Martedì, 24 novembre 2009 @09:23
"Mi ha baciata così lentamente, con la bocca aperta, che ogni singola parte del mio corpo – la pelle, le clavicole, gli incavi dietro le ginocchia – tutto dentro di me si è riempito di luce".
(Kathryn Stockett)
Senza di te, tutto è grigio, tutto è buio. Quindi, ti prego, avvicinati. Stringimi: più forte. E baciami: aspetto che il tuo bacio faccia luce nel mio buio.
(La frase che ho scelto per la mia rubrica su City, oggi, parla d’amore. Ma il romanzo da cui l’ho tratta parla, invece, di amicizia, di solidarietà al femminile: quella tra una ragazza bianca, ricca, troppo alta, e troppo affamata d’amore e di vita; e delle domestiche e delle bambinaie di colore che le stanno intorno; all’epoca, donne quasi invisibili. Quando? All'inizio degli anni Sessanta, in una cittadina nel Mississippi: quando il mondo stava per cambiare, gli anni di Kennedy e di Martin Luther King… Il romanzo si intitola "L’aiuto", Mondadori, e ho appena finito di leggerlo: bello. Bella anche la post-fazione: l’autrice, una giovane e bionda americana, lo dedica alla sua bambinaia di colore, quasi una seconda madre)
PAT | Mercoledì, 25 novembre 2009 @13:12
Noi amiamo... vogliamo essere riamate e.. soprattutto speriamo di essere riamate.... Cosa c'è effettivamente di più bello di un abbraccio, di un bacio.... E' inutile parlare quando questi gesti possono esprimere tutto....Il calore che senti dentro di te quando sei vicina alla persona che ami, quando puoi stringerlo tra le braccia è... che cosa è... come si può spiegare, bisogna provarlo, bisogna abbracciare ed essere abbracciati... Chi l'ha provato sa cosa voglio dire!!!! E' inutile parlare quando negli occhi dell'altro vedi.... "LA LUCE"
LISA | Mercoledì, 25 novembre 2009 @07:36
Per QUELLA SONO IO: bellissimo quando una poesia, un libro, un film parlano a noi, parlano di noi, siamo noi. Il mondo sembra più leggero. Per OLGA: Szymborska. E le valvole del nostro cuore.
Anonimo | Martedì, 24 novembre 2009 @21:39
aspetto i tuo baci, aspetto che ritorni per non lasciarti piu'.
aferdita | Martedì, 24 novembre 2009 @18:12
Mentre leggevo questa frase, mi sono fermata un attimo, perché ho sentito un brivido lungo la schiena. Incredibile la sensazione che ti provoca, e quando vedo non sono stata l'unica. Poi ricordando ne ho trovato tanti di quei baci indimenticabili, ma più di tutti rimane il primo. Quel dolce, caldo e interminabile bacio, che ti fa salire al settimo cielo, e ti spalanca la porta del amore.
Grazie Lisa, grazie di cuore! Che bello poterti conoscere il 4 dicembre, spero tanto di esserci.
quella sono io | Martedì, 24 novembre 2009 @12:08
stamani la mia amica mi dice guarda cosa c'è scritto su City,no non può essere,sono io,è quello che mi è successo quasi un mese fa,sono innamorata di lui,ma non controcambiata,e dicendogli che non l'avrei più rivisto,salutandoci ci siamo sfiorati le labbra, è la stessa descrizione della scrittrice, la sensazione che ho provato,grazie Lisa,mi hai fatto sognare nuovamente
olga | Martedì, 24 novembre 2009 @11:44
"le valvole del mio cuore"
Lisa, ciao, oggi per caso, ho letto la poesia che tu avevi scelto per il 5 Maggio. Adesso capisco perchè non ci sono stati commenti. ho pianto. E mai come stamattina ho sentito le valvole del mio cuore. Il mio cuore che grazie anche a te è rimasto vivo e forte. un abbraccio tutto est, dove "ogni inizio infatti è solo un seguito, e il libro degli eventi è sempre aperto a metà"

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole e della poesia. Schegge di luce da trasformare in sms, da ricopiare sull’agenda, da far viaggiare per il mondo via web. Per questo mi trovate qui ogni giorno.
Troverete la mia rubrica di City, i miei articoli fintoglam per Grazia, le mie interviste. Ma soprattutto troverete me. E quando chiudete il computer, aprite uno dei miei libri!
Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, come può testimoniare rassegnato il consorte, dal profumo di rose.