Giovedì, 10 dicembre 2009 @09:04
"Penso alle amiche che si vestono frettolose per uscire, che s’arrabbiano perché il vestito non cade bene, che fanno i conti, ordinano la spesa, che formano un numero al telefono e non risponde e, quando infine risponde, parlano, discutono, piangono nel riattaccare il ricevitore; che fanno dipendere tutto della loro vita dall’accento di un uomo".
(Alba de Céspedes)
E da che colore avrà, la sua voce, quando finalmente risponderà. Lui. Il suo sms. Quell’uomo.
(La frase di oggi è tratta da un racconto che Alba de Céspedes scrisse alla fine degli anni Quaranta; fa parte della raccolta "Invito a pranzo", un vecchio libro Mondadori. Una scrittrice purtroppo dimenticata: per conoscerla meglio, per saperne di più, andate al mio post del 29 ottobre).
Amèlie. | Domenica, 13 dicembre 2009 @10:49
Universitari.
Costituzionale-Filosofia del diritto-Diritto Romano.
Ho le ossa a pezzi.
LISA | Domenica, 13 dicembre 2009 @10:16
Per AMELIE: esami?
Amèlie. | Venerdì, 11 dicembre 2009 @17:38
Stanotte mi ha chiamata.
Gli ho detto tutto ciò che potevo dirgli. Non è bastato.
Da domani si rinizia.
Gli esami incombono.
E ho da vivere un po' di vita. Senza di lui.
LISA | Venerdì, 11 dicembre 2009 @08:35
VIV: come scivola via, nel ricordo, la voce e il profumo di chi non c'è più. AMELIE: e se lo chiamassi tu?
supersimo86 | Giovedì, 10 dicembre 2009 @18:17
meravigliosaaaaaa
Amèlie. | Giovedì, 10 dicembre 2009 @16:01
Lui è da due giorni nella città in cui vivo. L'ho scoperto casualmente che sia quì. Lo cerco fra tutta la gente, sarò rimasta mezz'ora alla fermata dell'autobus e puntualmente non salivo nella speranza di trovarlo tra le gente, di vedere la sua camminata scomposta, il suo sorriso a metà, i suoi capelli - come fili scoperti-.
mi manca.
mi manca così terribilmente.
da aspettare una sua chiamata e dirgli che non mi ha perso davvero.
Viv | Giovedì, 10 dicembre 2009 @13:20
Credo di avere un sacco di amiche così e forse ognuna di noi ha fatto dipendere la sua vita dall'accento di un uomo, ma non uno a caso: quello che appena respira nel ricevitore fa già palpitare il tuo cuore in quel modo speciale che conosci, ma a cui speri di non fare l'abitudine mai.
La voce del mio uomo mi manca e mi mancano le infinite sfumature che la coloravano, ma posso ascoltarla sempre grazie al fatto che amava cantare e la sua voce registrata mi accompagna... Vado fuori tema, scusa Lisa.

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole e della poesia. Schegge di luce da trasformare in sms, da ricopiare sull’agenda, da far viaggiare per il mondo via web. Per questo mi trovate qui ogni giorno.
Troverete la mia rubrica di City, i miei articoli fintoglam per Grazia, le mie interviste. Ma soprattutto troverete me. E quando chiudete il computer, aprite uno dei miei libri!
Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, come può testimoniare rassegnato il consorte, dal profumo di rose.