Lisa Corva

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E’ meno grave perdere che perdersi.

Giovedì, 16 febbraio 2012 @08:34

"E’ meno grave perdere che perdersi."
(Romain Gary)
Forse è così. Forse preferisco perderti, piuttosto che perdere me.

37 commenti

UNO NON A CASO | Martedì, 21 febbraio 2012 @16:59

Anonima:
Cogli bene. Manco mi conoscessi.
Vero, ogni persona ha le proprie esperienze. Anche brutte. E sono proprio quelle che non si dimenticheranno mai.
Ma individuare in una sola persona, che nulla c'entra, ma al contrario, ti è stata vicina, ti ha compreso e aiutata, il caprio espiatorio di tutto questo (un furto, un tradimento, una violenza...) non può fare altro che provocare rabbia. E anche rancore.
Non ho altro da aggiungere.

Anonima | Martedì, 21 febbraio 2012 @14:45

UNO NON A CASO:
Leggo che questo argomento ti colpisce particolarmente e mi dispiace veramente, perchè colgo in te tanta rabbia. Ogni persona ha nel suo bagaglio esperienze che lasciano profondi segni. E non ho altro da aggiungere
Senza rancore

UNO NON A CASO | Lunedì, 20 febbraio 2012 @09:36

Per anonima:
..Per i valori in cui credo…
Ma quali sono questi valori in cui credi?
La sincerità? La moralità? Ebbene , fra i tanti, se ci fossero almeno questi due, e di sicuro ci dovrebbero essere, allora continuo a non capire. Se vuoi bene a questa persona, se tieni a lui, di sicuro non ti comporti secondo i valori in cui dici di credere.
Se tu hai quei valori, così facendo, li hai sotterrati, perchè comunque vivi una vita "parallela", seppur solo intimamente.
Il che, secondo me, è ancor più grave e desolante.
"preferisco perderlo, piuttosto che perdere me…"
Ti sei già persa. Ma ti sei persa nel momento in cui hai deciso, PER ORA, di perderlo, venendo meno a quei valori in cui dici o pensi di credere o avere.
Non è questione di valori. E’ solo paura di affrontare la realtà.
Diciamolo pure chiaramente: è solo abitudine, convenienza.
Scusami, ma su questo argomento, assolutamente non riesco ad essere "diplomarico" e pertanto esprimo la mia opinione nella sincerità più cruda.

Anonima | Lunedì, 20 febbraio 2012 @09:10

UNO NON A CASO:
tu non sei sincera... tu sentenzi. Qui sta la differenza, puoi avere un'opinione diversa dalla mia, ed è giusto. Ma non è detto che la tua opinione sia quella giusta. Scusa ma non hai colto nulla di quello che ho detto. Anch'io voglio molto bene bene a questa persona, ma noi abbiamo già altre vite, altri mondi, altre responsabilità. Certo si può scegliere di fregarsene di tutto quello che ci sta intorno, e pensare solo a quello che potremmo vivere, ma chiamalo pure egoismo se vuoi, chiamalo modo originalissimo, ho scelto questa strada per ora. Forse come dice la poesia, ho preferito perderlo, piuttosto che perdere me e i valori in cui credo.

UNO NON A CASO | Sabato, 18 febbraio 2012 @23:57

Anonima delle 22.48:
Come fai ad essere felice sapendo che ti vuole bene, che ti pensa ancora e non ti ha dimenticata è infelice proprio per questo????
E me lo chiami bene, ma veramente bene???
E meno male che è stato importante!
Mah, modo originalissimo di voler bene
Essere felici dell'infelcità della persona che è stata importante e a cui si vuole veramente bene.
Mi sa tanto di egoismo sta cosa..
Scusa la sincerità...

Anonimo | Sabato, 18 febbraio 2012 @23:48

Commovo posso dire un amore senza" subbordinazione" notte serena a tutti...

Anonima | Sabato, 18 febbraio 2012 @22:48

UNO NON A CASO:
Non è mia abitudine prendere per i fondelli... e neanche essere fuori di testa.Quando ero più giovane, la pensavo proprio come te. Con il tempo sono cambiata, ho capito che la vita a volte fa strani scherzi e non sempre le cose vanno come vorremmo. Una cosa però posso dirla, quando si vuole bene, ma bene veramente, si è felici di sapere che qualcuno che per te è stato importante pensa ancora a te, che non ti ha mai dimenticato. Ricominciare..potrebbe essere, perchè anche se ho perso, non è mai finita. Continuare... chissà... non lo escludo. Non escludo più nulla

una a caso | Sabato, 18 febbraio 2012 @08:53

....io non ho niente a che fare con te il nikname quasi simile ci accomuna un pò ma ti volevo dire che nel mondo c'è quel poco di felicità che basta a tutti per essere felici se lo dice un bambino di 6 anni bisogna crederci zaino in spalla e via verso nuove asperienze ,nuovi amici ,nuova vita . nonti ritrovare vecchio e pieno di rimpianti ,rimorsi e tutte quelle cose lì ciao

UNO NON A CASO... | Venerdì, 17 febbraio 2012 @23:43

Che strana la vita...Si chiudono gli occhi, si immagina il viso di una persona, sapere che c'è, anche se da un'altra parte, anche se non insieme...e si è felici! E poi..ANCHE SE TI HO PERSO! E' un controsenso. Perchè perdersi allora? Come si fa essere felici così????? O è una presa per i fondelli o si è fuori di testa....
Verrebbe da cantare la canzone di Adriano Pappalardo: RICOMINCIAMO. Ma se è vero quello che è scritto, non bisogna Ricominciare perchè , se così fosse, non si è mai terminato. Meglio sarebbe cambiare il titolo della canzone: CONTINUIAMO.....
NOTTE SERENA...

... | Venerdì, 17 febbraio 2012 @18:41

sms...vuoto...

Anonima | Venerdì, 17 febbraio 2012 @14:03

Chiudere gi occhi, immaginare il tuo viso e sapere che ci sei, che esisti, anche se da un'altra parte,anche se non con me, mi rende felice... anche se ti ho perso.

Anonimo | Venerdì, 17 febbraio 2012 @09:55

Ti ho perso e stata un dolore, ma la tua esistenza mi rende anche felice...basta che esisti mi scusi.

Anna | Venerdì, 17 febbraio 2012 @09:14

E invece io ti ho perso.. e di conseguenza mi sono persa.. Labirinto di pensieri che non finisce mai.. Troverò l'uscita prima o poi?

LISA | Giovedì, 16 febbraio 2012 @21:18

ANONIMO NELLE MATTINE METROPOLITANE: sì, City chiude, alla fine di febbraio. Sto malinconicamente cercando di capire dove "traslocare" i miei Buongiorno, ma nel frattempo mi troverete qui: su web.

LISA | Giovedì, 16 febbraio 2012 @20:58

ANONIMA CHE HA ATTRAVERSATO UNA TEMPESTA DI SABBIA: ho letto, e visto il dolore, come in una tempesta di sabbia. Ma sai non ho capito cos'è successo?

LISA | Giovedì, 16 febbraio 2012 @20:53

UNA: bellissima questa frase. Bello e imperfetto anche il libro, dell'ancor più bella Nicole Krauss.
Per chi non la conoscesse, ecco la mia intervista:
http://www.lisacorva.com/it/view/445/

una | Giovedì, 16 febbraio 2012 @19:21

Lotte combatteva contro la propria trisrtezza, ma si sforzava di nasconderla, di suddividerla in frammenti sempre più piccoli da sparpagliare in luoghi nei quali pensava che nessuno li avrebbe trovati . quanta dignità daLa grande casa di N,Klauss

Demi | Giovedì, 16 febbraio 2012 @17:12

A volte è necessario perdersi, guardarsi da lontano per poi ritrovarsi.

stefano | Giovedì, 16 febbraio 2012 @14:00

Anzi bisogna ritrovasi per non perdersi:-)

Susy_Anne | Giovedì, 16 febbraio 2012 @13:43

"Bisogna perdersi per ritrovarsi"...

annetta | Giovedì, 16 febbraio 2012 @13:25

Concordo...Giusy anch'io trascriverò i tuoi "campi magnetici malandrini" nell'ipad del mio cervello a futura memoria! Però ripeto: una volta che sei stata dentro al Triangolo delle Bermude, e ne sei uscita acciaccata, con le vele strappate, ma salva, ti rendi conto che di malandrino c'è poco o nulla, ci sono solo persone che hanno - per destino o per scelta - percorsi di vita differenti dai tuoi. Timonate gente, timonate...

Anonimo | Giovedì, 16 febbraio 2012 @12:25

Lisa, ho saputo che il City chiude: quanto mi dispiace! Un giornale interessante, e tu un piccolo raggio di sole nelle mie mattine metropolitane! Continuerò a seguirti on web, anche se l'odore della carta stampata ha tutto un altro fascino!!

Anonimo | Giovedì, 16 febbraio 2012 @12:09

Quanto modstia ammettere propri errori!

..... | Giovedì, 16 febbraio 2012 @12:09

Meglio perdere una partita che perdere la bussola della propria vita.
@Giusy: "campi magnetici malandrini": mai espressione più appropriata per descrivere certe situazioni! Breve e sintetica, mi piace! Questa me la scrivo!

Giusy | Giovedì, 16 febbraio 2012 @12:06

... e a tutti voi.

Max | Giovedì, 16 febbraio 2012 @12:05

Il costo di perdere me stesso è troppo alto. Neache tu ne vali la pena, quindi se dovessi scegliere, sceglierei mille volte di perdere te e non di perdere me. A volte uno sfogo con persone ignote su un blog è meglio di una seduta fiume da uno psicanalista!!

Giusy | Giovedì, 16 febbraio 2012 @12:04

Sì! una regola veramente saggia che dovremmo sempre applicare: mai perdere la bussola anche se a volte si può incappare in campi magnetici malandrini.
La trascriverò sul mio calendario (in cucina, of course) come monito e riferimento. Forse non ne ho più necessità ma non si sa mai...Buon pomeriggio a tutte voi.

Spring | Giovedì, 16 febbraio 2012 @11:54

E' grave perdersi quanto perdere ogni speranza. A ognuno la sua esperienza di vita.

ivanka | Giovedì, 16 febbraio 2012 @11:40

Se perdo te...cosa farò di questo amooooreeee....è una vecchia canzone o sbaglio? Buongiorno a tutti!

Anonimo | Giovedì, 16 febbraio 2012 @11:37

E si, ho preferito perdere te, piuttosto che perdere me.

Anonimo | Giovedì, 16 febbraio 2012 @11:34

Ma sono sicura che a lui non interessa niente, non interessa il mio perdono. Non è una cosa che serve a lui, ma piuttosto a me, per dimenticare. E andare davvero avanti. Così come vorrei tanto chiedere io a lui perdono per tutti gli errori commessi. E per il rispetto che non ho avuto per i suoi sentimenti. Ma sono sicura che neanche questo gli interessa. Perchè lui ha un concetto di perdono che implica responsabilità delle proprie azioni e tante altre cose che non sto qui a spiegare ma che apprezzavo tanto. Le sto affrontando tutte le mie responsabilità. Così come sto scontando le mie pene. Vorrei solo dirti che mi dispiace, davvero. Che non riesco ancora a superarlo. Che ho sbagliato tanto. Ma quello che hai fatto non andrà mai via dalla mia vita, e lo sai che sono orgogliosa e tutto il resto. E so che tu sei peggio di me.

Anonimo | Giovedì, 16 febbraio 2012 @11:22

Perdermi è stata l'esperienza più amara e pericolosa della mia vita. Ancora oggi, cicatrici segnate da errori cruciali che ogni giorno, immancabilmente, fanno capolino nei miei pensieri facendomi rivivere il mio dolore, ricordandomi ciò che sono stata e che non voglio essere mai più. Dolore che si è instillato nel più profondo della mia anima, ormai rumore di fondo di tutte le mie giornate. Mi fa compagnia, appena sveglia al mattino, durante il giorno. Nelle mie notti.
Quando credevo che la mia vita fosse finita. Quando credevo di non essere stata mai capace di amare, quando pensavo di essere una donna che non valeva niente. Una superficiale. Una poco di buono. Una traditrice. Trattata come l'ultima delle donne. Peggio di un animale. Ho ancora la sensazione terribile che quella sera mi avrebbe fatto del male fisico, a corredo di tutte quelle parole come pietre scagliate a una velocità spaventosa che uscivano dalla sua bocca con l’unico scopo di seppellirmi, che risuonano ancora nella mia mente come un eco infinito di un qualcosa che non passa. Eccomi, con le mie colpe, diventata l'ombra di me stessa, in un baratro senza tempo. E pensieri negativi, di farla finita, di non riuscire a reggere ciò che stava succedendo. La mia vita sgretolata, fatta a pezzi, diventata un pugno di sabbia. Non solo la mia. Dolore su dolore. Ma poi una luce mi è venuta incontro. Piccola, fioca, provata dal dolore. Mi ha riscaldata. Mi ha tenuta in vita. Una mano tesa. Un cuore teso verso di me.Quell’amore che credevo di non meritare più. Di non esserne degna. E quell'amore di cui credevo di non essere più capace. O, peggio ancora, di non esserne mai stata capace. E combattere contro me stessa e contro tutto per reagire, per diventare un aeroplano e avere la forza di riprendermi ciò che sono, di riprendermi la mia vita e farne molto di più, con un desiderio che permea ogni fibra del mio corpo, cercando di far fuoriuscire la mia anima da me stessa per capire quanto sia forte il desiderio di andare avanti. Di vivere. Di ricominciare. Di essere felice.
Ho attraversato una tempesta di sabbia dalla quale non so come sono uscita né se ne sono davvero uscita. I miei incubi mi dicono che ci sono ancora dentro, nonostante le mie giornate siano soleggiate. Ma di una cosa sono sicura: io non sono più la stessa che vi è entrata.
E pensare che prima di incontrare lui, non conoscevo cosa fosse l'odio, ne ero felicemente immune. Ora purtroppo so a mie spese che è un sentimento che si mangia l'anima e la corrode. Ci faccio i conti ogni giorno.
"Perdona e dimenticherai". Devo prima perdonare me stessa. Non so se riuscirò mai a farlo. Lui non lo perdonerò mai. Non ne sono in grado.

carla | Giovedì, 16 febbraio 2012 @11:01

Parole sante!

ANNETTA | Giovedì, 16 febbraio 2012 @10:21

A volte è assai difficile mantenere la rotta e non perdersi dietro alle vele di qualcuno che pare navigare a vista. Ma vale la pena di provare: tu mantieni la tua rotta, può essere che quel qualcuno decida di cambiare la sua e seguire te. Devi però accettare il rischio concreto che lui prosegua per i suoi mari, per te sconosciuti o perigliosi. E se questo avviene vuol dire che nemmeno lui stava navigando a vista, stava semplicemente andando da un'altra parte rispetto a te. Alla fine vince chi sa essere il miglior skipper di sè stesso, aggiustando il tiro con l'altro se si riesce, ma mantenendo la propria rotta personale....Oggi mi sento velista, buon vento a tutti!

Hermione | Giovedì, 16 febbraio 2012 @10:18

Giustissimo! Da ricordare sempre.

alice | Giovedì, 16 febbraio 2012 @09:53

Verissimo e molto saggia!!! Ciò che devi essere.

una | Giovedì, 16 febbraio 2012 @08:45

....buon giorno una frase saggia a concludere tanti discorsi di ieri .....

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.