Lisa Corva

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Miriam Mafai, l’importanza del tweed e della trasgressione.

Martedì, 10 aprile 2012 @09:42

"La guerra è proprio finita. Le donne si rimettono le calze, si sposano, abortiscono, partoriscono, lasciano il lavoro, cercano il lavoro, affollano le parrocchie, vanno in sezione, voteranno per la repubblica, voteranno per la monarchia. Ricorderanno la guerra. La dimenticheranno. Fino alla prossima trasgressione."
(Miriam Mafai)
L'importanza della trasgressione.


Questa, così potente (ma la guerra è stata davvero una trasgressione, perché ha obbligato le donne a cercare un nuovo posto nel mondo) è la frase finale di "Pane nero", Mondadori, che ho ripreso in mano ieri, dopo aver saputo della morte di Miriam Mafai: lei, antifascista, comunista, figlia di artisti, compagna di un partigiano, madre… Ma soprattutto una donna che ci ha insegnato – scrivendo – ad essere più donne, diversamente donne, donne nuove.

Chissà cos’avrebbe detto, la Mafai, se le avessi raccontato che il suo più bell’epitaffio l’ho letto su Facebook. Forse si sarebbe fatta una delle sue roche risate. Forse le sarebbe piaciuto, diventare uno stato d’anima (ma sì, in fondo lo "status" è questo) di una poetessa, Francesca Genti: "Grandi vecchi, perché morite?". A cui un amico (uno di questi non meglio precisati "friends" che incrociamo su Facebook) ha risposto: "Per farci capire come la vita va vissuta".
Com’è, vero, Miriam. Per me, che ti ho conosciuto, che ti leggevo ogni settimana su Grazia (più che leggerti, facevo i titoli della tua rubrica, cercando ogni volta di non mettere "donne" nel titolo, perché il titolo era proprio questo, "Le donne parlano"). Miriam che non ho interrogato quando ancora potevo, ed ho sbagliato. Perché chissà quanto avresti potuto ancora dirmi, raccontarmi, sgridarmi (ma sì, e ne avrei avuto bisogno). Miriam che mi ha regalato una frase che è sul retro della copertina di Glam Cheap, viatico per il mio romanzo. Miriam che una volta mi ha detto: bello il tuo articolo sul tweed. Bello? Mi ha quasi imbarazzato. Lei che scriveva di politica, io di (necessaria) frivolezza… Ma mi piace pensare che il tweed forse le ricordava gli anni dopo la guerra, anni di ricostruzione, di battaglie, scarpe basse e, appunto, tweed. Sai che a me, Miriam, il tweed non è mai piaciuto? Troppo severo, in fondo. Troppo rude. Ma è così che voglio ricordarti: una donna severa e rude, capace di ridere e di ripensare a un tailleur. E se penso a cosa ho imparato da te (così poco), di una cosa sono sicura: tutti quegli anni, tutte quelle lettere, quelle voci di donne a cui rispondevi, tutto questo mi è passato dentro. In un qualche modo che forse non so ancora. E se non ho imparato ad essere più seria e severa, ho imparato però che amore, per una donna oggi, è anche lucidità. E che non bisogna imbrogliare, neppure nei sentimenti. Vero, Miriam?

11 commenti

Aminta | Mercoledì, 11 aprile 2012 @09:21

Corriamo forza corriamo anche se Atenei, Cda, Nosocomi - la lista sarebbe lunga - pullulano di vincitori "dopati"

annetta | Mercoledì, 11 aprile 2012 @08:18

Grazie Lisa, confermo che è un mantra bellissimo, che dovremmo ripetere a noi stesse tutti i giorni anche e soprattutto se bambine non siamo più. Forza e coraggio girls!

LISA | Mercoledì, 11 aprile 2012 @07:31

CARLA: ho cercato in rete e le parole di Miriam dovrebbero essere queste, su Repubblica dell'8 marzo 2011. Un incoraggiamento per tutte noi.

"Corri, bambina, corri… Tu che hai buona la testa, le gambe e il cuore. Corri senza rallentare davanti agli ostacoli, alla stanchezza, alla nostalgia (che pure talvolta ti coglie) del tempo della lentezza e della protezione. Corri per arrivare dove avevi deciso, per soddisfare il tuo sogno e la tua ambizione. La modestia, la rinuncia alle proprie ambizioni, se pure riuscirono, segretamente, a nutrirle, fu il connotato delle donne delle generazioni che ti hanno preceduto, donne educate alla modestia e alla rassegnazione, a mettersi al servizio dell’ ambizione del maschio della famiglia, fosse il marito, il fratello, il figlio. Tu sei diversa, tu hai deciso di arrivare dove ti sei proposta.
Tra le donne che oggi hanno successo, molte portano nomi illustri. Hanno successo, dunque, per diritto ereditario. Tu non hai un nome illustre, né una famiglia importante alle spalle, ma hai buona la testa, le gambe e il cuore. E hai diritto a correre, e ad arrivare prima se la corsa non sarà truccata. Noi, della generazione che è venuta prima di te, una generazione che si è impegnata nella corsa, che spesso ha vinto, che più spesso ha perso, ti daremo una mano, se ce la chiederai. Ma tu devi sapere che hai diritto a una corsa non truccata, che hai diritto al successo".
Miriam Mafai, 8 marzo 2011
http://www.repubblica.it/cronaca/2011/03/08/news/futuro_rosa-13315055/

Aminta | Martedì, 10 aprile 2012 @20:42

mi aggrappo all'esempio della bella persona qui ricordata per consolarmi dello squallore più o meno recente di alcune figure femminili. Persino l'avaro Montanelli aveva speso per Lei parole di rispetto e considerazione. Mi sei piaciuta Lisacorva e mi è piaciuta anche Carla e tutte voi con il vostro pensiero al quale mi unisco.

domo | Martedì, 10 aprile 2012 @18:06

prima alda. poi miriam, tante anime belle che proseguono il viaggio e ci aspettano lungo il cammino. Mi dico questo per tentare di sorridere. Ciao anime belle.

giorgia | Martedì, 10 aprile 2012 @17:20

Il buongiorno di oggi mi ha emozionata tanta e mi ha fatto capire meglioe e credere un canzona che s'intitola (dopo la pioggia il bell tempo) grazie lisa

annetta | Martedì, 10 aprile 2012 @15:57

Carla- non conosco quell articolo ma solo l incipit mi emoziona. Come giusy penso che un "piccolo" gesto come il tuo renda davvero "grande" un insegnante. Proprio ieri sera ero a una cena con I miei ex compagni di liceo a 30anni dalla maturita e mentre di alcuni insegnanti ricordavamo tutto...vizi vezzi, piccole manie e virtu, di altri manco il cognome. E non dipdndeva assolutamente dalla materia, ma dalla loro anche a volte severa umanita. Col tuo gesto ti sei guadagnata un posto nel walhalla delle tue alunne. Perche non mandi l articolo a lisa cosi magari lo pubblica e ne godiamo anche noi? Lisa che ne dici? Buona pasquotta a tutte...come ha detto un mio compagno ieri riferendosi a oggi.

francesca genti | Martedì, 10 aprile 2012 @14:30

Bellissimo Lisa, ciao Miriam, un glicine per te in questo ventoso giorno di primavera.

Giusy | Martedì, 10 aprile 2012 @14:00

E io mi sono commossa al ritratto, al ricordo che Lisa ha fatto qui sopra. Bellissimo. Sono andata a riprendere GlamCheap "con tono lieve e ironia Lisa Corva racconta quell'universo..." Non aggiungo altro, mancherà la sua figura speciale, pura. E brava Carla, gli insegnanti trasmettono, quando vogliono e ne hanno la capacità, messaggi importanti.

Carla | Martedì, 10 aprile 2012 @12:58

Mi sono commossa ieri alla notizia come se fosse stata una nonna lontana, ho ripensato( anch'io ) alle volte che leggevo su Grazia le sue risposte e ne ho tratto tanti insegnamenti, e l'ultimo l'ho voluto regalare l'anno scorso alle mie alunne : un piccolo articoletto su Repubblica per le festa della donne. Iniziava così: Corri bambina che hai gambe buone e cervello buono, corri la tua corsa...
Ecco non dimentichiamoci di correre ancora, per non disperdere la sua voce!

Anonimo | Martedì, 10 aprile 2012 @10:41

(no comment) buon inizio settimana a tutti...

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.