Lisa Corva

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Voglio che la sera si accorga di me (e del mio primo chiodo).

Venerdì, 6 novembre 2009 @07:53

"Esce per strada. E vuole che la sera si accorga di lei, che vedendola l’aria senta una fitta al cuore, che le stelle abbiano qualcosa da raccontare sul suo conto".
(Boris Pasternak)

Sì, esco per strada, e mi sembra che tutto mi parli: mi sembra che le foglie cadute per terra mi sussurrino; che i lampi gialli delle macchine mi strizzino l’occhio; che il vento mi accarezzi i capelli. Sorrido. Perché voglio solo una cosa: voglio che tu, guardandomi, ti accorga di me.

(La frase di oggi, del poeta russo Boris Pasternak, è tratta da "Il salvacondotto", Editori Riuniti)

Succede, a volte, di uscire per cercare una borsa e tornare con una giacca. A me, almeno, è successo. Sono andata a una svendita stampa a Milano (per dirla in gergo fintoglam: una "press sale") per cercare una borsa con le rose (le fa Valentino, anche se ahimé sono fuori budget persino per una svenditissima), ma sono tornata con un chiodo. Il mio primo chiodo. La mia prima giacca da biker di pelle nera. E sono molto, molto perplessa. Forse non sono ancora pronta, come continuavo a ripetere alle mie amiche fashioniste, mentre abbiamo fatto una coda di 50 minuti per pagare (voi credevate che un press sale, primo giorno solo per inviti, fosse un evento molto chic?; e invece no, sembrava di essere in metropolitana all’ora di punta, o peggio ancora, all’outlet nel giorno del "svendo tutto al 70%"). Ho continuato a provarmi e riprovarmi la giacca di pelle nera per tutti e 50 i minuti di coda, estenuando le amiche e tutte le persone in coda come noi. E alla fine l’ho presa. L’ho indossata subito sperando nell’incantesimo. E invece no. C’è qualcosa che non funziona. Quei bottoncini con l’orrido logo Marlboro (eh sì, non è Valentino ma Marlboro, stessa holding)… La pelle poi è morbida ma non troppo… Fa uno strano rumore quando la indosso… E’ come accettare di uscire con un uomo che hai conosciuto su Facebook e, con il bicchiere in mano, ti chiedi: ma che ci faccio qui? (Non che mi sia mai capitato, eh. E’ la fervida fantasia della romanziera). Nel frattempo, mentre aspetto le vostre storie di chiodi e di jeans, vi metto on line l’articolo quasi profetico che ho scritto qualche settimana fa per Grazia.

Confesso. Non ho mai avuto una giacca di pelle nera. Non l’ho mai neppure desiderata. Ma, dopo essermi comprata i miei primi jeans (di cui ho già lungamente raccontato su Grazia: trovate la storia nel post del 25 luglio) e i miei primi stivali (questo non ho avuto il coraggio di proporlo al direttore), ho capito che forse è arrivato il momento. Non che siano decisioni facili. La giacca di pelle nera, ovvero il chiodo, la motorcyle jacket, insomma chiamatela come volete, è una bomba di meta-messaggi fashionisti ed esistenziali. Non ci credete? Ho provato per curiosità ad indossarne una, in un anonimo negozio, e ops! Con uno "swoosh", vero incantesimo potente, ecco le uniformi delle SS, Hell’s Angels, Black Panthers; i rocker punk, le prime scorribande gay, ma anche i macho molto maschi in moto. Un po’ troppo, forse? Eppure è tutto lì: che ti salta addosso mentre infili il braccio nella manica. Chiudi la zip ed ecco, sei un’altra donna. (Bè, quasi).
Il black magic della giacca di pelle nera è un incantesimo che acchiappa anche gli uomini. Mick Farren, un giornalista inglese esperto di cultura pop, anni fa all’argomento ha dedicato persino un libro; dove racconta quando, per la prima volta, da ragazzino, se l’è messa e si è guardato allo specchio: "Mi sentivo così cool, un incrocio tra Elvis Presley e Lord Byron". Perbacco. Erano, presumibilmente, gli anni Sessanta. Altri tempi, altri miti. Adesso, indossandola, il rischio è quello di scivolare nel ridicolo: sono sicura di volermi sentire un incrocio tra Beyoncé e Angelina Jolie, come dichiarano le foto che pubblichiamo?
Non c’è bisogno di scomodare gli antropologi per ricordarsi che la magia è atavica. I cacciatori indossavano la pelle degli animali che avevano ucciso e scuoiato, per appropriarsi dei loro poteri: del leone, del lupo o della tigre… Ah già. Adesso che ci penso, mi è capitato una volta di indossare pelli di animali (e no, non li avevo cacciati io). E’ successo durante un viaggio in Groenlandia (quel che non si fa per accontentare i consorti), dove, durante una tre giorni in slitta trainata da cani, esperienza che non dimenticherò mai più, le guide inuit si sono messe a ridere di fronte al mio abbigliamento tecno-occidentale (e dire che mi sembravo molto equipaggiata). Mi hanno invece rivestito del loro guardaroba a prova di gelo: giacca e pantaloni, di pelle di foca e d’orso. Non credo di aver acquisito speciali poteri, ma ammetto di essere stata al caldo anche tra gli iceberg.
Però qualcosa di vero c’è. Vestirsi di black leather, pelle su pelle, vuol dire acquisire potere. Diventi sexy, certo. Fetish, anche. Ma soprattutto "powerful". Non aggressiva, attenzione: ma potente. E adesso scusate, ma devo andare: sento che la mia prima giacca di pelle nera mi aspetta, devo cercarla... L’autunno è qui e io ho bisogno della mia dose di black magic.

(E ora che finalmente ho il mio primo chiodo, mi chiedo: funzionerà?).

15 commenti

isa | Lunedì, 9 novembre 2009 @20:37

sei un mito lisa...e magari ci siamo incontrate anche a milano...
c'ero anch'io, ma non ho comprato nulla :-)
non ho mai avuto un chiodo, in compenso ho finalmente trovato un jeans che mi sta bene! ricordi?
finirà che a furia di leggerti comprerò persino un chiodo...

LISA | Lunedì, 9 novembre 2009 @07:18

Grazie, CELISA, della presentazione! Dunque ci siamo conosciute in autobus al mattino... Divertente. All'epoca, sai, ero occhialuta e rotondetta anch'io, e non desideravo nè jeans nè chiodo. Poi, a volte, si cambia.

giuseppe cesaro | Domenica, 8 novembre 2009 @12:22

.nella vita può essere un gioco non amare.perchè la vera arte è non odiare il mondo..da amore infinito/sono questo mondo
associaziine cultura poeti meridiana-caserta

Celisa | Sabato, 7 novembre 2009 @21:34

Tardi per rispondere ad un buongiorno? Lo lascio per domattina.
Proibizionismo? La mia mamma? Diciamo che considerava il capo di abbigliamento in questione "non adatto", all'epoca ero occhialuta e rotondetta, il chiodo mi avrebbe senza dubbio "attappata". Me lo proibì come mi proibirebbe oggi di girare con mutande in vista e cavallo al ginocchio. Ma rispolverando i ricordi mi pare che andò così:
Io: Voglio comprarmi il chiodo.
Mamma: No, te lo scordi: è bruttissimo.
Io: Non è vero! E poi ce l'hanno tutti i miei amici!
Mamma: Lo vuoi perchè ti piace o perchè ce l'hanno tutti i tuoi amici?
Io (quattordicenne):...............................
Così mi si insegnò a pensare sempre con la mia testa perchè negli anni in tanti avrebbero provato a spegnermela.
Per quanto riguarda le domande dell'autrice curiosa, vado educatamente a presentarmi scusandomi con tutti per non averlo fatto prima.
Sono Elisa ed emula di Virgilio per nascita e peregrinazioni: Lombardia mi generò e l'Urbe mi nutrì.
Andando al lavoro la mattina mi capitava di recuperare copie di giornali arraffati in metro ed abbandonati quindi sui sedili dell'autobus. Ho cominciato a leggere il Buongiorno e non ho più smesso.
Nelle poesie ho ritrovato pezzi di vita vissuta anche da me, sensazioni che ho provato e riconosciuto. Che conforto sapere che altre persone hanno sentito gli stessi miei palpiti: sono condivisi quindi reali, non inganni della fantasia o giochi di bassa psicologia. Vi avevo avvertito che sono grafomane? Per concludere no, non ho ancora conosciuto Emma e Stella ma sono qui, non ci vorrà ancora molto, no?

giuseppe | Sabato, 7 novembre 2009 @16:58

non è bello essere famoso(Pasternack)
tante grazie dei pensieri e delle poesie.
quella che mi è piaciuta di più è quella andando da un mio amico per aiutarlo ad aggiustare un irologio a pendolo
adriano sofri da carcere di pisa-19/5/1988
www.giuseppecesaropoeta.splinder.com

giuseppe | Venerdì, 6 novembre 2009 @18:00

oltre a i fratelli grimm segnalo l'aspirina il libro di una giornalista che mi diceva ciao

supersimo86 | Venerdì, 6 novembre 2009 @17:59

conservo tutti i buongiorno li ritaglio e li metto in una scatola :))

LISA | Venerdì, 6 novembre 2009 @17:52

Per SUPERSIMO: bravissima, come hai fatto? Ecco il Buongiorno per intero:

Ti incontrerò stanotte; sì, stanotte.
Lo so che ci separano centinaia di miglia,
ma non stanotte. Stanotte entro, tiro giù
tutte le pareti, le cose inutili,
quella polvere da due soldi e pungente
che si è accumulata in questi mesi
intorno a me. (Burns Singer)
Stanotte, ti abbraccio, seppure solo in sogno.

Burns Singer era un poeta scozzese, morto nel 1964. La poesia si intitola The Letter ed è tratta da Scottish Love Poems (Penguin). La traduzione, bruttissima adesso che la rileggo, è mia.

LISA | Venerdì, 6 novembre 2009 @17:37

Per ANNALISA FARMACISTA: il mio chiodo è corto e molto biker. Perfetto con i miei primi jeans che ormai sono sempre più baggy e stracciati. Il consorte ha apprezzato. Peccato che da quando sono tornata nel mio altrove non faccia altro che piovere... Per CELISA: la mamma che proibisce il chiodo? Incredibile. Censura preventiva? Vedi che il black magic è una realtà. E credimi: il chiodo con l'abitino a fiori è perfetto. Parola di giornalista fintoglam. Ma non vuoi presentarti all'autrice curiosa? E raccontarmi almeno da dove mi scrivi, come sei capitata qui, e se hai già conosciuto Emma e Stella?

Celisa | Venerdì, 6 novembre 2009 @12:12

(Ebbene si, sono una grafomane)
Ho desiderato il chiodo ogni singolo giorno dei miei anni di liceo.
Lo portava il mio ragazzo, lo indossavano i maschi che attiravano il mio sguardo, l'avevano compagne di scuola metallare e dark.
Mia madre mi ha sempre proibito di possederne uno.
Giunta all'indipendenza della maggiore età mi è stato proibito dalle mie finanze.
Ora potrei comprarlo. Perchè no? Forse che la mia anima punk sbocciata nell'adolescenza non è sempre viva sotto i tallieur professionali da segretaria? Forse che proprio in questo momento non indosso minigonna scozzese e anfibi borchiati? E tutto sommato non creerebbe una graziosa dissonanza indossato sopra i miei vestiti a fiori?
Ma il problema vero è il seguente: già i miei amici mi vedono come novella Valchiria, già ci hanno riempito le orecchie di teorie su donne virago e uomini intimoriti, già mi guardano con sospetto perchè so cambiare le lampadine e montare le mensole da sola; quindi mi dico: il chiodo non sarebbe troppo?

Annalisa farmacista | Venerdì, 6 novembre 2009 @11:56

Bè che dire io il mio primo (e unico) chiodo l'ho avuto all'età di 15 anni...quando volevo essere ribelle per forza, soprattutto con un abbigliamento molto aggressive! Che ridere a pensarci adesso. Però scusa la giacca di pelle esattamente che forma ha? Molto biker? Allora l'abbinamento con i jeans è d'oobligo. Io invece sono alla ricerca della giacca da mezza stagione, che si sa è difficilissma da trovare. Nell'attesa mi sono comprata un adorablie vestitino color glicine che fa tanto autunno. PS. spedizione effettuata.

Celisa | Venerdì, 6 novembre 2009 @11:28

Graziegraziegrazie.

supersimo86 | Venerdì, 6 novembre 2009 @10:48

eccolaaaa

Ti incontrerò stanotte; si stanotte. Lo so
che ci separano centinaia di miglia, ma non
stanotte.Stanotte entro, tiro giù
tutte le pareti, il bric-à-brac, le cose inutili
quella polvere da due soldi e pungente
che si è accumulata in questi mesi
intorno a me".

Celisa | Venerdì, 6 novembre 2009 @10:18

AIUTATEMI!
Mi sono innamorata di una frase che avevo letto sul Buongiorno di alcuni mesi fa ma non la trovo più, nemmeno nell'archivio.
Parlava di onirici incontri notturni. "Ti incontrerò stanotte" e cadevano pareti e bric à brac e polvere.
Qualcuno può recuperarla per me?
Grazie da subito.

supersimo86 | Venerdì, 6 novembre 2009 @09:23

Non mio... ma allora di chi?
La tua effigie al mio fianco...
muta all'imbrunire come il tuo volto inquieto...
Bello! Bello da fare male.
Arso nel candore delle gote...
occhi di velluto aperti sul mio corpo.

Non mio-ma allora per chi?
Per chi questi batuffoli d'ovatta che ti cingono il capo?
E il tuo profumo emana voglie di carezze...
le mani si schiudono come ninfee al sole...
Sfiorami,
prendi il viso muto,
dischiudi la bocca di rosa,
bacia e ribacia il mento che fremendo sussurra il tuo nome.
Non mio-ma allora per chi?
Sei nato per farmi impazzire...
possederti è un sogno che scivola nelle mie mani...
sabbia bianca tra le dita la tua effigie.
Non mio-ma allora di chi!
Chi al mio posto ti ha amato! Chi al mio posto ti amerà?
Non mio-eppure per un attimo, in un eternità di diamante lo sei stato.

adoro questa poesia di Simona De Murtis .. perchè penso che tutti noi almeno una volta abbiamo amato qualcuno in silenzio .

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.