Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

Cronache da Vienna: desideri sospesi, bustine di zucchero e it-lamps (vi presento la Caboche).

Lunedì, 4 marzo 2013 @08:37

"Alla fine quello che conta è solo quello che abbiamo fatto e vissuto, non quello che abbiamo desiderato."
(Arthur Schnitzler)
Alla fine, quello che conta sei tu.

Ho letto questa frase su una bustina di zucchero, al caffè del MAK, il Museo di arti applicate di Vienna. Letta e discussa con i miei compagni di tavola: e ho capito di non essere d’accordo. Perché noi siamo anche quello che abbiamo desiderato, non solo quello che abbiamo fatto o vissuto. I desideri, soprattutto quelli sospesi (quelli che racconto nel mio ultimo romanzo) sono quelli che ci muovono, sono parte integrante dei nostri sogni e della nostra vita. Desideri sospesi, dunque; bustine di zucchero; e anche lampade. Da cronista fintoglam ho imparato a riconoscere le borse, anzi le it-bags (con sconcerto del Consorte che ogni tanto strattono, per strada: guarda, quella è l’ultima Chanel, è una Lady Dior...). Ma chi l’avrebbe detto che esistevano anche le it-lamps? Quella che mi segue dappertutto è la Caboche di Patricia Urquiola, designer spagnola che ora inventa e crea da Milano. La versione contemporanea del lampadario a gocce, ma di plastica: la sua Caboche, per Foscarini, è fatta di 189 sfere in polimetilmetalicrato (ho studiato, vero? i curiosi la trovano qui: http://www.foscarini.com/prodotti_dett.php?id=76&lang=it ). Mi piace anche perché, come mi ha raccontato Patricia Urquiola in un’intervista, l’ispirazione viene da un braccialetto di bachelite vintage che aveva trovato in un negozio in Belgio (mentre fuori il marito guardava nervosamente l’orologio e le ripeteva che erano in ritardo: una bella giustificazione a perder tempo tra le cose vecchie che offrono nuova ispirazione). Comunque ormai la Caboche la riconosco ovunque, per strada, sui giornali, e nella mia camera d’albergo a Vienna ne avevo una appesa al soffitto. Ho preso l’iPhone e ho scritto alla mia capa di Elle Decor: ho una Caboche che mi guarda. Forse è il caso di cominciare a preoccuparsi.

12 commenti

saretta | Mercoledì, 6 marzo 2013 @09:47

Marta che fortuna che hai ad avere qualcuno che ti prende in giro però dicendoti la verità! Non fare la fine mia, ad aspettare una telefonata o 5 minuti rubati alla compagna perfetta. Marta, scappa dai tuoi film mentali!

LISA | Martedì, 5 marzo 2013 @22:55

Però, spiritoso il fonico silenzioso... Lo so che nei drammi d'amore non si dovrebbe, ma ammetto: mi ha fatto ridere. E' il caso di cambiare indirizzo, Marta. Lo pensa persino una Incurably Romantic come me.

annetta | Martedì, 5 marzo 2013 @22:54

marta..marta..il tuo caso non e' della categoria "cause perse"...di cose potresti farne a bizzeffe, il mondo e' pieno di donne rubafidanzati e di uomini prontissimi a farsi rubare! esso rientra piuttosto nella categoria "rogna micidiale" ossia cosa non da buttarsi alle spalle ma da mettersi in fuga a gambe levate! per te, per lui, per lei per tutti...risparmiati questo delirio, fintanto che e' solo una fantasia tua. salvo che non sia lui a correre dietro a te, in questo caso la musica cambia. ma la rogna, micidiale, resta. aria marta, aria.......

Lady C. | Martedì, 5 marzo 2013 @21:17

Marta, Marta ma ti vuoi fare del male ad ogni costo. L'amore cosa ovvia è condivisione e non solo del letto e di una eventuale antagonista, Se non hai niente di niente nelle mani se non hai risposte, Basta. Forse pensandoci è più facile disamorarsi si un amore vissuto che di quello sognato.

Marta | Martedì, 5 marzo 2013 @19:25

Ciao Annetta, grazie delle tue parole è che la mia vita ora è un vulcano in piena eruzione amorosa...e no, non posso o la va o la spacca, innamorarsi di un uomo con una felice vita sentimentale (e una lei che ben conosco) il non essere così egoista (o forse sono tonta) comunque da raccontarglielo... Un mio collega (il fonico silenzioso con le scatole piene di stá storia...) mi dice che ormai abito tra via incubo e vicolo cul de sac...
Hai ragione, dovrei gettarmi il tutto alle spalle, ma....non ci riesco...incapace di andare capace di rimanere a struggermi quando lo guardo...si, abito tra via incubo e vicolo cul de sac... Proprio tonta sono!

annetta | Martedì, 5 marzo 2013 @14:46

marta - io mi riferivo perlopiu' a desideri di natura non amorosa, di quelli che non richiedono la volonta' condivisa di un'altra persona per essere realizzati, o almeno per provarci. non conosco il tuo caso ma sei davvero certa di non poter fare proprio nulla, nemmeno della serie "o la va o la spacca?". se e' cosi il tuo desiderio rientra nella categoria "cause perse" e allora l'unica e' buttarselo alle spalle e guardare avanti. Con il sorriso, pero'. pensaci....

Marta | Lunedì, 4 marzo 2013 @22:08

E se puoi "solamente" desiderare?

annetta | Lunedì, 4 marzo 2013 @18:00

giusy: mia mamma, la casalinga rivoluzionaria, quando mi lamentavo da sola che avevo un po troppi grilli per la testa, voglie, idee, progetti da realizzare, e quindi stavo perennemente incasinata, diceva: ricordti che quando smetterai di sognare sarai VECCHIA. Parole sante...

Giusy | Lunedì, 4 marzo 2013 @13:37

Ho fatto e vissuto (tanto) eppure non riesco a smettere di desiderare. Chiaramente nel mio caso non ho desideri di natura sentimentale ma c'è tutto il resto quindi mi sento abbastanza sospesa ed è una sensazione per nulla spiacevole.

Andy | Lunedì, 4 marzo 2013 @13:34

C'è gente che vive per raggiungere un sogno ma non ce la fa mai. Ciò nonostante, quel sogno (sospeso, come dici tu Lisa) rimane come un punto fermo intorno al quale gira un po' tutto. Quello che desideriamo, sogniamo, immaginiamo conta alla stessa misura di quello che viviamo. Sono i pensieri che ci fanno agire, quindi vivere.

annetta | Lunedì, 4 marzo 2013 @13:19

Non vi capita mai di sentire persone che dichiarano di aver desiderato qualcosa per tutta la vita, ma non hanno fatto alcun passo, nemmeno I piu' elementari per realizzare I loro desideri? Ecco io in questo senso sono d'accordo con Schnitzler: credo che noi siamo mossi dai nostri desideri autentici, mentre quelli che non provocano azione, che restano lettera morta, sono solo vaghe fantasie. Poi c'e' la vita, certo che ci mette lo zampino e per fortuna scombina le carte in tavola ma vi chiedo: se non ci abbiamo mai provato secondo voi erano desideri "veri"? Discussione interessante, brava Lisa!

carla | Lunedì, 4 marzo 2013 @11:05

Sono d'accordo con te, noi siamo anche ciò che abbiamo desiderato, perchè spesso da ciò che non si avvera la vita prende una piega diversa e inaspettata, viviamo e facciamo ciò che nemmeno avremmo desiderato.
buongiorno a tutti!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.