Lisa Corva

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Quando sarò vecchia mi vestirò di viola, con un cappello rosso che non si intona e non mi dona.

Venerdì, 27 luglio 2012 @09:24

"Quando sarò vecchia mi vestirò di viola
con un cappello rosso che non si intona e non mi dona.
E spenderò la mia pensione in brandy e guanti estivi
E in sandali di raso, e poi dirò che non abbiamo soldi per il burro.
Mi siederò sul marciapiede quando sarò stanca
E arrafferò assaggi di cibo nei negozi, suonerò tutti i campanelli
Farò scorrere il mio bastone sulle ringhiere
E mi rifarò della sobrietà della mia giovinezza.
Uscirò in pantofole sotto la pioggia
E raccoglierò fiori nei giardini degli altri
E imparerò a sputare.

Quando sei vecchia puoi indossare assurde camicie e ingrassare
E mangiare tre libbre di salsicce in un colpo solo
O solo pane e sottaceti per una settimana,
E accumulare penne e matite e tappi di bottiglia e cianfrusaglie nelle scatole.

Ma ora dobbiamo indossare vestiti che ci tengano asciutti,
E pagare l’affitto e non dire parolacce per strada
E dare il buon esempio ai bambini.
Dobbiamo invitare amici a cena e leggere il giornale.

Ma forse dovrei cominciare a fare un po’ di pratica adesso?
Così chi mi conosce non rimarrà troppo scioccato e sorpreso
Quando improvvisamente sarò vecchia, e comincerò a vestirmi di viola".
(Jenny Joseph)
Sì, forse dobbiamo tutti cominciare a vestirci di viola, o a metterci un cappello rosso. Piccole pazzie quotidiane, per strizzare l'occhio al mondo.

Da questo piccolo buffo poema in inglese, è nata una vera e propria Red Hat Society, di ironiche signore decisamente over 50, che si ritrovano indossando un cappello rosso: in America sono ormai un milione e mezzo. (L’autrice poi è stata rintracciata: si chiama Jenny Joseph, è un’inglese nata nel 1932, e prima di diventare la lady con il cappello porpora si è guadagnata da vivere scrivendo libri per bambini). Perché le poesie hanno una seconda vita, una vita segreta: su web. Ma in genere, all’insaputa dei poeti. Lì passano di sito in sito; vengono tagliuzzate, manipolate, strapazzate e soffocate di emozioni non loro. Finiscono in un’e-mail circolare o in uno degli innumerevoli blog che popolano la rete (come il mio). E a volte succede persino che cambino autore.
L’esempio più eclatante? Neruda. Una poesia struggente, il cui incipit è "Lentamente muore". Peccato non sia del poeta cileno premio Nobel, ma di una scrittrice brasiliana quarantenne, Martha Medeiros (pubblicata in Italia da Cavallo di ferro). Eppure, spacciata per Neruda, ha conquistato i romantici di tutto il mondo.
Ma a me piace la poesia di oggi, l'idea di infilarsi in testa un cappello rosso e godersi la vita...


Vi ricordo che, come ogni venerdì, trovate il Buongiorno di oggi anche in inglese: Friday Lisa. E che con Twitter potete avere il mio Buongiorno ogni mattina, sul vostro telefonino.

9 commenti

lia.mo | Venerdì, 27 luglio 2012 @15:13

Messaggio fiorito: oggi al mercato ho comperato un mazzo di rose giallo/aracio, bellessime! :-)

LISA | Venerdì, 27 luglio 2012 @14:48

Quindi le signore col cappello rosso esistono davvero! Grazie, Elena, della cronaca fiorentina.

ElenaC. | Venerdì, 27 luglio 2012 @14:41

Ciao Lisa, eccomi! Come ti dicevo, qualche anno fa le strepitose signore col cappello rosso e viola hanno organizzato la loro convention qui a Firenze ed era tutto un turbinio di scialli e nastri e cappelli colorati per tutto il centro: gioiose ragazze, alcune anche un pò attempate e cicciotte, che allegramente girovagavano a gruppetti su Ponte Vecchio, Piazza Pitti e gli Uffizi, lasciando allegre scie di colore e risate e forse anche profumo di violette, erano veramente irresistibili. Ne ho incontrate molte quel weekend primaverile, mentre mi spostavo dallo studio ad un cantiere che avevo in centro e come al solito cercavo di sopravvivere alle orde di turisti sguaiati che affollano Firenze vestiti come moderni Indiana Jones in calzoncini e marsupi: ricordo che aver incrociato tanti colori e tanta eleganza festosa mi aveva colpito! Non sapevo cho fossero ma poi lessi di loro su un quotidiano e mi appassionai alla causa, scoprendo anche i versi di questa poesia che è deliziosa.
W le ragazze co cappello rosso e viola, il loro buonumore era contagioso e le ho quasi invidiate!
Creiamo un gruppo analogo anche noi, Lisa?
Adesso!
Proprio come dice la poesia: "Ma forse dovrei cominciare a fare un po’ di pratica adesso?
Così chi mi conosce non rimarrà troppo scioccato e sorpreso
Quando improvvisamente sarò vecchia, e comincerò a vestirmi di viola".
Grazie di aver riportato alla mia memoria questa poesia e quel ricordo spensierato!

lia.mo | Venerdì, 27 luglio 2012 @11:55

Molto bello questo buongiorno. Allegro, colorato, insomma felice noncurante degli altri. Molto molto......

annetta | Venerdì, 27 luglio 2012 @11:41

@giusy...fiera di averti distolta dalla casalinghitudine per deIdicarti alla musica e alla poesia...i panni possono aspettare, soprattutto quelli del marito :-)

Giusy | Venerdì, 27 luglio 2012 @11:09

Molto british il poema, divertente, ironico. mi è piaciuto. Se resisterò ancora una decina d'anni (o più) prometto che non sputerò per terra, forse avrò un cappello coloratissimo, foggia Borsalino - è l'unica che forse mi dona - ruberò caramelle dal mio fornitore di sigarette e fiori dalle recinzioni. Per il momento, mi sono regalata una petite robe ROSSA. Prodromo della vecchiaia???
Annetta, ho abbandonato il ferro da stiro per Chavela Vargas: "las simples cosas"...bellissimo il testo..."uno vuelve simple a los viejos sitios donde amò la vida" Se il cumulo della biancheria è ancora lì, la resposabilità è tua e soprattutto di Lisa. Vergogna!

Francesca11 | Venerdì, 27 luglio 2012 @10:32

Faccio pratica da sempre, pecora nera non per vezzo ma per necessità, per naturale inclinazione... E anche se non lo faccio per ottenere uno scopo, paga anche... Insomma viva la libertà di essere se stessi!

annetta | Venerdì, 27 luglio 2012 @09:55

Perchè aspettare di essere vecchi per essere sè stessi? Prima si comincia meglio è, ed essere sè stessi è il miglior modo per essere amati. E se chi non mi ama non mi seguirà, pazienza, ce ne faremo una ragione e troveremo qualcuno che ci apprezzi esattamente per quello che siamo. E senza alcun bisogno di mettersi un cappello rosso in testa o di tatuarsi il corpo per dimostrare al mondo che siamo esseri unici ed irripetibili.

una a caso | Venerdì, 27 luglio 2012 @09:35

...evvai! un bel modo per sentirsi ancora viva, vivace e guardata !

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.