Lisa Corva

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Equilibrismi.

Venerdì, 1 febbraio 2013 @08:17

"Ginger Rogers ha fatto tutto quello che faceva Fred Astaire: però all’indietro, e sui tacchi a spillo."
Equilibrismi.

Il Buongiorno di oggi è una fantastica battuta, ma senza autore: uno di quei "bon mots" che qualcuno pronuncia, e che poi fanno in giro dei salotti, delle televisioni, dei giornali, del web… Ho inciampato nella frase perché è diventato il titolo di un libro spiritoso, una raccolta di pensieri sul femminile: "All’indietro sui tacchi a spillo. L’impossibile arte di essere donna", di Tania Kinderley e Sarah Vine (Einaudi). Per la serie ridiamoci su, come sanno fare solo le inglesi. E cerchiamo di non cadere dai tacchi.

Tra un equilibrismo e l'altro (ci sono equilibrismi professionali, sentimentali, esistenziali), ricordate che mi potete seguire su Twitter e su Facebook. E in inglese: come oggi, come ogni venerdì, Friday Lisa.

15 commenti

LISA | Lunedì, 4 febbraio 2013 @09:53

Carla e Giusy, appassionate di etimologia (come me). Ho provato anch'io a curiosare sulle radici di "glamour", e in effetti le ipotesi più comuni collegano la parola allo scozzese "gramarye": magia, incantamento. "To cast the glamor" venne usato anche dallo scrittore Walter Scott, nel Settecento. E, ancora più indietro, "grammar", "gramatica", nel senso di tutto ciò che è studio e apprendimento, anche di arti occulte. Mi piace, in tutto questo, l'idea del glamour come, appunto, incantamento.

LISA | Lunedì, 4 febbraio 2013 @09:48

Aria: no, la casa di Fornasetti purtroppo non l'ho mai vista. Ma sarei molto curiosa di vedere i tuoi gioielli...

LISA | Lunedì, 4 febbraio 2013 @09:47

Bentornata, Afrodite, ovvero Aferdita. Spero tu abbia il libro peonia sul comodino!

Lady Chatterley | Domenica, 3 febbraio 2013 @20:00

Anch'io avevo infilato in uno dei miei post questa frase!!! A occhio e croce, quasi un anno fa. Mi fa piacere.

Aria | Domenica, 3 febbraio 2013 @14:59

Io me lo ricordo, eccome!, Fornasetti. I suoi disegni non smettono di ispirarmi. Anni fa fu il tema di una mia collezione di gioielli. Mi piace quell'atmosfera onirica che aleggia nei suoi lavori.
Per caso ti è capitato di visitare la sua casa, abitata ancora dal figlio e dalla moglie Betony Vernon?

afrodite | Sabato, 2 febbraio 2013 @23:41

Avevo scordato il piaciere di tufarmi nel tuo blog.che bel posto per riposare la mente stanca.bwgryw

Lilabella | Venerdì, 1 febbraio 2013 @22:05

Premetto che non riesco a stare sui tacchi a spillo! Sono troppo alti ed io non sono una persona in perfetto equilibrio..sto scherzando, non per i tacchi (davvero non riesco a portarli) ma per il mio equilibrio, ora l'ho raggiunto. Non è stato facile e tu Lisa ed alcune amiche conosciute tramite il tuo blog sicuramente avete contribuito se non altro per l'affetto che ricevo! Comunque sì noi donne davvero siamo capaci di tutto e non solo per amore! Ogni tanto però è bello sbilanciarsi e lasciarsi andare. Buona serata a tutti :-)

carla | Venerdì, 1 febbraio 2013 @21:19

non so il francese, perciò posso aver sbagliato la scrittura, e l'informazione l'ho ricavata dalla trasmissione radiofonica "L'accademia di arte grammatica"

oggi, imperverso! | Venerdì, 1 febbraio 2013 @15:50

Carla, sai che grinour non mi torna? non sarà per caso gris-gris noir? o gris- noir? perché gris-gris dovrebbero essere gli amuleti delle popolazioni nere dell'Africa. Confesso: sono andata a scartabellare il mio Petit Robert fedele compagno di tardivi approfondimenti, ma questa è una mia deduzione, magari sbaglio. bella però questa etimologia comparata. grazie! Giusy

carla | Venerdì, 1 febbraio 2013 @15:25

non è assolutamente pertinenete quello che sto per dirvi, ma siccome l'ho scoperto da poco vorrei dirlo qui dove anche le esperienze più tristi sono glamour.
Lo sapevate che la parola glamour deriva da latino "gramatica" che passa attraverso il francese "grinour" che vuol dire magia nera, per arrivare allo scozzese glamour che vuol dire stregare... così si passa al fascino della malia femminile .
Io l'ho trovato sorprendente!

Anonimo | Venerdì, 1 febbraio 2013 @15:03

...le civette, simbolo della saggezza. Surreale, sì! siccome mi è sempre piaciuto il misterioso Magritte (tutt'altro genere) come potrei dimenticare il contenuto del piccolo negozio di via Manzoni? giammai! G. d'antan

LISA | Venerdì, 1 febbraio 2013 @13:51

Stefania che scrive da Roma: le vertigini di quando finisce un amore.

LISA | Venerdì, 1 febbraio 2013 @13:51

Sono tornata ai commenti di mercoledì e a Fornasetti... Chi altro se lo ricorda, il mitico e surrreale designer milanese di cui ho appena scritto per Elle Decor? Qui le sue civette; http://www.fornasetti.com/it/

Giusy d\'antan | Venerdì, 1 febbraio 2013 @13:46

E sì! siamo brave anche come equilibriste.
Faccio una parentesi fuori tema che spero scuserete per dire a Lisa di tornare, per favore, sul Buongiorno di mercoldì. Ci terrei. Grazie

Stefania che scrive da Roma | Venerdì, 1 febbraio 2013 @11:45

Tra una vertigine e l'altra di queste giornate alcune cose per fortuna rimangono in equilibrio e me lo stanno dicendo anche i miei sogni. Ma a proposito di equilibrismi mi viene in mente uno dei miei film preferiti "Il cielo sopra Berlino" in cui si innamorano un angelo ed una trapezista. Qualche anno fa mi è stato dedicato un libro "Alla mia trapezista..." e quel libro è uno dei pochi che rimane, come un amuleto, fisso sul mio comodino. In questi giorni mi sento davvero una trapezista ma in fondo mi piace anche esserlo... e poi mi chiedo: e se qualche volta ci facessimo guidare (come nel tango, a proposito di ballo) ed imparassimo a lasciarci andare? :-) buongiorno a tutti!!!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.