Lisa Corva

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Come tutti a Sud, continuavano a dirsi pronti alla fuga.

Giovedì, 9 febbraio 2012 @07:47

"Come tutti a Sud, anche Concetta e Agnese continuavano a dirsi pronte alla fuga. Non facevano che ripeterlo. Si trattava di andare a vivere a Bologna. O a Siena. O a Mantova, dove c’era quel festival sui libri o chissà dove. Si trattava solo di risolvere le ultime questioni in sospeso e poi sarebbero partite. L’unico vero ostacolo erano i muretti a secco. Quelle linee curve ed equivoche che recintavano paesi e città come lager".
(Elisabetta Liguori)
Geografia della fuga.

Mi è piaciuta molto quest’immagine dei muretti a secco, i muretti delle campagne assolate e meravigliose del Sud, che impediscono la fuga, come in un labirinto dell'anima. Mi è piaciuto anche il libro da cui è tratta questa frase: si intitola "La felicità del testimone", Manni editore, e l’ha scritto Elisabetta Liguori, che di mestiere fa altro, lavora al Tribunale di Lecce. O forse di mestiere fa semplicemente questo: osserva, e scrive. La protagonista del suo libro (che come a volte succede con i libri imperfetti ti rimane stranamente dentro), si chiama Concetta, è un’assistente sociale in un tribunale, appunto, alle prese con un delitto e con la testimone, che è una bimba. E con i muretti a secco.

11 commenti

Amberly | Sabato, 7 aprile 2012 @11:56

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elisabetta liguori | Sabato, 11 febbraio 2012 @13:26

Eccomi. Posso dire la mia? Il nodo dei muretti (se lasciarli o non lascirli, amarli o meno), dal mio piccolo punto di vista sta tutto nello loro splendida equivocità. Restano intreccio di grande fatica e bellezza, artigianato, estro creativo, tradizione e natura, ma confondono. sono bassi, sì, ma possono sembrare altissimi, invalicabili, imponenti creature, rendono le strade apparentemente simili, benchè nessun muretto sia uguale all'altro. mescolano i percorsi, il passato al presente, profumano, sì, inebriano, ma a volte son ricoperti di sterco. Cantano come sirene: ipnotici. Sfuggirgli è doloroso se non impossibile. A volte è così che ti fregano...

LISA | Venerdì, 10 febbraio 2012 @08:46

AMINTA: pensa che Lara Cardella esce adesso con quello che penso sia il suo terzo libro: "131 km/h" (Barbera Editore), storia di due donne, una quarantenne e una ventenne, una prof e la sua ex allieva, che fuggono appunto da Sud: partono in macchina dalla Sicilia verso Milano. Se pensi che "Volevo i pantaloni" era uscito nell'89, temo che quei muretti non li abbia davvero mai saltati.

Aminta | Giovedì, 9 febbraio 2012 @22:46

Ve la ricordate la Cardella col suo primo libro? Non sono riuscita a capire bene se lei, autrice di altri libri che non ho letto, sia veramente riuscita a saltare oltre il muretto. il suo, quello personale e non importa se fosse a secco o meno

Stefano | Giovedì, 9 febbraio 2012 @13:48

Per Giusy:
Di certo non tutte le donne del nord , volutamente , si "gulagano", come del resto non tutti gli uomini del sud "saltano" quei muretti
Questione di mentalità, educazione, esperienza, volontà, sicurezza… E quindi nord e sud, sotto quest’aspetto, non si differenziano affatto
Nessuna scottatura, Giusy :-) e quindi è fatta salva l'obiettività.
Non si è più in età di scottature, ma solo di consapevolezza

Giusy | Giovedì, 9 febbraio 2012 @13:14

Ah, se Lisa permette, chiaramente. i duetti a volte sono fastidiosi

Giusy | Giovedì, 9 febbraio 2012 @13:08

Chissà cosa intende l'autrice per "quelle linee curve ed equivoche" .Di tutto un po' immagino: scarse risorse economiche, zero cultura dei genitori, apparenze da mantenere e conservare nel paese, vincoli quasi insormontabili suppongo. Ma ha ragione Una, i muretti a secco non sono cementati e sono bellissimi testimoni di antica saggezza contadina e qui mi contrattico, forse, non so...il commento di Stefano è davvero bello ma non so fino a che punto obiettivo. Qualche scottatra ha lasciato il segno, forse? "gulagare" le donne del nord Italia mi sembra eccessivo.Non voglio addentrarmi in un discorso sociologico che non saprei affrontare. Ma sì, una a caso, dài! amiche di penna e magari polemiche fra di noi, ma con leggerezza!

Stefano | Giovedì, 9 febbraio 2012 @12:42

Per Andrea:
Grazie e buona giornata anche a te
Che spero serena e non incasinata

una a caso | Giovedì, 9 febbraio 2012 @11:06

non mi piace la parola lager per i muretti a secco ,frutto di tanto lavoro e pazienza dei contadini , e poi così profumati di rosmarino ,erbe e fiori selvatici .

andrea | Giovedì, 9 febbraio 2012 @10:58

Perfetto e profondo il tuo commento stefano buona giornata).

Stefano | Giovedì, 9 febbraio 2012 @08:22

I muretti a secco, quelli che delimitano le campagne assolate del sud, essendo visibili, si riescono anche a "saltare" .
Molto più difficile "superare" muretti a secco delle città del nord.. Quelli non li vedi, si "spostano" in continuazione…e quando pensi di averne superato uno, te ne ritrovi un altro davanti.. e così di seguito
Sono "muretti a secco" che costruisce la mente umana e ti impediscono di raggiungere la meta.
E paradossalmente accade il contrario
L’uomo del sud "evade" dal lager…la donna del nord ci si rinchiude…

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.