Lisa Corva

Cronaca (quasi glam cheap) dell’incontro romano in libreria.

Domenica, 6 dicembre 2009 @10:18

Ebbene sì, immagino che la cronaca tocchi a me. Sapete che è la prima volta che faccio l’autrice con davanti un vassoio di pasticcini? Proprio sotto il mio naso? Difficile parlare e concentrarsi con bigné al cioccolato a portata di olfatto. E io non sono stata per niente eroica, credo di averne mangiato una decina.
Questa è stata una delle tante sorprese della serata. La prima è che siete tutte (tutti, c’era anche qualche uomo) simpatici. Ed è stato emozionante dare un volto ai nomi che ogni tanto appaiono qui sul blog: Aferdita e i suoi racconti di migrazione e di patria lontana; Paola che ama i libri (e i tacchi) e quando sorride le luccicano anche gli occhi; Alessandra al di là del fiume, e così glam (le ho invidiato collane e orecchini design, e anche la borsa, Marni, vero? Non ho voluto fare troppo Stella dallo Sguardo Prezzante); Claudia mamma del gladiatore con al collo un ciondolo-cameo antico e il viso di una donna così simile a lei; Heidi-che-non-si-chiama-Heidi e una malinconia dolce addosso, e… e… una persona che purtroppo non c’era, Lila, che lotta contro il buio. E le nuove arrivate, tra cui Marinella, la psicologa, dallo sguardo attento sui miei Buongiorno che si sparpagliano come coriandoli in metropolitana, nel traffico, sul video di questo blog.
Già, perché proprio di questo abbiamo parlato: di come le schegge di poesia, oroscopi esistenziali, briciole poetiche (cito: sono vostre parole!), possano arrivare al cuore, far girare lo sguardo. Via, lontano dal traffico, lontano dalle preoccupazioni del conto corrente o di una telefonata che non arriva; lontano dalle ansie, dalle noie, dalla solitudine o dal frastuono di ogni giorno. Sapete perché ho scelto, proprio per venerdì, i versi di Jan Skácel? Perché quella castagna bruna, lucida e liscia, che a volte raccogliamo d’autunno, per terra, nei parchi o nei boschi; quella è per me la poesia: qualcosa che possiamo tenere in mano, conservare in tasca. Un talismano. Qualcosa che ci consoli, ci dia coraggio, ci porti indietro, nei territori dei ricordi, e ci faccia guardare al futuro. Una poesia tascabile, che possa finire in un sms, dentro un moleskine; o che semplicemente quel giorno, fermi al semaforo rosso dell’incrocio, in piedi su un autobus, o davanti al computer, ci faccia girare, in alto, altrove, lo sguardo.

Ma abbiamo anche riso, in libreria, mentre io cercavo di non finire tutti i bigné. Abbiamo parlato di Emma, dell’Armadio del Riciclo, di Missioni Suicide e di Casalinghe Telematiche, e degli uomini "Ciao come sto?" (pare che ce ne siano molti in giro).
Abbiamo parlato di Stella, e Paola che ama i libri mi ha confidato che, nel suo anno sabbatico, è in cerca - anche - della Borsa Definitiva (argomento assolutamente glam cheap, specie se la borsa non deve costare come un affitto).

Già, a proposito di Stella. Lei mi chiederebbe com’ero vestita, e quindi ve lo racconto.
Il cappotto era della mia amica stilista Colomba Leddi, verde scuro, dal taglio a vestaglia un po’ jap; ma dentro è morbidissimo, con una stampa di un dettaglio colorato e macro-ingigantito:
www.colombaleddi.it
Il vestito era di un’altra mia amica stilista, Monika Varga, abiti di jersey che stanno bene alle donne-con-curve:
www.monikavarga.com
E ai piedi un paio di sandali altissimi! No, non Caovilla, ma di Roses’ Roses, ovvero di Rosa Aiuto, con tacco vertiginoso e comodissimo, e di un incredibile rosa. Le chiamo le mie scarpe di pitone rosa, anche se forse sono di galuchat (ovvero di razza), o forse è meglio non sapere di cosa siano, basta che mi facciano camminare senza inciampare, nella vita, ma anche sui sanpietrini romani in una serata di pioggia… Come è successo!
www.rosesroses.it

Infine (pensavate avessi finito?), sono stata nutrita (la serata si è conclusa a cacio e pepe e carciofi alla romana, slurp), e… ho ricevuto ben due regali. Uno di carta (Le 101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita, allora volete proprio che torni? Anche se ce n’è una suggerita da voi che nel libro non c’è, un piccolo museo di uno scultore amico di Henry James che non voglio assolutamente perdere); e un regalo commovente e profumato alla rosa.

Conclusione: l’Autrice è commossa. Sappiate che i regali sono esagerati: in fondo il regalo è ritrovarsi qui, in questo spazio spero accogliente, luminoso, con una finestra sull’orizzonte. (E bè, se proprio farmi dei regali, regalatemi! Regalate Emma e Stella, adesso che si avvicina il Natale… Portatemi in nuove case. Anche questo, per l’Autrice, è un meraviglioso regalo). Grazie, in questa giornata di sole.

6 commenti
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LISA | Martedì, 8 dicembre 2009 @07:43

Per PAOLA CHE AMA I LIBRI: gli abiti morbidi e attillati di Monika Varga stanno davvero bene alle donne curvose, li consiglio. Ha una buona distribuzione in tutta Italia; se guardi o scrivi sul sul sito ti faranno sapere in che boutique trovarli a Roma. La 102 cosa da fare a Roma è proprio quella di cui mi ha parlato la tua amica Alessandra con le scarpe rosse: il museo dello scultore Andersen, il "beloved boy" di cui si innamorò, pare, Henry James... Quanto alla Borsa Definitiva, concordo: no Vuitton (esagerato il logo in vista), no Burberry. Ci sto pensando anch'io e ne riparleremo presto.

Paola che ama i libri | Lunedì, 7 dicembre 2009 @16:27

Che dire, avete già detto tutto, la cronaca di Lisa e gli altri commenti hanno riportato fedelmente l'atmosfera di un piacevolissimo incontro. Vorrei solo aggiungere un particolare che mi ha fatto sorridere e non ho avuto l'occasione di far notare (come prevedevo, tante le cose da dire, tante quelle che sono rimaste in sospeso): Lisa per me e per molti di noi è stata la prima volta che ti abbiamo incontrato di persona, tuttavia non ho registrato l'emozione del primo incontro, piuttosto il piacere del rivedersi. Forse proprio perché abbiamo parlato dei tuoi libri, dei romanzi che il gruppo ha letto in questi due anni, delle schegge poetiche, degli aneddoti del blog, si è trattato più che altro di proseguire un rapporto di amicizia che poi tanto virtuale non è, anche se è nato su un blog.
Sai l'incontro di venerdì mi ha anche fatto rendere conto che sì è vero, finalmente sono anche io una casalinga telematica, il mio anno sabbatico era iniziato già da un paio di settimane, ma non me ne ero ancora accorta, come se avessi vissuto un lunghissimo fine settimana! Quindi sabato e domenica ho fatto anche io la turista romana: sono stata alla mostra di Calder, già vista a NY lo scorso anno al Whitney Museum, ma vedere Calder è sempre un'esperienza di "equilibrata leggerezza" che mi mette di buon umore, passeggiata in centro con degli amici e gelato da Giolitti (ieri S.Crispino era irraggiungibile causa muro umano).
La 102a cosa da fare a Roma non citata nella guida, il piccolo museo di scultura, dovrebbe essere il Museo H.C. Andersen (www.museoandersen.beniculturali.it), me ne ha tanto parlato la mia amica Alessandra (l’hai conosciuta, sciarpa e scarpe rosse) che lavora nel settore dei beni culturali ed è guida turistica. Sei riuscita ad andare? L’ho messo in agenda anche io forse per domani, bisogna recuperare il tempo perduto, un anno passa presto!
Grazie per i link glam, ho dato un’occhiata, neanche troppo veloce, infatti ho trovato il vestito della stagione: da Monika Varga Autunno Inverno 2009 mod. A240, tralci di foglie su fondo grigio.
Tra le tante cose che sono rimaste in sospeso è la mia richiesta di aiuto per la borsa Definitiva. Infatti, mentre per le scarpe ho le idee chiare sul gusto, il tacco, il prezzo ecc. sulle borse non sono così preparata e vorrei avere, ora che sono una "signora", la Borsa, quella con la B maiuscola, bella, importante, per sempre! Fermo restando che una sola borsa non ha senso in un guardaroba di tutto rispetto, sarebbe quindi solo un inizio! Pensavo di rivolgermi all’extra-classico, ma viste dal vero le borse Louis Vuitton e le Burberry mi hanno intristito, considerando poi il prezzo ho scartato subito l’argomento! Ho adocchiato qualche altro modello, ma ora non ho sottomano il riferimento, rimandiamo ai prossimi post, conto sul tuo aiuto e su qualche consiglio!

Alessandra | Lunedì, 7 dicembre 2009 @11:34

Visto che la cronaca (soprattutto gastronomica, ma anche estetica) l'ha già fatta l'Autrice mi limito ad aggiungere qualche dettaglio. Lisa (tacchi compresi, scarpe bellissime, grazie per il link) ha sfidato le intemperie in quella che è stata una delle giornate più piovose e caotiche di questo inizio di inverno romano, una di quelle giornate - con la città bloccata (sciopero della metropolitana), il traffico impazzito, la pioggia scrosciante e ininterrotta - in cui noi romani pensiamo che si, viviamo pure in una città bellissima, ma ritirarsi in campagna non sarebbe poi una cattiva idea. Volevamo far sentire a Lisa il nostro benvenuto (dal pasticcino al carciofo, per così dire) e se avessimo potuto avremmo ordinato anche un po’ di sole (ma sabato è stata una giornata splendida, spero che l’Autrice sia riuscita ad approfittarne) perché, come dice Claudia, a lei siamo grate per le parole che ci hanno fatto incontrare, e per la sensibilità che ha mostrato e che continua a mostrare verso ognuna di noi. L’incontro è riuscito come avremmo voluto, informale, seduti ai tavolini di un angolo della libreria Flexi, tra pasticcini e tè che poi si sono trasformati in aperitivo con pizzette, amici vecchi e nuovi, un po’ di giusta confusione, pensieri profondi su poesia e emozioni (grazie a Marinella, per lo psicosguardo, comunque molto caldo) e chiacchiere di borse e scarpe (grazie Autrice per la patente glam, mi sono molto vantata col consorte a cui ieri ho letto la tua cronaca e, si, complimenti per lo sguardo di Stella, la borsa è di Marni, un acquisto glam cheap ai saldi della mia stilista preferita). E’ vero, ci è mancata Lila, speriamo che, in qualche modo, le nostre parole la raggiungano e possa presto tornare a leggerci le sue poesie (il gruppo di lettura è anche molto poetico). Insomma Lisa, grazie di esserci stata, speriamo di rivederti presto. Grazie a Paola che, con la sua energia contagiosa, è riuscita a dar vita all’incontro e a molte altre cose. E grazie a tutti quelli che ci sono stati (anche gli uomini, un po’ messi in mezzo) per aver reso il momento che abbiamo condiviso davvero speciale.

claudia mdg | Lunedì, 7 dicembre 2009 @09:57

Grazie Autrice per essere stata con noi venerdì, e grazie a Paola, che ha organizzato tutto nei minimi dettagli, pasticcini compresi! E' stato bello parlare dell'effetto che fanno nella nostra vita le schegge poetiche di City, che sono davvero sassi offerti come pietre preziose, lisce castagne matte da nascondere in tasca. Spero ti abbia fatto piacere vedere che le cose che scrivi, nei romanzi, sul blog e su city, hanno la capacità di fare incontrare persone che altrimenti non si sarebbero mai conosciute.Abbiamo riso insieme e ci siamo anche emozionate. Abbiamo sentito tanto la mancanza di Lila, venerdì. Il 12 dicembre è il suo compleanno.Facciamoci sentire quel giorno, rivolgendole "pensieri e sogni che la proteggano", ok?
Confermo che l'Autrice era davvero glam: ho dimenticato di sbirciare le scarpe, non era facile guardare sotto il tavolo, quindi il link a rosesroses è stato utile, così non sono rimasta con la curiosità!

LISA | Lunedì, 7 dicembre 2009 @07:43

Ma certo, CARLA, è una bellissima idea. Mi piacerebbe vederlo, il tuo calendario poetico e home-made. Mi piacerebbe anche sapere quali scegli! Ce ne sono un paio "natalizi" dell'anno scorso, il mio preferito è quello del 18 dicembre:
"Tienimi ancora un po’ preziosa
mangiami
a Natale".
(Vivian Lamarque)
Ti consegno il mio cuore in un pacchettino dorato, legato con un fiocco. Ti consegno le mie speranze avvolte in carta velina; aprile piano, sono fragili. Ti consegno tutti i miei sogni e i miei desideri, che stanno in una mano sola, la tua. E’ questo, il mio regalo di Natale.

carla | Domenica, 6 dicembre 2009 @20:33

posso rubare i tuoi buongiorno per "metterli" nel calendario dell'avvnto per la mia famiglia?

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole e della poesia. Schegge di luce da trasformare in sms, da ricopiare sull’agenda, da far viaggiare per il mondo via web. Per questo mi trovate qui ogni giorno.

Troverete la mia rubrica di City, i miei articoli fintoglam per Grazia, le mie interviste. Ma soprattutto troverete me. E quando chiudete il computer, aprite uno dei miei libri!

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, come può testimoniare rassegnato il consorte, dal profumo di rose.