Lisa Corva

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Chiedilo al vento.

Venerdì, 8 ottobre 2021 @14:52

"È un momento difficile per essere umani. Sappiamo troppo e troppo poco.
La brezza ha bisogno di noi? E la scogliera? I gabbiani?"
(Ellen Bass)
Chiedilo al vento.

Mi sono messa in tasca queste parole per questi primi giorni d’ottobre: in Sicilia. Taormina, i vigneti dell'Etna, Noto, e finalmente Ortigia. Già, perché ho sognato per anni di andare a Ortigia, e finalmente ci sono arrivata, ho camminato per le strade tra le case barocche, mentre la luce si faceva bianca e rosata. Lo sognavo da quando ho trovato, anni fa, in un albergo (sembra una cosa frivola ma è successo anche a uno scrittore che amo e conosco, André Aciman) i primi prodotti Ortigia con quei profumi e quel packaging stupendo... e alla fine ho intervistato la fondatrice, una simpatica talentuosa inglese. Questo solo per raccontarvi come a volte è una piccola cosa che ci guida a scoprire il mondo. Mi porto dentro non solo la luce e il vento, ma anche piatti da chef (lo spaghettone ai ricci di mare e burro alla liquirizia!), granite al caffè e mandorla (con la panna ovviamente), palazzi con il segno del passato, come un Grand Hotel per cui impazzirebbe Wes Anderson, e dove ho dormito, il Grand Hotel Timeo a Taormina, o le piastrelle segnate dal calpestìo della vita a  Palazzo Castelluccio, e poi la visione del futuro, con i giardini di  Radicepura... Sicilia a ottobre. Quanta luce. 
E poi la luce di Trieste, la Barcolana, la bora. Quanto vento e quanta luce.


I versi della poetessa americana li ho letti su Poesia, la bella rivista di Crocetti Editore. Sono tratti da "The World Has Need Of You", eccoli in inglese:

"It’s a hard time to be human. We know too much
and too little. Does the breeze need us?
The cliffs? The gulls?"

Dietro l’angolo, l’autunno.

Mercoledì, 29 settembre 2021 @08:22

"Il vento è freddo e sembra avere un sapore, come di more". 

(Filip Florian) 

Dietro l’angolo, l’autunno.

"Di color giallo zucca,

nell’azzurro, la luna

sulla piazza spunta!"

(Antonio Machado)

Settembre, conto i tuoi colori.


Settembre finisce con due Buongiorno: il prossimo sarà già ottobre. Intanto l’aria del mattino è sempre più fresca, dalla mia finestra vedo le prime nebbie; e conto i colori di settembre, l’arancione della zucca, il quasi viola dell’uva fragola che mi piace tanto… Colori vivissimi, come quelli delle vetrine d’autunno. Già, perché è uscito il mio nuovo libro: "L’Italia in 50 vetrine", che ho appena presentato a Milano durante la settimana della moda. La raccolta delle mie rubriche mensili su HowToSpendIt/Sole24Ore che è anche un viaggio in Italia "secondo me", con indirizzi segreti, giardini nascosti, piazze e caffè… E colori.

Settembre dolce azzurro.

Martedì, 14 settembre 2021 @21:13

"Un giorno di settembre, il mese azzurro,

tranquillo sotto un giovane susino

io tenni l’amor mio pallido e quieto

tra le mie braccia come un dolce sogno"

(Bertolt Brecht)

Settembre dolce azzurro.

Settembre azzurro, la luce che cambia, le susine, i ricordi, il ricominciare. I versi di oggi sono tratti dall'antologia "Poesie d’amore del Novecento", Mondadori. Ma la poesia di Brecht, "Erinnerung an die Marie A.", è così struggente che vi consiglio di leggerla tutta: 

Un giorno di settembre, il mese azzurro,
tranquillo sotto un giovane susino
io tenni l’amor mio pallido e quieto
tra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d’estate
c’era una nube ch’io mirai a lungo:
bianchissima nell’alto si perdeva
e quando riguardai era sparita.

E da quel giorno molte molte lune
trascorsero nuotando per il cielo.
Forse i susini ormai sono abbattuti:
Tu chiedi che ne è di quell’amore?
Questo ti dico: più non lo ricordo.
E pure certo, so cosa intendi.
Pure il suo volto più non lo rammento,
questo rammento: l’ho baciato un giorno.

Ed anche il bacio avrei dimenticato
senza la nube apparsa su nel cielo.
Questa ricordo e non potrò scordare:
era molto bianca e veniva giù dall’alto.
Forse i susini fioriscono ancora
e quella donna ha forse sette figli,
ma quella nuvola fiorì solo un istante
e quando riguardai sparì nel vento.

Conosco una sola misura del tempo: con te o senza di te.

Sabato, 11 settembre 2021 @09:27

"Conosco una sola misura del tempo: con te o senza di te".

Ho sentito per la prima volta questa frase pronunciata da Benigni, alla Mostra del Cinema di Venezia: un discorso impetuoso come è lui, un omaggio e un ringraziamento alla moglie Nicoletta per tanta vita insieme. Solo dopo ho scoperto che la frase è ispirata – magari solo per assonanza, magari per caso – a una frase di una poesia di Borges.
Quindi, di chi è? Non importa. So solo che a me piace. Mi piace quando diciamo, in pubblico o in privato, alle persone a cui vogliamo bene, tutto il nostro bene, appunto. Mi piace che esista il romantico coniugale. Mi piace che un uomo non si imbarazzi di una dichiarazione d’amore.
L’ho rigirata in tutti i modi nella mia testa, questa frase che è diventata un Buongiorno, il mio primo di settembre, e alla fine ho aggiunto solo:
"Centimetri e anni con te". Centimetri di pelle, anni di vita.

È a partire da te che ho detto sì al mondo.

Venerdì, 13 agosto 2021 @14:37

"È a partire da te che ho detto sì al mondo"
(Paul Éluard)
Ti abbraccio, abbraccio il mondo.

Paul Éluard, poeta che leggevo a quindici, a vent’anni, insieme a Neruda, Jacques Prévert. Nato nel 1895, morto nel 1952. Ricordo anche come mi aveva incuriosito il suo amore per Gala, la fascinosa donna russa che diventò poi anche moglie di Dalì. E che bello incontrare adesso un suo verso, una sua frase – questa è tratta dal poema Le Phénix –e trasformarla in un Buongiorno che viaggia per il mondo.

C’est à partir de toi que j’ai dit oui au monde.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.