf Nicolai)
E io spero solo che su quell’aereo dirottato ci sia anche tu.

Il Buongiorno di oggi non viene da una poesia, né da un romanzo. Ma da un artista, che è anche un amico: il berlinese Olaf Nicolai, uno dei nomi della conceptual art nel mondo, di cui ho appena visto un’installazione a Roma. Alla Casa Museo di Giorgio de Chirico, in piazza di Spagna (confesso: non sapevo neppure che esistesse), tra i mobili e i quadri e persino la bottiglia di Punt e Mes che beveva de Chirico, un giovane curatore, Luca Lo Pinto, ha chiamato artisti da tutto il mondo, a punteggiare l’appartamento di installazioni (metà delle quali, come al solito, non capisco, se nessuno me le spiega). Olaf Nicolai ha messo, nello studiolo di de Chirico, una vecchia Olivetti 22: l’installazione siamo noi, che ci sediamo davanti alla macchina da scrivere, prendiamo un foglio di carta intestata de Chirico, e scriviamo. Una lettera. A chiunque: un amore con o senza didascalia, una persona vicina o lontana, magari a noi stessi. E la busta sarà mandata da casa de Chirico. Molto metafisico, com’era de Chirico stesso. Ma sapete che non sono quasi più capace di scrivere a macchina, nell’era degli sms? Andateci anche voi: la mostra, "D’après Giorgio", è aperta da adesso fino alla fine di quest’anno: http://www.fondazionedechirico.org/it/ . E Roma era bellissima. Un po’ metafisica, come sempre. Un bel posto dove essere presi in ostaggio dalla realtà.

Vi ricordo che, come ogni venerdì, trovate il Buongiorno anche in inglese, in Lisa Globish. E che, iscrivendovi a Twitter, riceverete il mio Buongiorno ogni mattina, sul vostro telefonino.

22 commenti

una a caso | Martedì, 7 febbraio 2012 @19:22

grazie giusy ora è tutto ok è stata solo una interruzione forzata ora si ricomincia ho visto tanti nomi nuovi . bene piu opinioni si hanno meglio è . e noi ,chissà che non diventiamo pen friends ! un salutone

Giusy | Martedì, 7 febbraio 2012 @15:53

No scusami, ti avevo confusa per Lascia una risposta anche lei simpatica. il resto era per te una a caso.

Giusy | Martedì, 7 febbraio 2012 @15:47

Una a caso, il posto dove vivo ha visto pochi centimetri di neve, ma il caos è stato totale. Ti ringrazio per l'offerta di aiuto comunque. Spero ti sarai rimessa dall'influenza, avevo il sospetto che non ti saresti più ripresentata sul blog e mi sarebbe dispiaciuto. Ciao!

imah | Martedì, 7 febbraio 2012 @13:29

quanta saggezza,,,....

Cristina | Martedì, 7 febbraio 2012 @12:26

@ imah: ti sbagli. Leggi bene. Tu hai presupposto che io fossi una persona depressa.
Ma in fondo si raccoglie ciò che si semina, no?
Per il resto buon per te che agisci (che poi il volontariato non dovrebbe avere anche il compito di insegnare la comprensione, l'empatia e l'indulgenza? Mi fa strano che una persona che sostiene d'essere così impegnata nel sociale, si sia subito permessa di dare a una perfetta sconosciuta della depressa...) Ma la prossima volta, lo stesso, prima di agire, cioè di scrivere, fermati un attimo a pensare...
Infine, per quanto concerne "lo scritto": de gustibus.
Ripeto, per fortuna il mondo non è tutto di un solo colore.
Au revoir.

imah per CRISTINA | Martedì, 7 febbraio 2012 @11:15

....una adozione a distanza a una bimbina di haiti .,sostegno ai sordomutidi di recanati ,unicef, airc, figlio medico ematologo ....ti basta ? non rifletto , agisco il tuo scritto era mèlo e le domande finali da giudizio universale . .... parli troppo non dare giudizi sulle persone è un brutto difetto che hai io ho soltanto criticato lo scritto domenica e non te

Cristina | Lunedì, 6 febbraio 2012 @15:46

@ Lisa e Giusy: grazie a voi.
Mi ci sono imbattuta casualmente, cercando una notizia in rete. L'ho ritagliata e tenuta per me. Poi sono passata di qua ad assaporare il buongiorno di Lisa e quel farsi prendere in ostaggio dalla vita, m'è sembrata una specie di asola per quelle altre parole...

@ imah: Siddharta è un libro bellissimo che faresti bene a rileggere.
Più che depressa, direi grata alla Vita e attenta al suo tempo.
Forse sei tu che sei una persona disillusa e superficiale, che non sente il bisogno di soffermarsi a riflettere su niente.
Ma, come si dice, il mondo è bello perché vario.

lascia una risposta | Domenica, 5 febbraio 2012 @16:03

,ma che ti ha fatto la neve di roma ? in una altra città non sarebbe stata la stessa cosa ? comunque sei divertente se mi dici da che parte sei pressapoco vengo ad aiutarti ....conservabndo lìanonimato !!!!

Giusy | Domenica, 5 febbraio 2012 @15:37

Ah, dimenticavo...la pala ce l'ho di mio, non serve che debba attraversare la città per averne una in comodato, non se gratuito o meno.

Giusy | Domenica, 5 febbraio 2012 @15:33

sì ma il siddharta di Hesse mi era piaciuto molto tanti anni fa. dovrei forse rileggerlo. Le riletture sono sempre interessanti, almeno per la scrivente e, a volte, sono deludenti...Questa volta, passo e chiudo, devo spalare la neve!!!

imah | Domenica, 5 febbraio 2012 @14:14

ma dai .....sembra siddharta

Giusy | Domenica, 5 febbraio 2012 @13:59

Mi unisco a Lisa nel ringraziare Cristina. In effetti, ciò che ha scritto invita alla riflessione. Non ho condiviso tutto, ma tutto mi è piaciuto, e molto.

LISA | Domenica, 5 febbraio 2012 @13:47

CRISTINA, grazie. E' una bella meditazione per una domenica di neve.

lmah | Domenica, 5 febbraio 2012 @10:36

che allegria ma come ti viene in mente ...... devi essere mooooollto depressa

Cristina | Domenica, 5 febbraio 2012 @10:06

Bronnie Ware è un'infermiera australiana che ha trascorso diversi anni in un reparto di cure palliative, occupandosi di pazienti con appena tre mesi di vita davanti. Ha registrato le confessioni in punto di morte in un blog chiamato Inspiration and Chai, che ha ricevuto così tanti contatti da spingerla a riportare le sue osservazioni in un libro intitolato: "I cinque principali rimpianti del morente", dove racconta dell'impressionante chiarezza di visione che le persone manifestano alla fine della loro vita e di come sia possibile che anche noi impariamo dalle loro consapevolezze. "Quando vengono interpellati a proposito dei propri rimpianti o di quello che avrebbero voluto fare in modo diverso" - dice Ware - "ci sono temi comuni che ritornano".
Eccoli.
1. Avrei voluto avere il coraggio di vivere la vita che volevo, non quella che gli altri si aspettavano che vivessi.
Questo è il più comune rimpianto per tutti. Quando le persone si rendono conto che la loro vita è quasi finita e guardano al passato con maggiore chiarezza, è facile che vedano quanti dei loro sogni non si sono realizzati. Molte persone non hanno onorato neanche la metà dei desideri che avevano e devono morire sapendo che questo è dipeso dalle scelte che hanno fatto o non fatto. La salute offre una libertà di cui pochissimi si rendono conto, finché non la perdono.
2. Avrei voluto lavorare meno duramente.
Questo rimpianto appartiene soprattutto ai pazienti maschi di cui mi sono presa cura. A causa dell'eccesso di lavoro hanno perso l'infanzia dei figli e goduto poco della compagnia dei partner. Qualche donna a volte parla di questo rammarico, ma come spesso capitava nelle generazioni precedenti, molte di loro non erano capifamiglia su cui si reggeva l'economia familiare. Tutti gli uomini di cui mi sono presa cura rimpiangevano profondamente di aver speso così tanto tempo delle loro vite lavorando come criceti nella ruota.
3. Vorrei aver avuto il coraggio di esprimere i miei sentimenti.
Molte persone soffocano quello che sentono per amor di pace, per evitare conflitti. Il risultato è che vivono un'esistenza fatta di mediocrità e non diventano mai quello che avrebbero potuto essere davvero. Tanti di loro sviluppano relazioni malate a causa dell'amarezza e del risentimento che si portano appresso.
4. Vorrei essere rimasto in contatto con i miei amici.
Spesso queste persone non realizzavano veramente il vantaggio di avere un vecchio amico fino a quando non giungevano alle loro ultime settimane di vite e non era più possibile rintracciarne qualcuno. Molti si sono fatti prendere così tanto dalle loro vite da lasciar perdere amicizie preziose lungo gli anni. È un profondo rimpianto quello di non aver dedicato agli amici il tempo che si meritavano. Tutti hanno nostalgia di un amico vero quando stanno morendo.
5. Avrei voluto permettere a me stesso di essere felice.
Questo è un rimpianto sorprendentemente comune. Molte persone non si rendono conto fino alla fine che la felicità è una scelta. Si adagiano dentro a vecchi schemi e abitudini finché il cosiddetto comfort del quotidiano sommerge le loro emozioni e anche le loro vite fisiche. La paura del cambiamento fa sì che spesso finiscano per fingere con sé stessi e con gli altri che tutto questo basti, che sia sufficiente; ma nel profondo continuano a desiderare una risata vera e un'ultima sciocchezza da fare ancora nella vita.
Qual è il tuo più grande rimpianto sino a ora e cosa conti di fare per sistemare le cose prima di morire?

Giusy | Sabato, 4 febbraio 2012 @09:29

Giuso Lisa, giusto! In cambio abbiamo un sindaco geniale che per far fronte all'emergenza neve (ampiamente prevista) si è inventato le scuole semiaperte o socchiuse o, meglio, "so' cchiuse" ed ha appena finito di esporre il suo lucido pensiero alla TV.
Lascia una risposta, io non nego certo la grandezza di Roma e il suo valore culturale, ma qui non ci sono nata, ci devo vivere e a malincuore ed è una città caotica, disorganizzata e, a parer mio, anche poco amata dai suoi abitanti che spesso la "trattano" con poco rispetto e poco senso civico. Comunque la mia era solo un'amara battuta...

lascia una risposta | Venerdì, 3 febbraio 2012 @20:31

nooooooooo! roma è unica per la sua ricchezza storica ,le sue rovine ,le ville ,i parchi ,le viuzze del centro ,e ....i suoi tramonti natueralmente ha le difficoltà e i lati negativi di tutte le altre città ma la tua definizione ,che mai pensavo avesse quel significato ( che non mi piace neanche per quel mondo lì ), mi sembra fuori misura . scusami

LISA | Venerdì, 3 febbraio 2012 @18:17

LASCIA UNA RISPOSTA: terzomondiale, ovvero un gioco di parole con "terzo mondo". Giusto, Giusy?

lascia una risposta | Venerdì, 3 febbraio 2012 @17:06

...quali sono le prime due ?

Giusy | Venerdì, 3 febbraio 2012 @16:26

Io direi che è "terzomondiale" senza nulla togliere alla sua sublime bellezza e non mi spingo oltre...

lascia una risposta | Venerdì, 3 febbraio 2012 @09:40

.....se non hai forza tutto ti travolge . . in quanto a milano europea ! roma è mondiale . aspettiamo la neve per vederla ancora più surreale

.

Anonimo mattutino | Venerdì, 3 febbraio 2012 @08:36

Ci sono persone che pur non avendo mai messo piede su di un aereo, sono state dirottate. A differenza di altre, che sugli aerei sono di casa ...

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.