Lisa Corva

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Cronache da Berlino: l’arte in un bunker, il burro sopra lo Stollen, e zuppe vietnamite.

Domenica, 1 gennaio 2012 @18:41

Ho aspettato l’anno nuovo a Berlino. Come ha riassunto l’amico artista (nonché berlinese) che ci ha ospitato, "Sono stata in Vietnam, ma che strano, sembrava Berlino": e tutto perché non riuscivo a staccarmi dai ristorantini vietnamiti, low cost e colorati e con dei Buddha sorridenti all’entrata. Ne ho sperimentato almeno uno al giorno (voto massimo alla "duck in pyjamas", ovvero l’anatra in pigiama, perché tagliata e avvolta nei "paper rice", dei rolls trasparenti di pasta di riso che adoro; e le noodles soup, zuppe tracimanti coriandolo fresco). Che dite? Poco berlinese? Vero. Ma dopo aver vacillato con lo Stollen (il dolce di Natale con uvette o mandorle, che viene servito spalmato di varie dita di burro e ricoperto di zucchero a velo), ho preferito seguire la pista asiatica.
Non mi sono limitata a mangiare. Ho bevuto plurimi caffé in bar dai nomi assurdi, tipo "Allegretto" (che mi perseguitava anche all’interno dei musei); e a Soho House, sul tetto del vecchio Politbüro e archivio sovietico, che ora è un albergo/club trendy. Sono stata nel concept store più modaiolo della città, dentro il cortile di una fabbrica dall'aria abbandonata, con gelide luci bianche al neon (quelle che usano nella gallerie berlinesi), e con pochi pezzi di shopping extralusso dall'aria sconsolata e altrettanto abbandonata. (Si chiama Andreas Murkudis, come il suo proprietario, ma non ve lo consiglio: lo shopping sconsolato e sovrapprezzo fa male alla salute).
Soprattutto ho fatto indigestione d’arte. Gallerie e musei, ma mi ha colpito soprattutto il Bunker, una vera esperienza: una collezione d’arte contemporanea (guardatela qui: http://www.sammlung-boros.de/ ), ospitata all’interno di un vero bunker nazista costruito negli anni ’40, poi abbandonato, occupato negli anni ’90 per party selvaggi techno e gay, e ora ristrutturato da una coppia di ricchi collezionisti, che vive sul tetto, in una casa di vetro e cemento. Ma la collezione è dentro: nel gelido bunker, cinque piani di arte e vibrazioni del passato. Impressionante. Una volta uscita, non desideravo altro che una zuppa bollente vietnamita.

14 commenti

annetta | Martedì, 3 gennaio 2012 @11:16

Amo e ho sempre amato Berlino: prima e dopo la Caduta del Muro. Per me è la vera capitale d'Europa, l'unica città che raccoglie dentro di sè tutte le ferite e le contraddizioni della storia europea. Un pò est, un pò ovest, molto avanti ma con lo sguardo indietro. Impossibile dimenticare a Berlino, ma anche un posto per guardare avanti...Buon Anno Mondo!

LISA | Lunedì, 2 gennaio 2012 @22:54

Cosa succede, un muro di Berlino qui nel blog? Ripeto: anatra in pigiama per tutte!

Fiorenza | Lunedì, 2 gennaio 2012 @22:02

Psicologa, corri in aiuto di Marina, ne ha bisogno e più di lei quella piccola indifesa creatura che crescerà secondo i sani princìpi materni, fatti di tolleranza, amabiltà, comprensione e saggezza.

una a caso | Lunedì, 2 gennaio 2012 @16:30

grazie giusy le tue riflessioni sono state sempre interessani e sagge

una a caso | Lunedì, 2 gennaio 2012 @16:10

ciao lisa il post era per te come avrai capito continuerò a seguirti su grazia ( i tuoi articoli mi divertono ) e su city quando lo trovo ma non sono qui per creare un casus belli . mi paceva leggere le varie opinioni e, why not ? criticarle ma mi piace la critica intelligente ,non le risate sguiate un salutone a tutte

una a caso | Lunedì, 2 gennaio 2012 @14:22

.....ho visto i "tuoi "bellissimi "piumini su grazia siamo in tema don't worry .

Giusy | Lunedì, 2 gennaio 2012 @14:21

Ah il "tutti zitti" è riferito ad eventuali reazioni da parte dell'offeso...non si era capito, vero? Godiamoci in pace quest'inizio d'anno...

Giusy | Lunedì, 2 gennaio 2012 @14:17

Io però non capisco tutta questa acredine di Marina. Una a Caso è persona educata, pacata, lo si capisce dai suoi post. Perché trattarla così? solo per aver espresso qualche parere che non piace molto? Tutti zitti con bene-bravo-bis? anche il blog ne soffrirebbe, penso. Questo è il mio parere, condivisibile o meno... Il faut glisser, Una a caso, n'est-ce-pas?

Giusy | Lunedì, 2 gennaio 2012 @13:48

Anch'io vorrei fare un giretto per Berlino e percepire la sua atmosfera.
Vorrei ricordarvi che anche noi abbiamo avuto la nostra piccola Berlino. E' Gorizia. Al posto del muro, filo spinato altrettanto invalicabile, con l'unico vantaggio che si poteva vedere "oltre" e magari sventolare un fazzoletto.
Mi dicevano che anche il cimitero era diviso, così, chi aveva qualcuno dall'altra parte poteva solo lanciare fiori. Poi, via via, la situazione si era ammorbidita, con la morte di Tito, se non ricordo male. Prima il lasciapassare, poi senza.Da anni la parte slovena (Nova Gorica) è accessibile a tutti. scusate le eventuali imprecisioni. spero di non avervi annoiato troppo.

LISA | Lunedì, 2 gennaio 2012 @12:59

Ehi, ragazze, che succede? Duck in pyjamas per tutte!

una a caso | Lunedì, 2 gennaio 2012 @12:38

....si,ma che protagonismo e che storia comunque la mia è una opinione personalissima . non ho chiesto a nessuno di condividerla e tanto meno dicriticarla . sono però contenta che ti ha fatto ridere e non piangere .

Marina da Bruxelles | Lunedì, 2 gennaio 2012 @09:58

Buon giorno Lisa e buon anno, grazie dei racconti su Berlino, ci sono stata tante volte ma mai a capodanno, spero, comunque, che non avrai trovato qule freddo assassino che la caratterizza, due anni fa a dicembre ho rischiato il congelamento degli arti. Lo stollen e' uno dei pochi dolci che adoro, letteralmente, anche se e' una botta di burro e calorie, pero' col caffe' e' perfetto. Io andro' per la mostra del cinema a febbraio, ho una mia carissima amica che vive a Berlino, ed e' un appuntamento fisso, albergo design low cost in Alexander Platz e via per la tre giorni! L'allegria forzata e i troppi film, il commento qui sotto fa troppo ridere per la banalita', troppi ricordi ah ah ma che vuol dire, per una citta' protagonista della storia europea degli ultimi due secoli...

una a caso | Lunedì, 2 gennaio 2012 @09:00

la citta è bellissima .ma vedo una allegria forzata dappertutto che mi mette tristezza troppi ricordi raccontati .troppi film visti .

fiorenza | Domenica, 1 gennaio 2012 @22:38

interessante il resoconto non solo gastronomico della nostra autrice, Mi ha fatto venire una gran voglia di gustare l'anatra in pigiama, senza penne, spero. e una gran voglia di visitare Berlino,

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.