Lisa Corva

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Lei, lui e gli spermatozoi: dopo l’aspirante madre, l’aspirante padre.

Domenica, 15 aprile 2012 @17:57

Fa un certo effetto, dopo aver scritto "Confessioni di un’aspirante madre" (ovvero il libro rosa, ovvero il libro di Emma, il mio primo libro, uscito per Sonzogno nel 2005), leggere le confessioni… di un aspirante padre. Ne ho parlato su Grazia.

Lui e gli spermatozoi. Anzi, gli "animalcules". Così Simone Lenzi, del gruppo rock Virginiana Miller, nel suo primo libro "La generazione" (Dalai Editore), che sta già diventando un film, racconta il punto di vista maschile sui misteri della sterilità, prendendo a prestito un termine desueto dei primi esperimenti sul tema. Per la precisione, da Antoni van Leeuwenhoek, che a Delft nel 1700 studiava tutto al microscopio, anche il suo stesso sperma. E, tra abati e medici di corte, in un surreale controcampo, ecco la storia di Guido, portiere di notte, che insegue un bambino che non arriva, e Antonia, che ad ogni mestruazione lo guarda e dice di sentirsi "scadere"... Aspirante padre: ovvero, come riassume Lenzi, "uno al quale si chiede apparentemente solo di masturbarsi un paio di volte in uno sgabuzzino".

E la "scena dello sgabuzzino" in ospedale è una delle più dolceamare del libro. Però un’aspirante madre, se va bene, si confida con la sua amica del cuore (ma anche no: l’invidia delle pance è sempre in agguato, come sa bene Emma); o in rete, con le altre "fivettare" (Fivet, ricordate?, è l’acronimo di fertilizzazione in vitro con embrio-transfer). Mentre un aspirante padre, con chi parla?
"L’aspirante padre del mio libro, che ha un sacco di tempo anche perché fa il portiere di notte, e sta sveglio quando tutto il resto del mondo beatamente dorme, cerca di rispondere interrogando la sapienza umana, i grandi medici e i filosofi del passato che dagli animalcules in avanti si sono posti la domanda sulla "generazione" prima di lui. Lo fa perché ama leggere e perché non ha nessuno con cui parlare, se non i libri".

Il tuo aspirante padre è molto solo…
"Ma è così. Il maschio che vive un percorso di procreazione assistita si trova spesso in una condizione di profonda solitudine. Quella specie di liturgia farmacologica che invade il corpo della donna, lo riguarda solo passivamente".

Eppure sono struggenti le pagine in cui lui, nel bagno di un treno, fa le iniezioni di stimolazione ormonale alla moglie; quasi una "cerimonia privata", per usare le tue parole; in cui, ogni volta che le buca la pancia con una siringa, la prende come "legittima sposa", forse più del giorno in cui le ha messo l’anello al dito. E’ un modo surreale e tenero di raccontare il cammino della Fivet…
"Perché l’aspirante padre deve o dovrebbe esserci, rispondere, calmare, ascoltare, accogliere le ansie della compagna; ma spesso non ha nessuno con cui parlare. Di che dovrebbe parlare, del resto? Non è il suo corpo che viene messo in gioco in tutte quelle manipolazioni ospedaliere".

E il ruolo dell’aspirante padre dunque qual è, a parte il monologo con gli "animalcules"?
"Al netto del prelievo del seme, il suo compito diventa quello di riuscire a scardinare con la sua compagna il ricatto dell'equazione fra femmina e madre, e quello fra maternità come accoglienza e funzione biologica. Deve dimostrare a se stesso che, qualunque sia la risposta, la cosa più importante è essersi posto quella domanda insieme ad un altro essere umano".

Tua moglie, cos’ha detto del libro?
"Mia moglie è stata la mia prima lettrice. Mi ha detto che il libro l’aveva commossa e divertita. Ho creduto allora di aver conquistato la parte di pubblico cui tenevo di più".

Vorresti che un lettore, o una lettrice, chiudesse il tuo libro e pensasse…
"Che il senso ultimo del nostro stare al mondo non dipende mai dalla realizzazione di un desiderio, ma dalla passione che ci ha portato a concepirlo".

Non sei (ancora) padre, ma sei figlio. Il miglior consiglio che ti abbiano mai dato i tuoi genitori?
"Più che un consiglio è stato un esempio costante: si può sorridere di tutto ed essere persone serie."

Il film di Paolo Virzì tratto dal tuo libro arriverà nelle sale come "Tutti i santi giorni". E sono anche un po’ invidiosa: anche a me sarebbe piaciuto un film tratto dalla storia di Emma… Ma già un film, com’è possibile?
"Semplice: siamo entrambi livornesi, e amici; Virzì aveva letto il libro ancora in bozze".

Il protagonista del film è Luca Marinelli (già visto in "La solitudine dei numeri primi"). Mentre l’aspirante madre è un’esordiente: Thony, una giovane cantante siculo-polacca. E’ vero che l’hai scoperta tu su web, e proposta a Virzì?
"Eravamo al telefono e Virzì mi raccontava di come vedeva il personaggio di lei. Ci vorrebbe una cantante, diceva. Una che ha mollato famiglia e paesello ed è venuta a cercare fortuna a Roma. Magari siciliana. Così, mentre parlavamo, ho semplicemente digitato "cantante siciliana" su Google, e Google ha fatto il miracolo. Abbiamo visto le foto di Thony - che in realtà si chiama Federica Johanna Victoria - su Myspace, ascoltato un paio di suoi brani. Virzì l'ha scelta al volo. Detto questo però non me la sento di garantire che, digitando "amante perfetto" su Google, chi ci sta leggendo in questo momento trovi il paradiso…".

2 commenti

Emma | Domenica, 15 aprile 2012 @23:28

ogni tanto passo di qui per leggere i tuoi pensieri talvolta rubati a poeti e scrittori che non conosco...e oggi...ecco qua che si ripresenta "la vita in vitro" dal punto di vista diverso da quello cui sono abituata...sarà interessante leggerlo e spero che sia divertente e dolorosamente vero come il "libro rosa" che è ancora sul mio comodino...

bro | Domenica, 15 aprile 2012 @18:32

ma hai intervistato Simone Lenzi? che scoop

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.