Lisa Corva

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Amo le onde, le trasparenze, la penombra, il batuffolo di nebbia dell’attesa, quel che m’invita a essere al di là della cenere.

Giovedì, 1 novembre 2012 @10:38

"Amo le onde,
le trasparenze, la penombra,
l’arpa di vetro d’amore,
le nervature di una foglia
ferita dal cielo, la roccia dell’anima
che un gioielliere scalpella.

Amo il batuffolo di nebbia dell’attesa,
i guanciali di luglio, il frullo d’ali
di un merlo cieco,
le venature del sonno,
lo scheletro di un giglio,
la memoria dell’acqua.

E la danza dell’aria e del profumo
che m’invita a essere
al di là della cenere."
(Roberto Lamantea)

Quel che leggo nella cenere.

I versi di oggi sono un regalo del mio personale "spacciatore di poesie" (sì, ce l’ho anch’io, come nel mio romanzo): grazie a Mauro Querci, dunque, per questi versi, tratti da "Nel vetro del cielo" (Amos Edizioni). Mi piacciono così tanto che ho provato a tradurli in inglese. Li trovate in Lisa globish.

1 commento

Gabriella | Giovedì, 1 novembre 2012 @14:34

Che poesia..delicata (non mi viene in mente aggettivo migliore). Quel soffermarsi sulle nervature di una foglia/ferita dal cielo. peccato che queste case editrici di nicchia, raffinatissime che pubblicano poeti "speciali" non abbiano facilità di distribuzione.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.